USO DI CANNABIS IN AUMENTO NELLA TERAPIA PER IL DOLORE CRONICO NEGLI USA

Uno studio dell'Università del Michigan e della Johns Hopkins University

più della metà dei maggiorenni che hanno usato la cannabis per gestire il proprio dolore cronico ha riferito che l'uso di cannabis li ha portati a diminuire l'uso di oppioidi soggetti a prescrizione, farmaci non oppioidi soggetti a prescrizione e farmaci antidolorifici da banco

data di pubblicazione:

31 Gennaio 2023

Uno studio dell’Università del Michigan e della Johns Hopkins University, pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA) Substance Use And Addiction, ha analizzato i dati  sull’uso di cannabis e altri farmaci per la terapia del dolore cronico di 1.724 adulti di età pari o superiore a 18 anni che vivono in 36 stati, da marzo ad aprile 2022. L’analisi, basata sui dati del panel AmeriSpeak del National Opinion Research Center (NORC), ha evidenziato come più della metà dei maggiorenni che hanno usato la cannabis per gestire il proprio dolore cronico ha riferito che l’uso di cannabis li ha portati a diminuire l’uso di oppioidi soggetti a prescrizione, farmaci non oppioidi soggetti a prescrizione e farmaci antidolorifici da banco.Meno dell’1% ha riportato l’effetto opposto, cioè un aumento dell’uso di oppiodi in conseguenza dell’uso di cannabis. Circa 3 adulti su 10 hanno riportato di usare cannabis per gestire il dolore cronico. Molte persone che usano cannabis per gestire il dolore cronico riportano di avere sostituito cannabis al posto di altri farmaci antidolorifici, inclusi gli oppioidi. L’alto grado di sostituzione della cannabis sia con trattamenti di oppioidi che non oppioidi enfatizza l’importanza della ricerca per chiarire l’appropriatezza e le potenziali conseguenze avverse della cannabis per il dolore cronico.

Altri dati significativi emersi sono che poco meno della metà del campione ha cambiato le terapie per il dolore cronico non farmacologiche. Fra gli adulti con dolore cronico dello studio, il 38.7% ha riportato che il loro uso di cannabis li ha portati a diminuire le terapie fisiche (5,9% le ha aumentate), il 19.1% ha diminuito l’uso della meditazione  il (il 23.7% l’ha aumentata), e il 26.0% ha diminuito la terapia cognitivo comportamentale (il 17.1% l’ha aumentata). In conclusione, i ricercatori sottolineano come i  risultati dello studio suggeriscono che, se le leggi statali sulla cannabis hanno consentito il suo accesso come trattamento analgesico, ciò sia avvenuto nonostante le lacune di conoscenza nel suo uso come trattamento medico per il dolore.

 

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