SULLA MAGGIORE VULNERABILITA' DELLE PERSONE CON DIPENDENZA DA SOSTANZE AL COVID-19

data di pubblicazione:

17 Aprile 2020

Il Dr. Nora D. Volkow, direttore dell’Istituto nazionale per l’abuso di droghe (NIDA) degli USA, nell’articolo Collision of the COVID-19 and Addiction Epidemics solleva alcune considerazioni e preoccupazioni sull’impatto del COVID-19 sulla condizione di vulnrabilità delle persone che hanno distrubi d’uso di sostanze, tra cui:
• I pazienti con patologie polmonari già compromesse possono essere a maggior rischio di complicanze più gravi di COVID-19. In particolare, le persone che fumano o svapano o usano oppioidi o metanfetamine possono dover far fronte ad un rischio maggiore. Chi presenta già disturbi respiratori ha un rischio più elevato di morte. Dati provenienti dal centro cinese del controllo delle malattie suggeriscono che Covid-19 ha un tasso di mortalità del 6,3% per chi ha problemi respiratori, contro il 2,3% globale. Quindi tutti i fumatori, sia di sigarette tradizionali che di e-cigarette, rappresentano un gruppo a rischio. Per le persone con dipendenza da oppiacei, un altro grande problema derivante dall’uso cronico di oppioidi è l’aumento del rischio di rallentamento della respirazione a causa dell’ipossiemia, che può portare a complicanze cardiache e polmonari che possono causare sovradosaggio e morte. Tutte le persone dovrebbero prendere precauzioni per prevenire l’esposizione a COVID-19, ma ciò è particolarmente vero per i gruppi a rischio più elevato, comprese quindi le persone che fumano, svapano o usano oppioidi o metanfetamine. Almeno 2 milioni di persone negli USA hanno un disturbo di uso degli oppiacei, e più di 10 miioni fanno uso di oppiacei. Alcuni dei rischi dell’attuale pandemia per le persone con disturbi da uso di oppiacei sono indiretti. Sorgono da fattori come la mananza o l’instabilità alloggiativa, dall’incarcerazione, così come dal ridotto accesso ai servizi sanitari e di aiuto. Un’alta percentuale di questo gruppo è senza casa, e viceversa. Più della metà delle persone incarcerate ha problemi collegati all’uso di oppiacei, e cià rende tale gruppo molto vulnerabile alla trasmissione di Covid-19.
Le persone che stanno uscendo da una condizione di dipendenza affrontano nuove sfide. Le misure di distanziamento fisico, pure se fondamentali per la mitigazione del COVID-19, eliminano l’importante elemento di supporto sociale. Inoltre, le persone con problemi da uso di oppiacei possono affrontare ostacoli all’ottenimento di farmaci (cioè buprenorfina o metadone) o all’ottenimento di servizi dai programmi di distribuzione delle siringhe. L’emergenza sanitaria in atto potrebbe inoltre rafforzare lo stigma verso le persone con disturbi da uso di oppiacei, e rendere il loro accesso alle cure molto più difficile.
Il distanziamento sociale ridurrà anche la probabilità di overdose osservate; la somministrazione di naloxone per invertire il sovradosaggio può essere meno diffuso, causando potenzialmente più morti.
• Il Dr. Volkow elogia gli sforzi della comunità della salute pubblica per ridurre le nuove sfide per le persone in fase di recupero, incluso lo sviluppo di incontri di supporto virtuale per coloro che hanno accesso a Internet e la possibilità di portare a casa farmaci per alcune persone in terapia da dipendenza. Il Dr. Volkow sottolinea che, come altre persone vulnerabili negli Stati Uniti, le persone con disturbi da uso da oppiacei non possono essere dimenticate o emarginate durante questa crisi.

LINK ALL’ARTICOLO (INGLESE)

Ti potrebbe interessare anche
20 Settembre 2026

Dalla lobby al bancone

Un libro che racconta il potere delle lobby del vino in Francia

19 Settembre 2026

CURARSI CON IL VINO

Libri brutti podcast

18 Settembre 2026

Dopamina e cibo: un legame profondo

Nel contesto dell'alimentazione, la dopamina attiva il circuito della ricompensa e la sua funzione principale consiste nel governare il desiderio.

17 Settembre 2026

Overdose: un problema di salute pubblica

Emergenza medica o reato? Il bivio drammatico delle overdose in Libano

16 Settembre 2026

Alcol e prevenzione nelle scuole

Unplugged e Smashed sono due progetti che riescono a coinvolgere efficacemente studentesse e studenti

15 Settembre 2026

Prevenzione del virus HIV e diritti negati nei paesi africani

Le persone LGBTQ+ sono sempre più discriminate rendendo l'accesso alle cure contro l'HIV difficile

14 Settembre 2026

Cocaina: dalla scoperta alla sua proibizione

Dalla pianta di coca alla produzione di cocaina cloridrato

13 Settembre 2026

Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza

Il bere si configura storicamente come una sofisticata grammatica sociale e una forma di "time out"

12 Settembre 2026

In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

11 Settembre 2026
10 Settembre 2026

Il patteggiamento di Meta: nuove misure ma non sufficienti

Come dovrebbe essere un social network?

9 Settembre 2026

Smettere di fumare

le sigarette elettroniche come strumento efficace

8 Settembre 2026

Contesto carcerario e consumo di sostanze

Il 32,7% dei detenuti ha una diagnosi di dipendenza patologica da sostanze.

7 Settembre 2026

Divertimento notturno e consumi di sostanze psicoattive

A Berlino aumenta il consumo di ketamina sulla scena notturna

6 Settembre 2026

Il razzismo come fattore determinante nell’evoluzione dell’HIV

Non si tratta di semplici pregiudizi individuali, bensì di un vero e proprio razzismo strutturale che modella la società.

5 Settembre 2026

Adultosfera digitale e giovani

Come l'ambiente sociale dei grandi modella la crescita di ragazzi e ragazze

4 Settembre 2026

il consumo di tabacco in Europa

il dato è in lieve diminuzione

3 Settembre 2026

Dialogare oggi – un podcast sul disagio giovanile

2 Settembre 2026

Legge “svuota-carceri”: mancano le risorse

1 Settembre 2026

Le politiche USA sulle morti da fentanyl

Trump taglia i fondi sulla riduzione del danno