GRADO DI INTERFERENZA DELL'INDUSTRIA DEL TABACCO IN ITALIA

data di pubblicazione:

22 Dicembre 2021

Il Gruppo Italiano del Global Tobacco Industry Interference Index, in un articolo per il portale di ricerca scientifica “Scienza in rete”, ha pubblicato un articolo che mostra come l’Italia si collochi, in un confronto tra 80 paesi, tra le nazioni in cui le politiche relative al tabacco sono più esposte all’interferenza dell’industria. L’Italia è preceduta solo dalla Repubblica Dominicana, Svizzera e Giappone, mentre i Paesi con il grado di protezione più alto dagli interessi del settore del tabacco sono Nuova Zelanda, Regno Unito e Francia. Compilato dal Global Centre for Good Governance in Tobacco Control, il Global Tobacco Interference Index misura il grado di ingerenza dell’industria del tabacco nella vita politica di un paese e quantifica gli sforzi messi in atto dai governi per contrastarne l’influsso. Sono sette le dimensioni dell’interferenza che vengono valutate: 1- Partecipazione dell’industria allo sviluppo delle politiche; 2- Attività di cosiddetta responsabilità sociale dell’industria; 3- Favoritismi all’industria del tabacco; 4- Trasparenza dei rapporti tra settori del governo e industria del tabacco ; 5- Interazioni non necessarie; 6- Conflitto d’interesse; 7- Prevenzione dell’interferenza nelle decisioni politiche e nei processi legislativi. “Ogni dimensione è valutata con indicatori, in tutto 20, misurati con un punteggio che, per la maggior parte degli indicatori, va da 0 a 6, assegnato con metodi standardizzati, utilizzando dati disponibili e pubblici. La somma dei punteggi dei 20 indicatori misura il livello di interferenza del tabacco nel singolo Paese, e può andare da 0 (nessuna interferenza) a 100 (massima ingerenza).”

L’articolo del Gruppo Italiano del Global Tobacco Industry Interference Index elenca i provvedimenti legislativi e le politiche che in Italia mostrano gli intrecci tra industrie del tabacco e mondo politico, a partire dalla tassazione di favore sulle sigarette elettroniche. Anche dal punto di vista dell’immagine pubblica, della reputazione, l’industria del tabacco ha dimostrato in Italia di sapersi promuovere in modo efficace, in particolare presentando come “riduzione del danno” la sostituzione delle sigarette tradizionali con i nuovi prodotti (sigarette elettroniche o con il tabacco riscaldato). Si tratta di una concezione che dal punto di vista scientifico e della salute pubblica non è condivisa da tutti i ricercatori e gli enti, e che il Gruppo Italiano del Global Tobacco Industry Interference Index presenta come una “strategia di marketing”. L’articolo esamina per l’Italia i sette punti principali a partire dai quali è attribuito il punteggio finale, che misura il grado di esposizione del singolo paese agli interessi dell’industria del tabacco.

Il Gruppo Italiano del Global Tobacco Industry Interference Index è formato da Istituto Mario Negri (Silvano Gallus, Alessandra Lugo); ISPRO, Firenze (Giuseppe Gorini, Giulia Carreras); Università La Sapienza, Roma (Maria Sofia Cattaruzza, Martina Antinozzi); Università del Piemonte Orientale (Fabrizio Faggiano); tobaccoendgame.it (Paolo D’Argenio).

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