INCIDENTI STRADALI E USO DI SOSTANZE: QUALI CONNESSIONI?

data di pubblicazione:

3 Dicembre 2022

Un articolo sul sito di Fuoriluogo analizza, anche a seguito di un grave incidente stradale che recentemente  ha coinvolto due giovani, come diversi giornali e i mass media hanno raccontato questo episodio, concentrandosi maggiormente sull’assunzione di sostanze da parte della guidatrice rispetto al tema della sicurezza stradale. 

Il tema dell’incidentalità stradale e delle morti correlate, secondo l’autore dell’articolo, andrebbe approfondito servendosi dei dati forniti dalle autorità competenti, senza lanciarsi in supposizioni e tesi preconcette legate solamente all’irresponsabilità dei giovani.
Analizzando i dati dell’ISTAT del 2021 su questa tematica si vede che la fascia oraria in cui accadono maggiormente gli incidenti è quella compresa tra le ore 15.00 e le 19.00 (32%), quindi prima di cena, e che la categoria di persone maggiormente coinvolte è rappresentata da persone di età oltre i 65 anni.
I guidatori coinvolti negli incidenti sono rappresentati per il 19% da persone tra i 30 e 44 anni, mentre i giovani tra i 18 e 24 anni figurano come la fascia che rimane maggiormente vittima di incidenti in qualità di passeggeri. Questi dati per dire che il problema della sicurezza stradale è trasversale alle diverse generazioni.
Anche per quanto riguarda i dati relativi agli incidenti e al consumo di sostanze da parte dei guidatori coinvolti se si guardano i “(…) dati forniti dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza, Direzione centrale per la Polizia stradale, fra il 2016 ed il 2021 la percentuale di conducenti coinvolti in incidenti stradali che sono risultati positivi ai test “antidroga” è sempre stata inferiore al 1,50%. Se si prendono in considerazione solo gli incidenti con lesioni il dato sale al 1,69% nel 2020, ma resta al 1,44% nel 2021 (fonte Libro Bianco sulle droghe 2022)”.
Anche analizzando dati da altre fonti (Relazione annuale al Parlamento del Ministero della Salute in materia di alcol e problemi alcol correlati 2021 e Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze del Dipartimento Politiche antidroga) emerge che il fenomeno del consumo di sostanze e incidentalità è marginale rispetto al tema della sicurezza stradale, e spesso viene strumentalizzato per richiedere maggiori controlli sulle strade e pene più severe.
Ma i controlli vengono effettuati continuamente dalle forze dell’ordine e le leggi esistono già, quindi ne consegue che “Gli incidenti mortali sono nella stragrande maggioranza conseguenze di guida in eccesso di velocità, e di distrazione, soprattutto per uso del telefono cellulare”.
Quindi secondo l’autore “(…) se vogliamo provare a risolvere il problema delle morti su strada, spostare il discorso sul tema delle sostanze stupefacenti tout court, non solo è fuorviante, ma sembra la solita operazione di propaganda politica, più che la ricerca di una soluzione.
E concentrarsi solo sui casi di incidente causati dall’alterazione psicofisica del conducente inquadra solo una parte del problema, certamente da risolvere, ma non con l’ostracismo verso le persone che usano sostanze tipico di certe prese di posizione”.
Per contrastare maggiormente il fenomeno, che risulta complesso, non serve focalizzarsi su un unico aspetto, il consumo delle sostanze, ma sarebbe necessario agire su più livelli e competenze diverse che potrebbero integrarsi tra di loro.
Le azioni messe in campo ad oggi hanno diminuito il numero di morti della metà, “(…) siamo passati dalle quasi 6000 vittime del 2005 a meno della metà del 2021 (per i giovani fra i 15 e 24 anni, da 1130 a 365 – Istat), per cui vanno certamente implementate scelte che privilegino la sicurezza in strada, come ad esempio l’utilizzo di mezzi pubblici per gli spostamenti notturni a costi accessibili o la messa in sicurezza di strade, incroci, cartellonistica e passaggi pedonali, che sono azioni realizzabili nel breve periodo.

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