RISARCIMENTO AI NATIVI AMERICANI DA CASE PRODUTTRICI PER CRISI OPPIACEI

data di pubblicazione:

8 Febbraio 2022

Sebbene non ponga la parola fine ai tanti contenziosi legali e richieste di risarcimento in atto, con l’accordo dei giorni scorsi siglato dalla casa farmaceutica Johnson & Johnson e da tre  distributori di oppiacei da prescrizione degli Stati uniti (McKesson, AmerisourceBergen e Cardinal Health), queste pagheranno ai nativi nord-americani 590 milioni di dollarI.Si tratta del primo accordo con un governo tribale negli USA, ma occorre ricordare che molte cause sono state riunite, secondo quanto scrive Alessandro Pascale su il Manifesto “in un maxi-procedimento giudiziario, in corso da anni presso il tribunale federale di Cleveland (Ohio), che vede circa 3mila querelanti (la maggior parte enti governativi) battersi per l’ondata di dipendenza e vittime provocate da una serie di farmaci psicoattivi con effetti farmacologici simili a quelli della morfina o di altre sostanze similari.” «Tutte le tribù sono entusiaste dell’accordo: a differenza di quanto avvenne negli anni Novanta con le multinazionali del tabacco stavolta siamo stati inclusi nei risarcimenti», spiega a il manifesto W. Ron Allen, presidente della Jamestown S’Klallam e rappresentante tribale in diversi dipartimenti del governo Usa.

«PICCOLE TRIBÙ come la nostra non riceveranno molti fondi, ma li impiegheremo in un progetto volto a fornire assistenza e trattamenti socio-sanitari alle persone dipendenti dagli oppioidi o che abusano di sostanze», assicura Allen. Canta vittoria anche il loro avvocato Geoffrey D. Strommer che, oltre alla Jamestown S’Klallam, nel contenzioso rappresenta una dozzina di altre realtà tribali: «Siamo molto soddisfatti degli accordi economici proposti – spiega il legale a il manifesto – Sono un risultato storico e gettano le basi per futuri accordi e contenziosi, tanto che andremo avanti per far ritenere produttori, rivenditori e altri soggetti coinvolti responsabili di aver creato e alimentato la crisi degli oppioidi che continua a devastare gli indiani d’America». A SUO DIRE, il loro «impatto sui bambini nativi americani è particolarmente devastante. Nel 2012 uno su dieci di età pari o superiore a 12 anni – continua il legale – ha utilizzato oppioidi da prescrizione per scopi non medici, il doppio rispetto ai giovani bianchi e tre volte quello degli afroamericani. I bambini nativi soffrono di maggiori tassi di astinenza, anche neonatale, rispetto a qualsiasi altro gruppo razziale o etnico». Per Strommer «la crisi degli oppioidi ha infine esaurito la forza lavoro delle imprese tribali, diminuendo la produttività, aumentando i costi amministrativi e facendo perdere opportunità di crescita e sviluppo tribale».

Lloyd B. Miller, avvocato che nel contenzioso rappresenta circa il 30% di tutte le comunità tribali indiane in America, per numero di loro componenti, a il manifesto esprime pochi dubbi circa la responsabilità della casa farmaceutica e dei distributori con cui è stato raggiunto questo accordo: «Johnson & Johnson, come tutti gli altri produttori, ha erroneamente presentato alla comunità medica e al pubblico i propri oppioidi come farmaci che non provocavano dipendenza, indicati per il trattamento del dolore cronico e minore». Ci sono poi i tre distributori McKesson, AmerisourceBergen e Cardinal Health, che per la corte «avrebbero distribuito più dell’80% dei farmaci in questione e per questo imputati nella maggior parte dei casi». PER L’AVVOCATO Miller, questi, «non sono riusciti a mettere in atto e a far rispettare le procedure: avrebbero dovuto segnalare le richieste eccessive di oppioidi da prescrizione da parte delle farmacie, fermando quindi la vendita di quella valanga di pillole, cosa che non hanno fatto perché c’era tanto profitto da realizzare». Dal canto loro, le aziende chiamate in causa respingono le accuse. Il giorno stesso dell’annuncio di questo accordo, Johnson & Johnson si è ad esempio affrettata a chiarire in una nota che la scelta di pagare «non costituisce ammissione di alcuna responsabilità o illecito e la società continuerà a difendersi da qualsiasi altra controversia». Per l’avvocato Strommer una prassi ormai consolidata anche a livello formale, visto che «negli Stati uniti spesso questi accordi contengono formule che consentono a una o più parti di non assumersi la responsabilità delle accuse». La scelta delle aziende di chiudere le controversie con accordi economici, parlerebbe però da sola per il suo collega Miller, che ricorda «tra i più significativi, uno da cinque miliardi di dollari di Johnson & Johnson con gli Stati e i loro enti locali, un altro da 21 miliardi di dollari tra distributori e governo federale, quello dell’Oklahoma con la Purdue e vari altri con i produttori per le controversie di New York e del West Virginia».

