CRISI OPPIACEI NEGLI USA: 1,2 MIL. DI DECESSI ATTESI AL 2029 SENZA INTERVENTI RISOLUTIVI

data di pubblicazione:

17 Febbraio 2022

Un articolo sulla crisi degli oppiacei negli USA pubblicato sul Guardian, riportando le conclusioni di un nuovo studio pubblicato su Lancet, fornisce una stima drammatica di decessi attesi in assenza di interventi risolutivi. Il report di Lancet, preparato dalla commissione Stanford-Lancet sulla crisi nordamericana degli oppiacei, predice che il numero di overdose “crescerà esponenzialmente” nei prossimi sette anni, uccidendo altre 1,2 mil. di persone, che rappresenterebbe il doppio di vittime registrate nelle ultime due decadi. Secondo Keith Humphreys, che presiede la commissione, ci sono inoltre prove che la crisi degli oppiaceiha una buona possibilità di diffondersi globalmente“.  Nel report, infatti, si rimarca che in Australia le prescrizioni di oppiacei sono incrementate di 15 volte, in Inghilterra sono raddoppiate, in Finlandia sono aumentate di 7 volte e in Brasile del 465%. Tuttavia, il focus del report (e delle preoccupazioni degli esperti) rimane concentrato sugli USA, dove secondo dati provvisori del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), nel periodo aprile 2020-aprile 2021, più di 100,000 persone negli USA sono morte di overdose, di cui più di 75,000 per oppiacei. Dal 1999, negli USA il totale di decessi attribuiti a overdose di oppiacei è pari a più di 600.000. Secondo Humphreys, gli USA sono particolarmente vulnerabili a causa della scarsa regolazione, della bassa qualità dei servizi di cura delle dipendenze e del disinvestimento in misure di prevenzione.

Fra le misure di contrasto suggerite per attenuare l’epidemia nei prossimi anni, si citano in primo luogo azioni in grado di spezzare la fortissima influenza economica delle lobbies delle case farmaceutiche su medici, politici, agenzie regolatrici. Al tempo stesso, vengono raccomandate riforme per migliorare il sistema di cura e di trattamento delle dipendenze che dovrebbe essere una parte centrale del sistema sanitario pubblico, investimenti mirati a livello comunitario ed educativo e sono auspicate innovazioni in campo bio-medico per trovare antidolorifici non additivi.

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