STORIE DI HIKIKOMORI

data di pubblicazione:

27 Gennaio 2022

Il Corriere della Sera pubblica un approfondimento sul fenomeno del ritiro sociale degli adolescenti italiani (hikikomori), dando voce ad alcuni ragazzi e ragazze e a esperti. Nell’attuale fase pandemica, sono disponibili le prime evidenze sull’aumento di hikikomori in Italia e sull’abbassamento dell’età in cui si manifesta il disturbo, anche se in mancanza di rilevazioni e di dati affidabili, si tratta di una percezione condivisa dai pochi esperti del settore. Sul possibile aumento di casi, influiscono, secondo gli esperti intervistati, oltre a effetti contingenti legati alla pandemia, come l’isolamento e le minori occasioni di socialità tra pari, le sempre maggiori pressioni sociali percepite dagli adolescenti. I ragazzi e le ragazze che scelgono la via del ritiro volontario dal mondo testimoniano a volte come la loro condizione di auto-reclusione sia funzionale a evitare il giudizio degli adulti e dei pari, a proteggersi da aspettative altrui troppo alte.

Fra le testimonianze riportate, spicca quella di una ragazza che racconta: «Sono rimasta chiusa nella mia stanza per tre anni. Dormivo di giorno e stavo sveglia di notte, non facevo niente, stavo al computer, guardavo il cellulare, non avevo fame, mangiavo una volta al giorno, sempre di notte. Raramente mi lavavo, evitavo sempre di parlare con i miei genitori». Le chiamano hikikomori, le ragazze come lei. Sono i giovani che si isolano, che restano chiusi nelle loro stanze per mesi, perfino anni. Tante storie: «Per passare il tempo mi facevo delle grandi canne. Mi sballavo, poi mi addormentavo, poi mi risballavo. A volte mi facevo la doccia per rilassarmi, ci stavo dentro mezz’ora. Mangiavo soltanto una volta al giorno, mi arrangiavo con quello che trovavo nella cucina dei miei nonni. Uscivo soltanto per andare a comprare le cartine e le sigarette, ma quando uscivo avevo l’ansia, così forte che andavo al tabaccaio correndo, poi tornavo a casa ancora più veloce perché volevo richiudermi nella mia stanza».

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