ANCHE LO STESSO maxi-procedimento in Ohio non si è chiuso con questi 590 milioni di dollari concessi ai nativi americani: «Per le rivendicazioni tribali contro diversi altri imputati, tra cui quelle contro le principali catene di farmacie (CVS Health, Walgreens Boots Alliance e Walmart, nda), i produttori Teva, Allergan, Endo e, in un caso separato, la società di consulenza McKinsey, o si andrà a processo – conclude Miller – o anche queste saranno risolte mediante analoghe transazioni».

LINK ALL’ARTICOLO (ACCESSO LIMITATO)

Ti potrebbe interessare anche
25 Giugno 2026

Condizioni igieniche e di sicurezze non più sostenibili

Sequestrate alcune sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano

24 Giugno 2026

Basaglia e i suoi

un podcast sulla storia della psichiatria italiana

23 Giugno 2026

Il ritratto dei nuovi consumi

meno sigarette, più nicotina

22 Giugno 2026

Invecchiare con l’HIV

Il 5 giugno si celebrano i Long Term Survivors

22 Giugno 2026

Rapporto europeo sulle droghe 2026

Rapporto dell'EUDA sulla situazione della droga in Europa

21 Giugno 2026

Tra psicofarmaci e droghe: una riflessione

Oggi la barriera che separava ancora farmaci e droghe è stata abbattuta

20 Giugno 2026

WAX e miscele psicoattive

Espongono i consumatori a rischi esponenziali e imprevedibili

19 Giugno 2026

GENERICAMENTE

un podcast sulla medicina di genere

18 Giugno 2026

Conferenza Internazionale sull’AIDS: 26ª edizione

Si terrà a Rio de Janeiro dal 26 al 31 luglio 2026

18 Giugno 2026

Dipendenza da videogiochi

alcuni generi sono più rischiosi di altri

17 Giugno 2026

L’importanza di riconoscere i disturbi alimentari in età precoce

un caso studio inglese

16 Giugno 2026

Si abbassa a tredici anni la contraccezione gratuita

La regione Toscana è tra le prime esperienze in Italia

16 Giugno 2026

Il progetto Poggio Asciutto compie 40 anni.

La Comunità Terapeutica pubblica è riuscita in questi anni a rispondere adeguatamente ai bisogni degli utenti

15 Giugno 2026

Come sta cambiando il consumo di tabacco

La situazione tra i giovani toscani

14 Giugno 2026

Gorgona: il documentario che osserva da vicino l’ultima colonia penale agricola d’Europa

13 Giugno 2026

Chemsex, un fenomeno sempre più visibile

tra ricerca di libertà e rischi per la salute

12 Giugno 2026

Social media e meccanismi di attivazione

Capire i meccanismi di funzionamento aiutano a trovare strategie per regolare l'utilizzo

11 Giugno 2026

L’AMANITA MUSCARIA IN TEMPO DI GUERRA

Il fungo sta trovando un utilizzo per alleviare i sintomi dello stress da conflitto armato

10 Giugno 2026

Aumentare il prezzo delle sigarette

può essere la soluzione per smettere di fumare?

9 Giugno 2026

HIV e Medicina di genere

problematiche nei percorsi di salute femminile