HIV-AIDS: SITUAZIONE IN TOSCANA AL 31-8-2021

data di pubblicazione:

3 Novembre 2021

Lo scorso 13 ottobre CERGAS SDA Bocconi, in partnership con SIMIT, ha realizzato il progetto APRI-AIDS Plan Regional Implementation, per esplorare lo stato di attuazione del Piano Nazionale PNAIDS (HIV e AIDS – Legge 135/90) dopo due anni di pandemia. I risultati  hanno fotografato una realtà italiana disomogenea in termini di sorveglianza, presa in carico e prevenzione dell’infezione HIV. Un approfondimento ha riguardato la situazione in Toscana. “In Toscana il sistema di sorveglianza di HIV e di AIDS è affidato all’Agenzia regionale di sanità (ARS), che dal 2004 gestisce il Registro Regionale AIDS (RRA) e dal 2009 la notifica delle nuove diagnosi di HIV. I nuovi dati del Sistema di Sorveglianza HIV (aggiornati al 31 agosto 2021) rilevano una tendenza alla diminuzione delle nuove notifiche, già in atto negli ultimi anni, ma più evidente negli ultimi 2 anni: dai 9,3 casi ogni per 100.000 residenti del 2016 siamo scesi a 3,9 casi ogni 100.000 nel 2020. Tuttavia, si sta osservando un graduale aumento dei casi tra gli omosessuali maschi: la proporzione di casi attribuibili a trasmissione tra MSM è passata dal 49,3% nel 2009-2011 al 58,5% nel 2018-2020. Una quota sempre maggiore di pazienti si presenta tardi alla prima diagnosi di sieropositività, cioè in una fase già avanzata di malattia con un quadro immunologico compromesso e spesso già in AIDS. Questo comportamento è collegato con la bassa o moderata percezione del rischio di HIV nella popolazione che effettua il test solo quando vi è il sospetto di una patologia HIV correlata o una sospetta MTS o un quadro clinico di infezione acuta e non spontaneamente per percezione di rischio. I casi di Aids sono stabili negli ultimi anni e la Toscana con un’incidenza di 1,3 per 100.000 residenti si colloca nel panorama italiano tra le regioni con incidenza più alta”, ha spiegato Monia Puglia, Agenzia Regionale di Sanità Osservatorio Epidemiologia ARS Toscana.

Limitare la diffusione dell’HIV oggi significa dare un forte impulso alla diagnosi precoce e alla rilevazione del sommerso. Le evidenze scientifiche ci dicono che se una persona scopre di avere l’HIV e inizia subito il percorso di cura può azzerare la carica virale nel sangue ed evitare gravi danni al sistema immunitario ma soprattutto non è più in grado di trasmettere il virus agli altri. Occorre che questo principio e funzione della terapia, noto come U=U (Undetectable=Untransmittable) sia sempre più diffuso alle persone perché può incentivare la necessità di fare il test e abbassare la paura e lo stigma verso le persone con HIV. È altrettanto verificato infatti che lo stigma sia a tutto gli effetti una forte barriera sia all’accesso al test (nonostante siano presenti numerosi tipi di offerta più accessibili come quelli al di fuori dei contesti ospedalieri detti Community Based) che alla capacità delle persone con HIV di seguire regolarmente le cure, di confidare la loro situazione agli altri. Inutile dire quanto questo incida sul benessere e salute del singolo e della collettività. C’è molto ancora da fare per migliorare la situazione nonostante i molto sforzi in atto. La limitazione dell’HIV è qualcosa su cui agire e che dipende da ognuno di noi”, ha dichiarato Sabrina Bellini, Presidente LILA Toscana.”

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