NUOVE EVIDENZE SUL FUMO COME PRINCIPALE FATTORE DI RISCHIO PER COMPLICANZE COVID-19

data di pubblicazione:

16 Aprile 2020

Un breve articolo, di cui è coautore Giuseppe Gorini di ISPRO di Firenze, definisce il fumo come il più importante fattore di rischio per una prognosi severa di Covid-19: “I risultati attuali suggeriscono che c’è un’associazione fra il fumo di tabacco e la gravità di Covid-19, coerente con una recente ricerca che ha mostrato che il fumo è associato con il rischio aumentato di una sindrome respiratoria acuta. Tuttavia,  uno studio basato su 1099 pazienti Covid-19 ha mostrato che il 31.7% dei pazienti con una storia di fumo ha una grave malattia Covid-19 nel momento dell’ospedalizzazione, rispetto al 14,5 fra coloro che non hanno mai fumato; l’odds ratio (OR): 1.87 (95% CI: 1.21-2.86). Inoltre, il 16,2% dei pazienti con un passato di fumatori ha avuto un evento primario negativo (come ammissione nell’unità di cura intensive, uso di ventilatori meccanici o morte) contro il 4,7% dei non fumatori; OR: 3.25 (95% CI: 1.79-5.73).

Questi risultati appaiono coerenti con uno studio basato su 78 pazienti con polmonite Covid-19 che ha mostrato che il 27,3% dei fumatori non migliora dopo due settimane, rispetto al 3% fra i non fumatori. Nell’analisi multivariata, la durata del fumo ha registrato il più alto OR (14.29; 95% CI: 1.58-25.00).

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