I DATI SUI DECESSI PER SOSTANZE 2019 E LA LORO RAPPRESENTAZIONE NEI MEDIA

data di pubblicazione:

9 Luglio 2020

Sul sito Geoverdose, progetto online curato dalla Società Italiana delle Tossicodipendenze, in un articolo firmato da Ernesto De Bernardis si commentano i dati, diffusi nei giorni scorsi nell’ambito della Relazione Annuale 2020 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, sulle mortalità per sostanze nel nostro paese nel 2019. Nell’articolo si comparano i dati sulla mortalità diffusi dal Rapporto e quelli elaborati periodicamente da Geoverdose. La differenza è abbastanza ampia: sono 373 i decessi riportati dal DCSA, contro 256 di Geoverdose. Appaiono interessanti le considerazioni di De Bernardis per spiegare tale differenza, legata al diverso “peso” delle morti per sostanza secondo i mass-media. Infatti, i dati via via elaborati da Geoverdose sono tratti da articoli di giornali cartacei e online, che tenderebbero a sotto-rappresentare alcuni tipi di decessi attribuibili alle sostanze. “Secondo DCSA, nel 2019 si sono avuti 373 decessi per overdose in Italia, in aumento rispetto agli anni passati. GeOverdose ne ha riscontrati 256, e quindi il 69%. Se aggiungiamo i decessi sospetti, che dai dati giornalistici non abbiamo potuto dare per assodati, la stima sale al 79%. La precisione è molto diversa tra maschi e femmine. Mentre per i maschi registriamo solo il 64% dei decessi ufficiali, le femmine sono quasi tutte intercettate, 98%, e ne manca una sola. Anche per classi di età vi sono differenze interessanti. La precisione è maggiore per le classi di età relative ai giovani adulti (20-24: 90%; 25-29: 89%; 30-34: 91%) ed inferiore per i minorenni (15-19: 63%) e le persone da 35 in su (35-39%: 62%; >=40: 60%)” (…) GeOverdose è tanto preciso quanto il sistema dei media a cui si appoggia, e possiamo dire che il riscontro di quasi un 70% complessivo di eventi di overdose è accettabile e in linea con quanto riscontrato negli anni precedenti. Vi è evidentemente una maggiore attenzione mediatica per gli eventi che coinvolgono giovani, e donne, probabilmente un minore interesse a pubblicare notizie relative a soggetti che superano i 35 anni, e un freno a pubblicare notizie concernenti i minorenni.

Mentre i decessi da eroina sono abbastanza fedelmente riportati dai media e quindi da GeOverdose, quelli da cocaina sono nettamente sottorappresentati. Questo potrebbe essere spiegato dal fatto che gli eventi da cocaina spesso somigliano molto ad eventi acuti cardiovascolari e vengono visti e trattati direttamente in Pronto Soccorso in assenza di circostanze che possano interessare la cronaca locale. Ci potrebbe essere anche un ruolo per la composizione sociale della coorte di deceduti, meno tendente alla marginalità e forse più inclusiva di persone con un ruolo riconosciuto nella comunità di appartenenza, per i quali si potrebbe avere qualche remora a dettagliare con precisione le cause di morte.
La discrepanza sui morti da metadone potrebbe dipendere da cause simili, e dalla possibile incertezza nella distinzione tra oppioidi illegali (eroina) e farmaceutici, in assenza di dati approfonditi sulle circostanze del decesso. In merito alla distribuzione geografica, nelle regioni in cui vi è un maggior numero di eventi mortali, è più probabile che qualcuno venga riportato poco o per nulla nei media (Emilia-Romagna e Toscana oltre ad avere un ampio scarto tra eventi GeOverdose ed eventi ufficiali, sono prima e seconda per numero di decessi, e Lazio e Piemonte sono 5° e 6° per decessi, mentre la Sardegna è 8°). I media di Lombardia e Veneto, rispettivamente 3°e 4° regione per decessi, però, probabilmente riportano gli eventi con maggiore puntualità”.

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