LA RIDUZIONE DEL DANNO FRA PASSATO E FUTURO: CERTALDO2019

data di pubblicazione:

12 Novembre 2019

Si è tenuta nei giorni scorsi a Firenze, in una cornice molta attenta e numerosa di pubblico, la tre giorni sul lavoro di strada, Certaldo2019, organizzata da CAT e Gruppo Abele, con la collaborazione di CGIL e CNCA. Fra i principali argomenti trattati, oltre a un bilancio di 25 anni di riduzione del danno e di bassa soglia, a distanza di 25 anni dalla Carta di Certaldo, gli sviluppi e le prospettive di questa particolare metodologia di lavoro sociale.  Di seguito, una sintesi della prima giornata del convegno.

Stefano Bertoletti (CAT) ha offerto un rapido, ma efficace, quadro delle principali trasformazioni avvenute nel lavoro di strada e nelle politiche di bassa soglia, confrontando la situazione delle prime unità di strada nel 1994 e oggi.

Bertoletti ha descritto i contesti, l’utenza, gli scenari, le politiche all’interno delle quali il lavoro di strada è nato ed è cresciuto nel nostro paese. Questa metodologia di lavoro sociale è riuscita, anche attraverso la ricerca, la formazione, la costruzione di reti, a intercettare i progressivi cambiamenti dei luoghi e degli stili di consumo. Si sono così sperimentate e poi implementate, fra la fine degli anni ’90 e la seconda metà degli anni ’00, nuove metodologie d’intervento. Oggi gli strumenti e i setting di lavoro sono molto più complessi di 25 anni fa, anche perché i bisogni, le domande e i soggetti (migranti, vittime di tratta, persone senza fissa dimora) a cui il lavoro di strada si interfaccia sono sempre più diversificati. Nelle conclusioni, Bertoletti ha proposto due temi emergenti sui quali è opportuno lavorare (stanze del consumo e drug checking) e ha posto con forza la questione del riconoscimento politico della riduzione del danno. Anche nel successivo intervento, Leopoldo Grosso (Gruppo Abele) ha offerto una ricostruzione storica sintetica dei cambiamenti attraversati dal lavoro di strada, soffermandosi sulla questione dell’ampliamento dell’utenza. Utenza dei servizi a bassa soglia che è sempre più composita, stratificata e che ha diviso in quattro grandi categorie: emarginazione; esclusione; marginalità e rischio circostanziale. Grosso nelle conclusioni ha valorizzato i punti di forza ormai consolidati del lavoro di strada: il valore della relazione e dell’aiuto alla persona, del mettere in contatto attraverso servizi di frontiera, così come della capacità di produrre relazione.

Il focus del secondo blocco di interventi è stato sulle trasformazioni urbane, sui soggetti e sui gruppi, tradizionali e nuovi, con cui il lavoro a bassa soglia si confronta. Claudio Cippitelli (Parsec) ha analizzato il caso romano, soffermandosi sull’idea che la città è un corpo vivo, in continua trasformazione, attraversato non solo da bisogni e da relazioni, ma da desideri. Ciò pone sfide inedite al lavoro di strada, che deve sviluppare sempre più, attraverso la ricerca, un nuovo modo di offrire servizi.

Agostino Petrillo (Università di Milano) ha indagato i rapporti tra centro e periferia, che oggi sono sempre più originati da una domanda politica di sicurezza e di controllo sociale. Tali politiche securitarie però rischiano di accentuare le disuguaglianze esistenti nei territori, così come di aggravare la diffusa condizione di solitudine e d’isolamento. Le nuove periferie sono molto più variegate, a livello di composizione sociale, delle periferie degli anni ’70, anche in relazioni alle forti trasformazioni produttive che hanno investito tutto lo spazio urbano. Si rende necessario, piuttosto, creare interventi in grado di fare emergere le energie, le risorse e le ricchezze accumulate nelle periferie.

Nell’intervento di Stefano Vecchio (Forum Droghe) è stato posto il nodo di come recuperare conoscenza e sapere politico all’interno del lavoro sociale. Di fronte alla persistenza di forti processi di stigmatizzazione verso determinati stili di consumo di sostanze, le politiche di riduzione del danno devono fronteggiare complesse questioni. In primo luogo, mettere in discussione e se necessario cambiare il linguaggio del lavoro di strada, della riduzione del danno. 

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