ADHD E DISTURBO DA USO DI SOSTANZE: UNO STUDIO ITALIANO

data di pubblicazione:

12 Novembre 2022

Un articolo di ricercatori e clinici italiani, pubblicato sull’ultimo numero di Medicina delle Dipendenze, affronta il tema dei pattern d’uso e delle caratteristiche cliniche in pazienti con comorbilità di disturbo da uso di sostanze e ADHD. Si tratta di uno studio di notevole interesse, in quanto è uno dei primi che abbia analizzato, tramite analisi fattoriale, le tipologie di uso, passate e attuali, di sostanze utilizzate. 

Lo studio ha preso in esame un campione di 72 pazienti con diagnosi di ADHD con disturbo da uso di sostanze (SUD), di cui 52 uomini e 20 donne. Dai risultati dell’analisi fattoriale sono emersi due pattern di uso delle sostanze. Il primo è caratterizzato dall’uso di stimolanti e di alcol, il secondo dall’uso di THC e dall’uso molto limitato di benzodiazepine, in coerenza con le evidenze fin qui disponibili sulle caratteristiche di uso di sostanze in pazienti affetti da ADHD.

Secondo i ricercatori, “Osservando i nostri risultati si potrebbe ipotizzare che diverse tipologie di SUD non influenzino la sintomatologia dell’ADHD, a causa dell’effetto specifico delle sostanze sui soggetti con ADHD (…) Il principale risultato di questo studio è stato l’assenza di qualsiasi differenza nella sintomatologia presentata, oltre le due tipologie di uso di sostanze riscontrate all’ingresso in trattamento”. Prima di riportare le conclusioni dello studio, è opportuno sottolineare alcune limitazioni dello studio stesso, fra le quali spiccano le piccole dimensioni del campione, l’uso di un campione non randomizzato e la mancata inclusione nel campione di pazienti in cura nei servizi per le dipendenze. Scrivono gli autori nelle conclusioni: “Nei nostri pazienti con disturbo duale (A-ADHD/SUD), chi usa prevalentemente cocaina/alcol è più giovane e ha più problemi legali; i pazienti che usano solo THC in realtà vanno a letto prima. Nonostante queste differenze minori, i nostri risultati mostrano una presentazione simile della sintomatologia e della gravità dell’ADHD all’inizio del trattamento, indipendentemente dalla tipologia di consumo di sostanze, suggerendo così che le differenze nelle tipologie di sostanze utilizzate non influiscono sulla manifestazione clinica dell’A-ADHD all’ingresso in trattamento”

Spera V. et alter, Disturbo da uso di sostanze in pazienti adulti con ADHD: pattern d’uso e caratteristiche cliniche, Medicina delle Dipendenze, 47, settembre 2022, pp. 30-35.

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