TALIBAN E TRAFFICO DI EROINA

data di pubblicazione:

17 Agosto 2021

Anche se in questo drammatico momento non è certo la preoccupazione principale, cresce fra gli esperti l’allarme rispetto al ruolo dei Taliban nel traffico di sostanze illegali, specie di eroina e di metanfetamine. Se, agli albori della guerra condotta nei paesi occidentali in Afghanistan nel 2001, la produzione di eroina era ai minimi storici, anche per il divieto di coltivazione allora imposto dai Taliban, negli ultimi anni la stessa organizzazione sembrerebbe entrata direttamente nel business. Ora, con il paese ritornato sotto il loro controllo, gli esperti paventano il rischio che vi sia un ulteriore aumento della produzione di oppio e del traffico internazionale di eroina e metanfetamine. Addirittura, alcuni descrivono l’organizzzione come “il principale cartello della droga del mondo”. Cesar Guedes-Ferreyros, rappresentante afgano presso UN Office on Drugs and Crime, ha affermato che l’Afghanistan rifornisce almeno l’85% dell’eroina a livello globale.

Come riportato in un articolo su Inews, la produzione di oppio è parte integrante e fondamentale dell’economia locale di vaste aree del paese: “L’oppio è già ora una parte integrante dell’economia del paese. Nel 2018, quasi il 93% dei villaggi coltivavano papaveri da oppio nelle regioni meridionali del paese. Nella provincia di Helmand, tutti i leader locali riportano che vi è coltivazione di papaveri da oppio, secondo lo United Nations Office on Drugs and Crime. Con un tasso di disoccupazioen stimato attorno al 40%, le comunità rurali spesso non hanno altra scelta. E, come è spesso il caso per il commercio di droghe internazionale, ciò ripaga bene. Le paghe dei coltivatori di oppio sono almeno doppie di molti altri agricoltori e maggiori dei lavoratori edili“.

Con la conquista dell’intero paese, ora i Taliban potranno inoltre controllare i mercati e le vie di passaggio verso Pakistan, Iran e Tajikistan. “Le speranze di convincere il regime dei Taliban a sradicare la coltivazioen di oppio sono nulle. Il prof. Goodhand osserva che il commercio di droga è semplicemente troppo radicato nell’accumulazione e nelle strategie di sopravvivenza dei Taliban, e di varie milizie concorrenti, così come della popolazione”. Infine, negli ultimi mesi sono aumentati i segnali di un aumento di produzione e di traffico di metanfetamine verso i principali mercati occidentali.

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