DARK WEB, ACQUISTI DI SOSTANZE, PROFILO DEI CONSUMATORI

data di pubblicazione:

31 Gennaio 2020

Prosegue sul sito Sostanze.info l’approfondimento, a cura di Alessandro De Pascale, giornalista di inchiesta ed esperto di mondo cyber e nuove tecnologie, su droghe illegali, consumi, dark e deep web, ovvero le porzioni “non in chiaro” della rete. Secondo De Pascale, le indagini finora realizzate sulle transazioni per acquistare sostanze in siti specializzati del dark e deep web hanno concluso che la maggioranza di acquisti è fatta da singoli consumatori, non da spacciatori o da organizzazioni criminali. “Quindi, secondo la Rand, è direttamente il consumatore finale a rivolgersi maggiormente a questo canale d’acquisto, effettuando piccoli ordini per l’assunzione propria o di un ristretto gruppo di persone. Perché, come conferma anche l’ufficio europeo di polizia Europol in uno studio sul tema (http://www.emcdda.europa.eu/system/files/publications/6585/TD0417834ENN.pdf), realizzato nel 2017 assieme all’Osservatorio dell’Ue sulle droghe e le tossicodipendenze (Emcdda), «i market delle darknet rivestono ancora una scarsa importanza per i cybercriminali di livello superiore o per la criminalità organizzata coinvolta nelle attività di narcotraffico su larga scala, in quanto tali gruppi utilizzano una efficiente e ormai consolidata loro rete logistica».

Un altro aspetto affrontato da De Pascale riguarda il profilo dei consumatori che acquistano sostanze nel dark e deep web. “Ma chi sono i consumatori che acquistano sostanze sulle darknet? Difficile dirlo, per l’assenza di dati. Qualche numero lo ha fornito nel 2017 Gerrit Kamphausen, sociologo e criminologo del Centre for drug research della Goethe Universität di Francoforte (…) Il lavoro di Kamphausen si basa su 2.833 interviste online e sull’analisi delle discussioni nei forum specializzati, riguardando ovviamente soprattutto la Germania. Dai risultati emerge che a comprare sostanze sulle darknet sono piuttosto giovani (età media 24 anni, in un intervallo 14-66), il loro livello di istruzione è relativamente alto e si tratta di persone socialmente ben integrate. Il 20% del totale di consumatori intervistati (562) aveva fatto qualche acquisto online, principalmente uomini (21%), meno le donne (14%). Su questo dato del ricorso alle darknet di 1/5 del campione, osserviamo che si tratta principalmente di giovani. Quindi di “nativi digitali”, persone cresciute con le tecnologie (smartphone, tablet, computer e internet) già di loro abituate ad adoperarle in maniera determinante, massiva e continuativa nella vita di tutti i giorni. Acquisto di sostanze psicoattive compreso.

A conferma di ciò, il fatto che quasi il 70% di coloro che afferma di usare le darknet a questo scopo, riferisce di aver effettuato soltanto 1-5 acquisti attraverso i canali tradizionali (non virtuali). I motivi che spingono questi utenti a rivolgersi all’online sono la «maggiore scelta» (55%), la «migliore qualità» (54%), il «prezzo più basso» (42%) e la semplice «curiosità» (41%). Inoltre, ben il 93% degli utenti ritiene molto importante il parere dato da altri psiconauti nella scelta di un certo venditore. Le esperienze di assunzione di una determinata sostanza si trovano principalmente sui forum delle darknet, mentre sui market, per ogni singolo prodotto di un venditore, è possibile leggere i feedback lasciati dagli utenti su parametri quali qualità, livello di soddisfazione, modalità di spedizione, consegna e così via. Altro dato interessante che emerge dalla ricerca di Kamphausen è l’aumento del livello di sicurezza percepito nel ricorso a questo canale, innanzitutto per evitare la violenza del normale mercato della droga (84%). Ci sono poi qualità del prodotto e rischi per la salute (con il 71% che ritiene di aver ottenuto attraverso le darknet sostanze di migliore qualità) e la preoccupazione circa la repressione da parte delle forze dell’ordine (per il 44% il rischio è lo stesso, il 38% ritiene questo sistema più sicuro, il 18% meno sicuro)”.

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