DROGHE E SALUTE MENTALE: UN PENSIERO CRITICO

data di pubblicazione:

15 Settembre 2021

Susanna Ronconi presenta, all’interno della rubrica di Fuoriluogo, la Summer School organizzata da Forum Droghe e CNCA e da poco conclusa, che quest’anno è stata dedicata al tema sostanze stupefacenti e salute mentale. E lo fa sia attraverso uno sguardo critico e retrospettivo che con uno sguardo lanciato in avanti, verso scenari futuribili in cui il paradigma dominante del neo-bio-determinismo sembra giocare un ruolo decisivo. Un paradigma, prosegue l’autrice, che legge i consumi e i problemi ad esso correlati, in termini di “malattia del cervello” (brain disease), secondo un’interpretazione accusata di riduzionismo

“Negli ultimi anni è in corso un processo di ri-psichiatrizzazione delle droghe che investe la società a livello globale e – secondo l’autrice – in un mood molto “aggressivo”. Il tema della Summer School La salute di chi consuma droghe e la salute mentale. Saperi critici a confronto per una alternativa alla patologizzazione è stato dunque affrontato non solo o non tanto nell’ottica di discutere una strategia per così dire “difensiva” contro la tendenza di riportare le droghe nella psichiatria, né certamente per dar voce a logiche corporative. La discussione si è centrata piuttosto sulla messa a fuoco di una prospettiva alternativa, critica e radicale contro i processi di patologizzazione e stigmatizzazione che insieme caratterizzano tanto l’ambito delle sostanze stupefacenti quanto quello della salute mentale.
Con una lettera indirizzata al Ministro della Salute Roberto Speranza e alla Conferenza Stato Regioni, inoltre, CGIL, Forum Droghe, Psichiatria Democratica e Forum Salute Mentale hanno sollevato una serie di obiezioni all’ipotesi, contenuta in una bozza di un documento dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) di inserire le dipendenze, e in generale le competenze dei servizi rivolti alle persone che usano droghe, all’interno della Salute Mentale.
Il documento, scaricabile dal sito di Fuoriluogo, segnala l’esigenza di un “Dipartimento autonomo sul piano gestionale e organizzativo, che si occupi in modo ampio della Salute delle Persone che usano Droghe e con altre Dipendenze“.
Nelle due pagine inviate ai decisori politici si critica “la scelta di voler omogeneizzare sul territorio nazionale esperienze diverse in assenza di un dibattito, approfondito e trasparente, tra tutti gli operatori dei due settori.” Se attuata, concludono i promotori “ci troveremmo di fronte a un considerevole passo indietro verso quella psichiatrizzazione dei fenomeni sociali, che proprio la salute mentale italiana, nata dalla deistituzionalizzazione dei manicomi, si è impegnata storicamente a combattere”.
Dello stesso parere sembra essere la Società Italiana Patologie da Dipendenza – SIPaD – di cui segnaliamo un articolo dal titolo esaustivo GIù LE MANI DAI SER.D. pubblicato i primi di agosto. E alla fine del mese, è giunta anche la posizione di FeDerSerd che attraverso un comunicato si unisce all’unisono rispetto alle preoccupazioni suscitate dal ventilato accorpamento delle Dipendenze entro i Dipartimenti di Salute Mentale.

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