ANCHE LE CATTIVE NOTIZIE POSSONO CREARE DIPENDENZA? IL DOOMSCROLLING O DOOMSURFING

data di pubblicazione:

25 Febbraio 2022

Mai come in questi ultimi due anni di pandemia da Covid-19 abbiamo passato tanto tempo in rete alla ricerca di notizie su quello che stava accadendo, notizie spesso negative, se si pensa al periodo critico e a quello che ha comportato. La ricerca spasmodica di notizie “cattive”, che spesso vanno a confermare alcune nostre ipotesi, ha dato origine al Doomscrolling“(…) Si tratta di un neologismo inglese entrato nell’Oxford Dictionary nel 2020”, che unisce allo “scrolling” (il movimento che facciamo quando siamo sui social o online) il termine ‘doom’ (sorte avversa, destino tragico) dando così una connotazione negativa a questo comportamento sempre più abituale e talvolta ossessivo,  finalizzato alla ricerca di notizie “avverse”. Questa tendenza, in alcune persone, può causare problemi a diversi livelli. In questo articolo sul sito di STATE OF MIIND – Il giornale delle scienze psicologiche – si ipotizza- basandosi su alcuni studi e ricerche scientifiche – che questa tendenza possa portare all’emergere di problematiche varie: ”(…) Controllare il numero di casi e di morti dovute al Covid19, cercare le ultime informazioni su nuovi sintomi e su come può diffondersi è qualcosa che va bene fare, ma quando parliamo di doomsurfing e doomscrolling ci riferiamo a farlo molto spesso ed in maniera insistente. Ciò porta ad intense emozioni di ansia, incertezza, preoccupazione, paura, angoscia, che a loro volta portano a difficoltà nel dormire, diminuzione dell’appetito e scarso interesse per attività che di solito piace fare (Anand et al., 2021)”.

Ma perché scrolliamo cosi tanto e in maniera così insistente? “(…) Farlo ci serve a dare un senso all’esperienza che stiamo vivendo ed a quello che sta succedendo nel mondo, ci aiuta a fare ordine in una situazione incerta e a riempire il vuoto informativo. L’aspettativa è di ampliare le prospettive, arrivare ad un maggiore senso di controllo (più ne so, più ne capisco, più posso controllare) e quindi ridurre i sentimenti negativi. In realtà così facendo si ottiene l’effetto opposto: si finisce in una spirale di notizie negative ed incerte che porta ad un’ulteriore esacerbazione di paura e preoccupazione, in un circolo vizioso in cui gli individui sembrano rimanere intrappolati”. L’enorme mole di informazioni che abbiamo a disposizione e il periodo di incertezza non aiuta, la difficoltà sta nel valutare con più accuratezza e tempo la qualità di queste informazioni, che se non ci rassicurano, ci spingono sempre di più a cercarne alcune rassicuranti, contribuendo a creare una spirale perversa di ricerca informazioni, creando il doomscrolling.

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