LA PRE-DIPENDENZA: UNA ZONA DI CONFINE DA INTERCETTARE CON POLITICHE DI PREVENZIONE

data di pubblicazione:

30 Settembre 2022

Perché una persona con un problema di dipendenza debba “toccare il fondo” per chiedere aiuto ad un servizio pubblico o ad un terapeuta è una domanda ricorrente tra chi lavora sul campo o ha avuto conoscenza diretta del fenomeno. A luglio 2022 uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association, e riportato sinteticamente sul sito di IPSICO, propone una strada per individuare precocemente le persone con Disturbi da Uso di Sostanze (DUS) senza aspettare che il tempo e le condizioni – sociali, personali, lavorative – rendano la situazione ancora peggiore.

Il DUS “(…) è il risultato di un graduale danno dei circuiti cerebrali che controllano la sensibilità alla ricompensa, la motivazione, l’autoregolazione, gli stati emotivi negativi e la tolleranza allo stress”. Essendo graduale il disturbo per diventare “grave” deve passare delle fasi preliminari, meno gravi, e sono queste fasi quelle che i ricercatori hanno indagato nello studio. Questa gradualità è stata anche riconosciuta dal DSM-5, che per definire il DUS utilizza 11 sintomi di uguale peso lungo un continuum di gravità a 3 stadi.
I DUS più gravi richiedono 6 sintomi, mentre quelli lievi e moderati da 2 a 5, che in definitiva sono anche quelli più numerosi tra la popolazione adulta. Se questi tipi di DUS sono più numerosi e meno gravi perché non agire maggiormente con politiche di prevenzione mirate su questa fase si chiede l’autrice dell’articolo?
Gli autori dello studio per spiegare la loro strategia di approccio precoce ai DUS utilizzano  un  parallelo con la condizione di “prediabete” al fine di illustrare gli elementi essenziali caratterizzanti la loro proposta. “La diffusione del diabete ha reso necessario il ricorso a una strategia che ne consentisse la capillare prevenzione. Ciò è possibile ove si intervenga in una fase della storia clinica anteriore al diabete e che viene perciò definita “prediabete. Questo non è, di per sé, un’entità clinica definita, bensì una categoria di rischio per lo sviluppo futuro di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari”.
Usando questo parallelismo perché non identificare una fase di pre-dipendenza ed agire su di essa, visto che già il DSM-5 identifica precisamente delle fasi lievi? “L’identificazione della “pre-dipendenza” potrebbe motivare una maggiore attenzione ai rischi associati al disturbo da uso di sostanze in fase iniziale e aiutare a coordinare le politiche e le risorse sanitarie che sosterranno le misure di prevenzione e di intervento precoce”. In considerazione di quanto detto  “è importante pensare la dipendenza non come una malattia che compare dall’oggi al domani, ma come una condizione con un retroscena: una storia di crescente assunzione di sostanze, spesso esacerbata da fattori ambientali e personali, circostanze storiche e da fattori di rischio genetici”.

LINK ALL’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare anche
15 Maggio 2026

Il consumo di crack in una società in crisi di relazioni

Servono servizi a bassa soglia per la riduzione del danno che incontrino i consumatori

14 Maggio 2026

Un nuovo CPR in Toscana?

Una questione ancora aperta

13 Maggio 2026

L’emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati

Tra consumo di sostanze e salute mentale

12 Maggio 2026

Symposium WTFC Genova 2026

uno dei principali momenti di confronto tra le comunità terapeutiche di tutto il mondo

11 Maggio 2026

Fumo di tabacco e riduzione dei rischi

Le politiche di riduzione dei rischi di Svezia e Nuova Zelanda

10 Maggio 2026

Onde di salute

Un podcast che riflette sulla salute in un'ottica di genere

9 Maggio 2026

Profilassi HIV e farmaco a lunga durata

Approvato da AIFA il primo farmaco iniettabile

8 Maggio 2026

I passi avanti della psilocibina

Curare la depressione col principio attivo dei funghi allucinogeni

7 Maggio 2026

Lavoro di riduzione del danno e tutele per gli operatori

Il CNCA nazionale vicino alla cooperativa Borgorete e ai suoi operatori rinviati a giudizio

7 Maggio 2026

Il consumo di droghe e la conseguenze sui lavoratori

Le sanzioni non possono essere l'unica strada da perseguire

6 Maggio 2026

Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette

Aumentano i consumatori di prodotti alternativi a base di nicotina

5 Maggio 2026

Ketamina e utilizzi nella sanità pubblica

Norvegia e Francia la usano per curare la depressione e le crisi suicidarie

4 Maggio 2026

Sostanze psicoattive e sicurezza nei luoghi di lavoro

La Legge diventerà più flessibile nei controlli

3 Maggio 2026

Quando il cammino diventa educazione

l’esperienza di Lunghi Cammini

2 Maggio 2026

Illuminismo psichedelico

Il podcast sugli psichedelici

30 Aprile 2026

Aprile – il mese della prevenzione alcologica

I nuovi modelli di consumo

29 Aprile 2026

Videogiochi e criteri di valutazione dei rischi

una classificazione che va incontro all'esigenza di limitare i rischi per i giovanissimi

28 Aprile 2026

Alcohol Prevention Day 2026

Sono disponibili i materiali presentati in occasione della giornata

27 Aprile 2026

Droghe e modelli di consumo: la teoria di Zimberg

Secondo Zimberg la maggioranza dei consumatori non sviluppa dipendenza né perde il controllo della propria vita

26 Aprile 2026

Raccolta e utilizzo dei dati nel gioco d’azzardo

L'utilizzo dei dati potrebbe servire anche come strumento di prevenzione

Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net