IL PROGRAMMA NAZIONARE GUADAGNARE SALUTE E IL CONTRASTO AI RISCHI DEL FUMO

data di pubblicazione:

15 Marzo 2022

Di fronte ad una offerta di prodotti sempre più ampia e diversificata da parte dell’industria del tabacco, il programma nazionale Guadagnare Salute (GS) che si occupa di contrastare i comportamenti a rischio per la salute, tra cui il fumo, rischia di vedere rallentare la sua azione e diminuire la sua efficacia se non riuscirà ad implementare l’integrazione di tutti i settori, economici e non che hanno a che fare con la salute e la produzione di tabacco.

 In questi anni alle tradizionali sigarette, si sono aggiunti i “(…) trinciati per sigarette rollate a mano, sigari, sigaretti, prodotti per uso orale, prodotti per pipa e prodotti a tabacco riscaldato (Heated Tobacco Products – HTP), questi ultimi commercializzati in Italia dal quarto trimestre del 2014”, tutti prodotti che riescono a raggiungere un numero di consumatori sempre più diversificato, in quanto non solo perché capaci di andare incontro alle diverse esigenze personali, ma anche per via di un arretramento delle politiche di prevenzione e contrasto da parte di altri settori coinvolti.
L’articolo
vuole da una parte descrivere come si è evoluto il mercato del tabacco, dall’altra descrivere la pratica dell’approccio intersettoriale delineato dal Programma GS nella prevenzione e nel controllo del tabagismo. I dati di riferimento sul mercato del tabacco sono quelli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, forniti dal Ministero della Salute, mentre “(…) i dati sulla prevalenza di fumatori, per tipo di prodotto fumato, sono tratti dalla sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) nella popolazione residente in Italia di 18-69 anni. Per quanto riguarda “(…) L’evoluzione delle politiche di controllo del tabagismo è stata descritta attraverso l’analisi della legislazione italiana sul tabacco e gli atti rilevanti riguardanti accordi tra Ministeri e industria del tabacco”. Uno dei risultati che emergono da questo lavoro riguarda sicuramente il quantitativo di prodotti venduti, in base alle diverse tipologie di prodotto: se le sigarette tradizionali hanno subito una flessione costante negli anni (dal 2003 al 2020 – 2.8% annua) altri prodotti, nello stesso periodo di riferimento, non hanno seguito lo stessi trend, ma si é assistito ad una vendita maggiore di tabacco trinciato, per le sigarette rollate a mano del 47%, e di sigari e sigaretti in percentuali minore. Questi tre prodotti aggiunti al tabacco riscaldato, che è diventato il secondo prodotto del tabacco più venduto in Italia, hanno “(…) visto aumentare la loro quota di mercato dell’1,7% nel 2004 al 18,5% nel 2020, in dettaglio: trinciati 7,4%, prodotti a tabacco riscaldato 7,5%, sigari 1,3%, sigaretti 2,3%”. Da questi conteggi non risultano ancora i dati sulle sigarette elettroniche, ancora non disponibili, ma sicuramente in aumento. Un altro dato che fa riferimento alle abitudini riguarda il consumo di più prodotti; molte persone anche se hanno introdotto nelle loro pratiche nuove modalità di consumo (sigaretta elettronica e tabacco riscaldato) non hanno rinunciato alle sigarette tradizionali o rollate a mano, che continuano ad essere consumate.

Alcune ipotesi rispetto alla diminuzione del consumo di sigarette possono essere dovute alla “(…) riduzione della prevalenza di fumatori, alla riduzione del numero medio di sigarette fumate al giorno (che si registra in tutte le indagini sul fumo negli ultimi 20 anni), e alla diversificazione dell’offerta di prodotti del tabacco”. Infatti, dal 2004 al 2012, sono aumentate considerevolmente le vendite di trinciati per sigarette rollate, diventati in pochi anni il secondo prodotto più venduto, superato recentemente dai nuovi prodotti a tabacco riscaldato, introdotti nel 2014, le cui vendite sono aumentate esponenzialmente negli ultimi 3 anni”. Oltre a queste considerazioni va tenuto conto che dal 2008 al 2020 la persone che hanno dichiarato di aver fatto un serio tentativo di smettere di fumare, restando almeno 24 ore senza fumare, sono diminuite, passando dal 42,4% del 2008 al 31,7% del 2020. Inoltre i nuovi prodotti, alternativi ma non troppo, alle sigarette tradizionali sono presentati dalle industrie produttrici come prodotti meno dannosi inficiando i messaggi di salute pubblica contenuti nel programma GS. Per quanto riguarda le politiche sanitarie sono stati introdotte diverse misure per contrastare i danni del tabacco: nel 2016 è entrato in vigore il divieto di fumare in diversi contesti quotidiani, sono stati istituiti i CAF all’interno dei servizi per le dipendenze o nei reparti ospedalieri di pneumologia, ed è previsto un sistema di sorveglianza a carico del SSN, ma spesso le risorse sono poche e le persone non si servono di questi servizi per diversi motivi. Quello a cui si è assistito è stato invece un aumento delle richieste di informazione per smettere di fumare al Telefono Verde, servizio del SSN, che prima del 2016, aveva circa 3.000 richieste per ricevere supporto, mentre dal 2016, le richieste sono aumentate fino a 12.000 fumatori l’anno, che però il servizio non riesce a supportare, “ (…) se si pensa che circa 3 milioni di fumatori in Italia ogni anno tentano di smettere”. Secondo gli autori: “(…) contrariamente al settore sanitario che, pur con i limiti menzionati, ha lavorato nel corso degli anni per implementare misure di contrasto al tabagismo, i settori che si occupano di tabacchicoltura e manifattura del tabacco non si sono mossi nella stessa direzione”. Di fatto l’Italia resta il primo paese in Europa a livello di produzione e i prodotti godono di vantaggi fiscali. Alla fine gli autori sostengono che: “(…) La spinta propulsiva della lotta al tabagismo, che ha raggiunto l’apice nel 2005 con la legge sul divieto di fumo nei luoghi pubblici, si va esaurendo. L’approccio intersettoriale promosso da GS non sembra aver avuto rilevanti esiti positivi nel dare priorità alla salute in tutte le politiche inerenti il tabacco”.

 

D’Argenio P, Gorini G. Prevenzione del tabagismo in Italia a 15 anni dal Programma nazionale Guadagnare Salute: ombre sull’approccio intersettoriale al tabacco.
Bolletino Epidemiologico Nazionale 2021;2(4):22-28. DOI

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