IL GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO NELLA PANDEMIA, L'ESPERIENZA DEI SER.D

data di pubblicazione:

15 Febbraio 2021

Un articolo pubblicato sull’ultimo bollettino di Alea, l’associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, traccia alcune riflessioni in merito all’esperienza dei servizi pubblici di cura per il disturbo da gioco d’azzardo  (DGA) durante la pandemia da Sars-Cov-19. L’articolo riassume alcune evidenze connesse a come i giocatori in trattamento hanno vissuto il periodo di lockdown, specie nell’ambito dei Ser.D dell’Emilia-Romagna. I risultati di interviste semi-strutturate somministrate al telefono a 70 utenti per DGA afferenti ai SerDP dell’AUSL di Piacenza restituiscono che la grande maggioranza di utenti ha vissuto in modo globalmente positivo il periodo d’isolamento forzato. Infatti, “Negli utenti seguiti per DGA il benessere è risultato elevato (60% dei rispondenti) e principalmente determinato dall’assenza della disponibilità di giochi d’azzardo, anche se nella stessa tipologia c’era una discreta presenza di ansia legata alla paura per il COVID-19 (44%). Il 73% ha vissuto durante il periodo una convivenza positiva, il 23% era da solo e solo il 4 % ha esperito una convivenza difficile. Nessuno dei pazienti GAP si è ammalato di COVID-19. Il 41% ha potuto anche continuare a lavorare. L’82% dei GAP è rimasto completamente astinente dal gioco d’azzardo, il 15% ha mantenuto le abitudini di gioco d’azzardo e solo il 3% ha aumentato, giocando online.

Il quadro descritto appare in linea con le evidenze provenienti a livello nazionale sugli utenti in cura per DGA. Non solo durante il lockdown sono state pochissime le nuove prese in carico per DGA, ma la grande maggioranza di utenti per DGA ha trovato positiva la possibilità di non accedere al gioco e solo una piccola minoranza ha sperimentato un aumento del tempo di gioco o ha adottato nuove forme di gioco, quindi attraverso piattaforme online.

Le principali tendenze osservate dai Ser.D in merito agli utenti per DGA sono così riassunte: “Un piccolo spostamento dei consumi dal gioco d’azzardo preferito (di solito slot machine) all’unico gioco d’azzardo offline disponibile, il Gratta e Vinci; • un quasi nullo viraggio dal gioco d’azzardo fisico al gioco d’azzardo online per l’indisponibilità del primo; • nessun Servizio ha segnalato sindromi di astinenza dal gioco d’azzardo; • per i giocatori in carico con problemi di gioco online, nella maggior parte dei casi il lockdown ha continuato ad essere un’occasione di gioco d’azzardo; • tra i giocatori nessuno ha dichiarato di essere passato al gioco d’azzardo illegale; • i familiari si sono liberati dell’angoscia vissuta ogni qualvolta il loro congiunto si allontanava, sfuggendo al loro controllo visivo (Foschini, 2020); • i giocatori sono tornati ad essere normali, capaci di dipingere casa, di andare al lavoro senza perdersi altrove, dedicarsi al giardinaggio, giocare con i figli, riappacificarsi con i coniugi e finanche offrirsi per attività di volontariato sociale (Foschini, 2020); • mentre le richieste d’aiuto per DGA si sono letteralmente bloccate, il servizio di consulenza economica ha continuato nella sua operatività con un leggero incremento (Caroni, 2020).

LINK AL BOLLETTINO DI ALEA

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