IL CONSUMO DI TABACCO NELL’ETA’ ADOLESCENZIALE – Dati ESPAD – GLOBAL YOUTH TOBACCO SURVEV – HBSC

data di pubblicazione:

15 Giugno 2021

Secondo i dati ESPAD sulla situazione europea più di un quinto degli intervistati ha fumato sigarette all’età di 13 anni o prima (in media il 27% dei ragazzi e il 20% delle ragazze), con proporzione che va dal 45% (Estonia) al 9% circa dei paesi nordici e Malta.
La differenza maggiore tra ragazzi e ragazze è stata trovata in Moldavia (33% contro l’8%). La media dei 13enni che fuma giornalmente è del 4%, con tassi più alti nell’Est Europa (attorno all’8%) e la più bassa in Norvegia (1%).
Generalmente i ragazzi hanno una iniziazione al fumo più precoce delle ragazze. Per i 15enni (dati HBSC) tra i 4/5 e un terzo degli adolescenti europei hanno fumato una sigaretta almeno una volta nella vita. L’esperienza di consumo delle ragazze non è diversa da quella dei ragazzi, ed in alcuni paesi le prevalenze femminili sono più alte delle maschili, come ad esempio nei paesi nordici. Invece nei paesi dell’Est poche ragazze hanno provato a fumare rispetto ai ragazzi e il pattern è simile a quello comportamenti e stili di vita a rischio in Toscana 30 europeo degli anni ‘60.
Un pattern simile si osserva anche col fumo regolare; tra gli adolescenti che hanno fumato una volta a settimana o più, i tassi di prevalenza hanno una media del 20-25%. Anche in questo caso le differenze di genere sono minime e propendono per tassi maggiori per le ragazze nei paesi dell’Europa occidentale, mentre ci sono differenze molto maggiori nell’Europa dell’Est. Nello scenario italiano secondo quanto emerge dalle indagini Global Youth Tobacco Survey (GYTS) 2018, coordinata dall’Istituto superiore di sanità, 1 ragazzo su 5 fuma sigarette e il 18% fuma e-cig. Questa nuova abitudine è più frequente tra i maschi (22% contro il 13% delle ragazze), mentre tra i fumatori tradizionali le ragazze sono la maggioranza (24% contro il 16% dei maschi).
La fascia di età di iniziazione al fumo è attorno ai 10-13 anni; il 27% pensa di iniziare a fumare nell’anno successivo all’intervista, con le ragazze più propense ad iniziare dei ragazzi (34% contro il 27%). Queste percentuali, tuttavia, sono in forte riduzione dal 2010 (dove il 42% pensava di iniziare a fumare nell’immediato futuro).

L’81% dei giovani pensa di poter smettere di fumare a piacimento nel momento in cui lo decide, ma negli ultimi 12 mesi solo il 50% circa di questi ha effettivamente tentato di farlo, e solo un intervistato su 2 dichiara di aver ricevuto un aiuto per smettere.
L’accesso al fumo è ancora molto semplice: il 20% le acquista nelle tabaccherie nonostante i divieti. Il 68% dichiara che nessuno gli ha impedito di comprarle a causa dell’età; questo succede anche per le sigarette elettroniche, dove il 76% riferisce la stessa cosa (nonostante anche per la e-cig esistano limitazioni alla vendita ai minori).
I dati HBSC Italia 2018 rilevano che gli adolescenti che hanno fumato almeno una volta nell’ultimo mese aumentano in percentuale all’aumentare dell’età e con una fase ascendente molto più ripida per le ragazze rispetto ai ragazzi; nelle femmine infatti si passa da una prevalenza al di sotto dell’1% per le 11enni al 31,9% a 15 anni, una percentuale più alta dei ragazzi coetanei (che si fermano al 24,8%).

Dati italiani e toscani (HBSC 2018) : la quota degli adolescenti che dichiarano di aver fumato sigarette almeno un giorno nell’ultimo mese aumenta con il progredire dell’età sia nei ragazzi che nelle ragazze, con una marcata differenza di genere a 15 anni, dove le ragazze che fumano sono il doppio dei maschi della stessa età (ragazze 11%, ragazzi 5,1%). Tuttavia, queste percentuali sono inferiori a quelle italiane. La percentuale di ragazzi che non ha mai fumato una sigaretta nella propria vita è in diminuzione rispetto al 2014. Nel 2018 due ragazzi su tre hanno provato a fumare sigarette (il 58% dei maschi ed il 63% delle femmine). Di questi, il 24% rientrano tra i fumatori occasionali, mentre il 31% sono fumatori abituali (percentuale lievemente più alta della media italiana ed europea). In entrambe le modalità le femmine registrano prevalenze più alte dei maschi. Esiste inoltre una diretta proporzionalità con l’età e il più alto coinvolgimento del genere femminile (dati EDIT 2018).

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