NARCOTRAFFICO, TURISMO E VIOLENZA IN MESSICO

data di pubblicazione:

22 Luglio 2022

Un articolo pubblicato sul settimanale Internazionale fa luce sulla situazione di violenza in Messico dal punto di vista del settore turistico, sempre più fondamentale nel paese a livello di PIL e di occupati. Dopo alcuni omicidi e sparatorie avvenuti a danno di turisti stranieri nelle regioni costiere del sud-est, a opera di sicari di organizzazioni criminali legate al narcotraffico, si è infatti diffusa la preoccupazione che tale violenza possa allontanare il turismo internazionale. Anche se le autorità hanno cercato di rafforzare le misure di sicurezza e la presenza in strada (e nelle spiagge) delle forze di polizia, la presenza della criminalità rimane evidente e costante: le strade più commerciali e le zone dei locali notturni più frequentati sono invase da spacciatori al minuto per la forte domanda di sostanze dei turisti e alcuni commercianti confessano di pagare il pizzo ai narcos.

“Il 21 giugno i due canadesi sono stati uccisi a coltellate all’interno del loro appartamento di Playa del Carmen. L’uomo deceduto era ricercato dall’Interpol. Alla fine di gennaio altri due canadesi sono stati assassinati in pieno giorno da un individuo armato all’interno del complesso alberghiero del parco a tema Xcaret, nei pressi della località turistica. “Le vittime erano legate al crimine organizzato”, insiste Chaves. Due mesi prima era esploso uno scontro a fuoco tra due bande rivali nel complesso dell’albergo a cinque stelle Hyatt Ziva, tra Playa del Carmen e Cancun, provocando la morte di due narcotrafficanti e scatenando il panico tra i clienti. (…) “Nove omicidi su dieci sono legati alla vendita di droga al livello locale”, spiega il procuratore generale Oscar Montes de Oca. “Questo enorme mercato ha scatenato una guerra per il controllo del territorio tra diverse cellule locali delle grandi organizzazioni criminali, tra cui il cartello di Jalisco nuova generazione e quello di Sinaloa”. Il tasso di omicidi nella regione è di 46 morti per centomila abitanti, contro i 27 della media nazionale. “Alcuni turisti vengono qui per fare festa e consumare sostanze illecite”, sottolinea Chaves, a Playa del Carmen.

Sulla Quinta avenida è impossibile sfuggire ai giovani messicani che in pieno giorno offrono qualsiasi tipo di droga. La domanda ha fatto impennare i prezzi. “Quaranta dollari per 5 grammi di marijuana” propone senza mezzi termini uno dei venditori. Oltre che dalla cocaina, le serate sono animate dal “tusi”, un’anfetamina dagli effetti psichedelici. Un grammo di questa polvere rosa costa tra i 120 e i 150 dollari. “Gli spacciatori invadono i nostri bagni”, ammette sottovoce il gestore di una discoteca. “I cartelli ricattano anche noi! Paghiamo tutti un derecho de piso, pizzo mafioso. Altrimenti sparano sul tuo locale”. (…) Le autorità si sono mobilitate per scongiurare la prospettiva di un crollo delle presenze. “L’azione della polizia è stata rafforzata”, sottolinea il procuratore Montes de Oca. Nello stato del Quintana Roo operano cinquemila agenti municipali e regionali, ma il procuratore ammette che “sarebbero sopraffatti senza l’aiuto della guardia nazionale”. Questo corpo di sicurezza è stato creato nel 2019 dal presidente di centrosinistra Andres Manuel Lopez Obrador, soprannominato “Amlo”. Nel dicembre 2021, con indosso l’uniforme grigia e bianca, 1.500 agenti della guardia nazionale sono sbarcati sulla costa del mar dei Caraibi. Assistito dalla marina, questo nuovo battaglione turistico pattuglia le stazioni balneari. “Sono state installate anche 2.200 telecamere di sicurezza, alcune dotate di tecnologia per il riconoscimento facciale”, spiega Montes de Oca, precisando che gli arresti sono triplicati. Il capo della polizia di Playa del Carmen, Raul Tassinari, in carica da otto mesi, aggiunge: “Il salario dei miei 900 agenti è passato da settemila a diciottomila pesos (330-850 euro) al mese per ostacolare la corruzione”.

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