L'EMERGENZA CONTINUA: NON IMPARARE DAGLI ERRORI E DALLE ESPERIENZE

data di pubblicazione:

18 Marzo 2022

Roberto Gatti, medico psichiatra e responsabile del Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL città di Milano, pubblica sul proprio blog un’interessante riflessione che, pur non essendo incentrata solo sulle dipendenze, offre utili spunti per comprendere la logica dell’emergenza. Covid, ora rischio guerra, prima boom delle droghe e delle overdose: per Gatti viviamo in un clima di emergenza perpetua che sembra, ogni volta, fare tabula rasa delle esperienze precedenti, come se tutte le volte che una nuova emergenza si presenta, si dovesse ricominciare da capo. Rispetto alle dipendenze, anche la situazione organizzativa e gestionale dei servizi appare in parte scollegata dall’esperienza recente, e comunque non adeguata alle trasformazioni dei consumi e dei consumatori già in atto, trasformazioni che ogni volta che si affacciano sembrano nuove ed epocali.

Scrive Gatti: “Il “pensarci prima”, sta diventando un vero tormentone e dimostra una cosa sola: non siamo capaci di farlo. Dal rischio idrogeologico, all’inquinamento, al clima, alle malattie, alle guerre, alla mobilità, all’organizzazione del lavoro, alla droga, e gli argomenti potrebbero essere molti altri, pur dotati di mezzi potentissimi, rispetto ad altre epoche, ci attiviamo solo quando siamo in emergenza, e fino a quando l’emergenza non si spegne, sostituita da un’altra. Così siamo diventati bravissimi ad affrontare le emergenze, salvo, poi, abbassare la guardia appena la situazione sembra migliorare. Ogni volta ci raccontiamo che dalla situazione ne usciremo più forti, in base all’esperienza, più uniti; che non ripeteremo gli stessi errori.

Ma non è così. Lo stesso fatto che l’emergenza della situazione ucraina, abbia oscurato tutto il resto, ne è un preciso indicatore. Addirittura di covid, nei media, non si parla quasi più, anche se non è affatto sparito e, ogni giorno, richiede un tributo di vite superiore, anche a quello di una guerra. La situazione droga, uso di sostanze psicoattive e comportamenti additivi, per anni è stato un cavallo di battaglia, contemporaneamente, per le guerre (alla droga) e per le emergenze mediatiche. Su di queste si sono costruite strategie imperfette, spesso deboli, e interventi in grado, soprattutto, di riparare i guai peggiori. Ma senza emergenza, senza gente che muore per strada in overdose, la tensione all’intervento di settore è progressivamente diminuita, confinata nell’ambito di mantenere l’esistente, per poi ridimensionarlo, dopo aver costruito sistemi di osservazione ben separati tra loro: droghe, alcol, tabacco, gioco d’azzardo, farmaci … in modo che nessuno abbia il quadro completo della situazione.

In un Paese più povero, alle soglie di una rivoluzione, portata dalle droghe sintetiche, con popolazioni sempre più “addestrate” ad aderire acriticamente a nuovi trend di consumo, è possibile, anzi, probabile, che la situazione peggiori. In fondo ci sono già nuovi profeti che spiegano che le droghe fanno parte della storia dell’uomo e che, sapendole gestire, possono dare benefici. Peccato che, guardando la storia, dimentichino come, la loro diffusione come “bene di consumo”, così come è ai giorni nostri, abbia sempre provocato danni enormi per la salute delle persone e che danni ancor più grandi si creeranno, in una società che produce sostanze sempre nuove e potenti negli effetti.

Quest’anno abbiamo avuto una Conferenza Nazionale sulle droghe, che ha lasciato ben poca traccia, ne avremo una sull’alcol, che è difficile possa avere un diverso esito. Con urgenza rinnoviamo i fondi progettuali per chi si svena con il gioco d’azzardo, basta che tutto resti così come è. Abbiamo uno spasmodico bisogno che i mercati crescano, che il danaro circoli. Ed è già tanto: le emergenze, come ho detto, oggi, sono altre. Facciamo piccole cose e ci accontentiamo, ma così facendo non siamo diversi da chi usa droghe e sceglie un rinforzo più piccolo e immediato, rispetto alla costruzione di un futuro positivo, inteso come buona salute, buone relazioni e successo nello sviluppo dei propri progetti di vita. Insomma, pensiamo che quello che dovevamo fare lo abbiamo già fatto, ora i problemi sono altri e se le forze in campo, Servizi Dipendenze e Comunità, sono in sofferenza e vengono ridimensionati, ci consoliamo, pensando che tutto il sistema sanitario e sociosanitario, pure soffre. Mal comune …

