AZZARDO E LOCKDOWN: UN'OCCASIONE PERSA?

data di pubblicazione:

20 Maggio 2020

Un articolo pubblicato sul sito di Reti solidali esamina la situazione del gioco d’azzardo alla luce dell’imminente ritorno alle attività, in larga parte vietate in seguito ai provvedimenti di contrasto alla diffusione del Coronavirus. Secondo gli esperti intervistati, il lockdown ha determinato alcuni cambiamenti negli stili di gioco, da uno spostamento verso giochi in piattaforme online al rafforzamento di comportamenti compulsivi per i giocatori patologici. “Il 30 marzo l’Agenzia delle dogane e dei monopoli aveva deciso di vietare la maggior parte dei giochi (eccetto i gratta e vinci) e delle scommesse nelle tabaccherie, perché provocavano piccoli assembramenti. Ma il 23 aprile una nuova determina ha nuovamente permesso, dal 27 aprile, i giochi precedentemente vietati, suscitando ampie  e preoccupate reazioni in tutto il mondo non profit impegnato nella lotta all’azzardo. Per fortuna, è stata poi nuovamente vietata la riaccensione delle slot machine e la raccolta di scommesse sportive, prevista per l’11 maggio.

«Il Lazio è la seconda regione in Italia dopo la Lombardia e prima della Campania per esposizione al gioco d’azzardo», ha affermato lo psicoterapeuta Roberto Calia del progetto Orthos, che è fra i promotori della campagna “Mettiamoci in gioco“. «Per le persone che già avevano intrapreso un percorso riabilitativo la quarantena è stato uno spartiacque, grazie al quale hanno ritrovato uno stile di vita più sano. Altre invece si sono spostate sul gioco online, che ad oggi riesce ad attrarre quasi la metà dei giocatori compulsivi. In alcuni casi la lontananza dalle macchinette ha esacerbato situazioni già gravi. Chi è dipendente dall’azzardo è convinto che la fortuna sia come una madre che premia la costanza del figlio e continua a rischiare i propri risparmi: non potendo perdere, si rilancia all’infinito. Persino quando si vince si continua imperterriti, cercando di cavalcare una fantomatica onda positiva, quando si potrebbe pagare qualche debito».

«Continuo a sperare in un lockdown del gioco d’azzardo», ha detto il responsabile scientifico del progetto SOS Azzardo Guglielmo Masci. «La notizia che queste aziende abbiano perso tra il 30 e il 40% degli introiti per via della quarantena non può che rallegrarci. Nel primo trimestre le slot e il Lotto ad esempio hanno bruciato il 50% delle entrate. È chiaro: senza l’offerta la domanda cala, a beneficio dei nostri assistiti,c he hanno potuto godere di un periodo di riflessione. Il nostro ragionamento resta sempre lo stesso: se le aziende vogliono salvare la filiera, convertano la produzione e tornino a fare business in un altro settore. Perché non utilizzare dei fondi europei per riqualificare i 150mila lavoratori del comparto? Non dimentichiamo che l’azzardo è un affare, non una strada più facile per diventare ricchi».

«Parlare di “ludopatie” è sbagliato: non è una malattia del gioco, ma causata dall’azzardo», così il sociologo Claudio Cippitelli della Cooperativa Sociale Parsec. «Non ci sono ancora dati certi su quanto e come abbia influito la serrata generale sui nostri pazienti. Sicuramente la versione online è stata appannaggio delle fasce di popolazione più giovani e più attrezzate. Non potendo uscire di casa, il controllo da parte dei familiari è stato maggiore e in molti casi ha disincentivato le scommesse. Quando tutto questo sarà finito, occorrerà effettuare un’indagine su come le persone abbiano vissuto questo periodo di distaccamento sociale e per capire se le piattaforme telematiche sono state un surrogato delle videolottey e se l’assenza dal gioco abbia spinto verso altre forme di dipendenza».

LINK ALL’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare anche
15 Settembre 2026

Prevenzione del virus HIV e diritti negati nei paesi africani

Le persone LGBTQ+ sono sempre più discriminate rendendo l'accesso alle cure contro l'HIV difficile

14 Settembre 2026

Cocaina: dalla scoperta alla sua proibizione

Dalla pianta di coca alla produzione di cocaina cloridrato

13 Settembre 2026

Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza

Il bere si configura storicamente come una sofisticata grammatica sociale e una forma di "time out"

12 Settembre 2026

In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

11 Settembre 2026
10 Settembre 2026

Il patteggiamento di Meta: nuove misure ma non sufficienti

Come dovrebbe essere un social network?

9 Settembre 2026

Smettere di fumare

le sigarette elettroniche come strumento efficace

8 Settembre 2026

Contesto carcerario e consumo di sostanze

Il 32,7% dei detenuti ha una diagnosi di dipendenza patologica da sostanze.

7 Settembre 2026

Divertimento notturno e consumi di sostanze psicoattive

A Berlino aumenta il consumo di ketamina sulla scena notturna

6 Settembre 2026

Il razzismo come fattore determinante nell’evoluzione dell’HIV

Non si tratta di semplici pregiudizi individuali, bensì di un vero e proprio razzismo strutturale che modella la società.

5 Settembre 2026

Adultosfera digitale e giovani

Come l'ambiente sociale dei grandi modella la crescita di ragazzi e ragazze

4 Settembre 2026

il consumo di tabacco in Europa

il dato è in lieve diminuzione

3 Settembre 2026

Dialogare oggi – un podcast sul disagio giovanile

2 Settembre 2026

Legge “svuota-carceri”: mancano le risorse

1 Settembre 2026

Le politiche USA sulle morti da fentanyl

Trump taglia i fondi sulla riduzione del danno

31 Agosto 2026

Drug Checking: come funziona?

Una strategia di riduzione del danno

30 Agosto 2026

L’AI come principale interlocutore tra gli adolescenti

un chatbot come amico

29 Agosto 2026

Per contrastare l’HIV serve un approccio integrato con le altre IST

Servono diagnosi precoci e screening coordinati per raggiungere gli obiettivi del 2030

28 Agosto 2026

Una prospettiva di genere sulle infezioni virali

l'esempio di HPV E HBV

27 Agosto 2026

Le scommesse sportive tra i giovani: i risultati dello studio francese PProJeTIM

La familiarizzazione con le scommesse avviene precocemente e spesso proprio all'interno delle mura domestiche