STUDIO SU USO TERAPEUTICO DEI FUNGHI PSICHEDELICI NELLA DEPRESSIONE

data di pubblicazione:

25 Novembre 2022

Negli ultimi anni, sempre più ricerche e indagini cliniche di tipo sperimentale hanno provato a misurare l’eventuale effetto terapeutico di determinate sostanze psichedeliche, fra le quali la psilocibina. Recentemente, uno studio ha valutato il possibile effetto terapeutico della psilocibina, al fine di comprendere se la sua assunzione sotto controllo clinico potesse mostrare effetti positivi nell’alleviare i sintomi della depressione in soggetti resistenti ai diversi trattamenti convenzionali. Secondo quanto riporta un articolo pubblicato su Futura-sciences e tradotto in italiano da Aduc, allo studio hanno partecipato 233 soggetti in 10 paesi. I partecipanti, divisi in tre gruppi, hanno ricevuto in modo casuale diversi dosaggi di psilocibina (1 mg, 10 mg o 25 mg del trattamento). “Le sessioni, in un’aula dedicata, sono durate dalle sei alle otto ore durante le quali i partecipanti non sono mai stati lasciati soli. Alcuni hanno descritto di essere immersi in “uno stato paragonabile a un sogno” che si potrebbe ricordare, ha spiegato durante una conferenza stampa James Rucker, coautore dello studio. Un partecipante ha richiesto la somministrazione di un sedativo durante la sessione, a causa dell’ansia. Ma gli effetti collaterali osservati (mal di testa, nausea, ansia…) sono stati generalmente moderati e sono scomparsi rapidamente. 

Tre settimane dopo, i pazienti che hanno ricevuto 25 mg hanno mostrato un miglioramento significativo delle loro condizioni rispetto alle dosi più basse, secondo una misura di base per la depressione. Poco meno del 30% di loro era in remissione. “Questa è la prova più evidente che sono giustificati studi più ampi e più lunghi per valutare le sostanze psichedeliche e che la psilocibina potrebbe (un giorno) fornire una potenziale alternativa agli antidepressivi che sono stati prescritti per decenni”, ha commentato Andrew MacIntosh, professore di psichiatria all’Università di Edimburgo, non coinvolto nello studio.

Questi studi, chiamati fase 2, avevano lo scopo di determinare il dosaggio e confermare l’esistenza di un effetto appropriato. Le prove di fase 3, su più partecipanti, dovrebbero iniziare quest’anno e estendersi fino al 2025. La start-up è già in contatto con l’Agenzia americana per i medicinali (FDA) e altri regolatori in Europa. Ma “non sappiamo ancora abbastanza sui potenziali effetti collaterali, soprattutto se alcune persone potrebbero vedere peggiorare i loro sintomi“, ha affermato Anthony Cleare, professore di psicofarmacologia a Londra, che non ha partecipato allo studio.

Negli studi, tre partecipanti hanno mostrato comportamento suicidario tra quelli trattati con 25 mg, rispetto a nessuno negli altri gruppi. Questi eventi, tuttavia, si sono verificati più di 28 giorni dopo il trattamento, ha sottolineato Guy Goodwin, professore di psichiatria a Oxford e manager di Compass Pathways. “La nostra ipotesi è che questa differenza sia dovuta al caso (…), ma potremo scoprirlo solo facendo più esperimenti”, ha detto. Anche la domanda sull’effetto a lungo termine rimane senza risposta, poiché è svanita durante il follow-up dei partecipanti tre mesi dopo. Potrebbero essere necessarie dosi ripetute. Due dosi saranno testate nelle prossime prove, ha affermato Guy Goodwin.

LINK ALL’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare anche
14 Settembre 2026

Cocaina: dalla scoperta alla sua proibizione

Dalla pianta di coca alla produzione di cocaina cloridrato

13 Settembre 2026

Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza

Il bere si configura storicamente come una sofisticata grammatica sociale e una forma di "time out"

12 Settembre 2026

In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

11 Settembre 2026
10 Settembre 2026

Il patteggiamento di Meta: nuove misure ma non sufficienti

Come dovrebbe essere un social network?

9 Settembre 2026

Smettere di fumare

le sigarette elettroniche come strumento efficace

8 Settembre 2026

Contesto carcerario e consumo di sostanze

Il 32,7% dei detenuti ha una diagnosi di dipendenza patologica da sostanze.

7 Settembre 2026

Divertimento notturno e consumi di sostanze psicoattive

A Berlino aumenta il consumo di ketamina sulla scena notturna

6 Settembre 2026

Il razzismo come fattore determinante nell’evoluzione dell’HIV

Non si tratta di semplici pregiudizi individuali, bensì di un vero e proprio razzismo strutturale che modella la società.

5 Settembre 2026

Adultosfera digitale e giovani

Come l'ambiente sociale dei grandi modella la crescita di ragazzi e ragazze

4 Settembre 2026

il consumo di tabacco in Europa

il dato è in lieve diminuzione

3 Settembre 2026

Dialogare oggi – un podcast sul disagio giovanile

2 Settembre 2026

Legge “svuota-carceri”: mancano le risorse

1 Settembre 2026

Le politiche USA sulle morti da fentanyl

Trump taglia i fondi sulla riduzione del danno

31 Agosto 2026

Drug Checking: come funziona?

Una strategia di riduzione del danno

30 Agosto 2026

L’AI come principale interlocutore tra gli adolescenti

un chatbot come amico

29 Agosto 2026

Per contrastare l’HIV serve un approccio integrato con le altre IST

Servono diagnosi precoci e screening coordinati per raggiungere gli obiettivi del 2030

28 Agosto 2026

Una prospettiva di genere sulle infezioni virali

l'esempio di HPV E HBV

27 Agosto 2026

Le scommesse sportive tra i giovani: i risultati dello studio francese PProJeTIM

La familiarizzazione con le scommesse avviene precocemente e spesso proprio all'interno delle mura domestiche

26 Agosto 2026

Solitudine e salute mentale: un binomio da contrastare

Il cambiamento delle relazioni ha sicuramente inciso su questa situazione