Quando sarà il momento, scoppierà una nuova emergenza. Sarà la riscoperta di un problema che avevamo dimenticato e che, nel frattempo, si sarà ulteriormente consolidato ed espanso. Qualcuno lo negherà, altri si allarmeranno, accuseranno qualcuno o qualcosa della situazione. Cercheremo di circoscriverlo, di delimitarlo ulteriormente, come stiamo facendo ora, nell’ambito dell’intervento sulla salute mentale: chi si droga ha un “disturbo”, ormai si chiama così, della sfera psichiatrica e, se non lo ha perché sceglie di consumare sostanze, lo avrà per il loro effetto. Solo ad emergenza dichiarata, ci accorgeremo che, a livello di Servizio Pubblico, avevamo sbagliato a ridimensionare il settore, con la scusa della “integrazione” delle competenze e degli interventi, tra settori diversi, per altro, tutti, con risorse già insufficienti.

Pensandoci bene il tutto è un po’ strano, perché la persona che ha una dipendenza patologica, agisce in piccolo, con dinamiche molto simili a quelle con cui, nel mondo si affrontano collettivamente questioni più grandi, anche a costo di farsi molto male e di dirsi, dopo, che tutto è stato frutto di sottovalutazione, imprevidenza o, addirittura, follia.”

LINK ALL’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare anche
14 Agosto 2026

La salute mentale come questione sociale

famiglie più isolate, pressione digitale e scolastica precoce, stigma

13 Agosto 2026

Allarme alle Fiji per l’epidemia di HIV

Le modalità di trasmissione del virus sono state favorite dal consumo di metanfetamine per via endovenosa

12 Agosto 2026

Citisina e dipendenza da nicotina

Questa molecola naturale, estratta dall'albero del Maggiociondolo, rappresenta per la cura del tabagismo un cambio di paradigma

11 Agosto 2026

La droga cambia rotta

Le isole del Pacifico Meridionale sono investite dal narcotraffico diretto verso i mercati di Australia e Nuova Zelanda

10 Agosto 2026

Nuove misure di detenzione domiciliare per detenuti e imputati tossicodipendenti o alcoldipendenti

Come funzionerà?

9 Agosto 2026

Alcol in gravidanza

uno studio statunitense

8 Agosto 2026

Coprifuoco sui social per gli adolescenti?

Una proposta del governo britannico

7 Agosto 2026

Fentanil: connessioni tra Cina e Messico

Arrestato uno dei personaggi chiave del traffico di fentanil

6 Agosto 2026

Cannabis e discriminazione: uno studio sulla California

Una persona nera in California ha oggi una probabilità 6,4 volte superiore rispetto a una bianca di essere arrestata per questioni legate alla cannabis

5 Agosto 2026

Consumatori di sostanze stimolanti e possibili percorsi di cura

Per gli stimolanti non esiste ancora una terapia farmacologica specifica e approvata.

4 Agosto 2026

Cannabis medica e autismo

Risultati promettenti ma ancora osservazionali

3 Agosto 2026

Non imputabilità non significa impunità

"l'emergenza" dei reati commessi da under 14

2 Agosto 2026

Il gioco d’azzardo come passatempo

La fine della scuola rappresenta un momento di maggior rischio per i giovani

1 Agosto 2026

Legalizzazione della cocaina?

un acceso dibattito in Olanda

31 Luglio 2026

Profilattici come garanzia di salute

La loro sicurezza viene garantita soprattutto dalla qualità del prodotto e da una corretta applicazione

30 Luglio 2026

Cartelli della droga nel mercato della frutta tropicale

un indagine di Telugu Times

29 Luglio 2026

Fumo da tabacco: la Spagna si spinge avanti

Anche in molti spazi all'aperto sarà proibito fumare

28 Luglio 2026

Stigma e salute mentale: una ricerca internazionale

Lo stigma sociale rappresenta un ostacolo per l'accesso alle cure

27 Luglio 2026

Meccanismi del gioco d’azzardo e interessi economici

L'interesse è massimizzare il tempo sul dispositivo

26 Luglio 2026

La salute mentale in Etiopia

Qui il modello biomedico occidentale si scontra con le credenze locali sul disturbo mentale