RAPPORTO SUL FUMO DA TABACCO IN ITALIA

data di pubblicazione:

1 Giugno 2020

Il Ministero della Salute ha diffuso nei giorni scorsi il tradizionale rapporto annuale sul tabacco. Secondo i dati Istat citati, in Italia i fumatori, tra la popolazione di 14 anni e più, sono poco meno di 10 milioni. Un dato molto importante è che la prevalenza è scesa per la prima volta sotto il 19% ed è pari al 18,4%. Il fumo continua a essere più diffuso nella fascia di età che va tra i 20 e i 44 anni. Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco oltre 93.000 morti l’anno nel nostro Paese. Per quanto riguarda il carcinoma polmonare, una delle principali patologie fumo correlate, nel nostro Paese la mortalità e l’incidenza sono in calo tra gli uomini ma in aumento tra le donne, per le quali questa patologia ha superato il tumore allo stomaco, divenendo la terza causa di morte per neoplasia, dopo il tumore al seno e al colon-retto.
Rispetto ai minori, i dati dello studio Hbsc, che coinvolge gli studenti di 11, 13 e 15 anni in tutte le Regioni italiane, mostrano che nel 2018, anno dell’ultima rilevazione, la quota di ragazzi che dichiarano di aver fumato sigarette almeno un giorno negli ultimi 30 giorni aumenta sensibilmente con il progredire dell’età, sia nei ragazzi che nelle ragazze, con una marcata differenza di genere a 15 anni (24,8% nei ragazzi, 31,9% nelle ragazze).

Il rapporto conferma comunque, sulla riduzione dei fumatori, l’importanza della legge Sirchia del 2003. “Prima dell’entrata in vigore dell’art. 51 della Legge 3/2003 (la cosiddetta Legge Sirchia) le prevalenze erano pari a 23,8% per tutta la popolazione di 14 anni e più (con una riduzione relativa ad oggi pari a -22,7%), addirittura al 31% per gli uomini (-27,7%) e al 17,4% per le donne (-15,5%). Il calo dei fumatori è quasi raddoppiato passando da una diminuzione di circa lo 0,7% annuo tra il 1993 e il 2003 all’1,3% annuo tra il 2003 e il 2019. (…) Dall’elaborazione dei dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso del 2019 risulta che le vendite dei prodotti del tabacco sono diminuite dello 0,8%, rispetto al 2018 . In particolare le vendite di sigarette sono diminuite del 4,2% accentuando il trend decrescente degli ultimi 16 anni che hanno visto per le sigarette una diminuzione pari al 34,7% (…) Se non si considerano le sigarette, si osservano au-menti nelle vendite di tutte le altre tipologie di prodotti del tabacco che godono di una legislazione meno restrittiva per quello che riguarda l’etichetta-tura e di agevolazioni fiscali non giustificate”.

Anche la presenza sul mercato di nuovi prodotti (sigarette elettroniche e prodotti senza combustione) “può risultare attrattiva per i giovani in quanto tali prodotti possono erroneamente essere considerati a rischio ridotto per la salute. Le attuali evidenze scientifiche non consentono di sostenere questa affermazione e di conoscere gli effetti a lungo termine del loro consumo, ma sigarette elettroniche e prodotti senza combustione, spesso promossi come tali, possono creare dipendenza, se contengono nicotina, e causare danni per la salute”.

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