DOPPIA DIAGNOSI: L’IMPORTANZA DI UN APPROCCIO INTEGRATO

data di pubblicazione:

1 Novembre 2021

Nel mese dedicato alla salute mentale, appare importante sottolineare un tema di grande interesse, ma che spesso rimane sottotraccia, la cosiddetta doppia diagnosi, ossia la compresenza di disturbi legati alle dipendenze da sostanze e legati alla salute mentale. Tale condizione è tutt’altro che rara, poiché una quota considerevole di persone con disturbi da dipendenza da sostanze presenta anche forme di disturbo mentale. Si stima che circa un adulto su quattro con disturbo mentale abbia anche un disturbo da uso di sostanze.
E’ opportuno ricordare, tuttavia, che persistono difficoltà sia nella corretta definizione diagnostica del concetto di “doppia diagnosi” che nel suo trattamento specialistico. In letteratura, inoltre, si sottolinea il rischio che attraverso la “doppia diagnosi” si possano, anche in modo involontario, ridurre la specificità e la gravità dei disturbi tanto dal lato delle sostanze che del disturbo psichiatrico. Perciò, è necessario affinare i criteri diagnostici e assicurare trattamenti adeguati per questa tipologia di pazienti, superando la difficoltà a riconoscerne le cause e i sintomi, che spesso si collocano ai confini
delle diverse istituzioni di cura. Non a caso, le strutture di cura per l’abuso di sostanze e le strutture di salute mentale condividono la stessa difficoltà di approcciare in modo adeguato i pazienti con doppia diagnosi.
Sulla base delle esperienze in essere, i programmi di trattamento della doppia diagnosi più adeguati sono quelli che promuovono un approccio integrato, uno scambio di competenze, che effettuano così cure specifiche all’interno di una visione generale della condizione di sofferenza della persona. Questa integrazione fra servizi non risolve, ma riduce, il problema della durata dei percorsi di cura, che per i pazienti con doppia diagnosi richiedono in genere tempi piuttosto lunghi. L’affinamento della diagnosi e delle cure appare tanto più rilevante se si considera che i pazienti con doppia diagnosi presentano condizioni di elevato rischio, ad esempio di suicidio e di malattie croniche.

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