INDAGINE EURISPES: sesso, erotismo e sentimenti, i giovani fuori dagli schemi

data di pubblicazione:

11 Settembre 2019

L’ultima indagine Eurispes sui “Giovani e il sesso” ci consegna una fotografia degli italiani tra i 18 e i 30 anni. Il 44% dei giovani sposati tradisce, quasi otto su dieci praticano l’autoerotismo ritenendolo “parte della normale vita sessuale”; il 54% è incuriosito dalle pratiche Bdsm (bondage, dominazione, sadismo) e lo “scopamico” l’hanno almeno il 55,1% dei giovani. A trasgredire di più sono gli abitanti del Nord Est che sono anche quelli che si dedicano di più al sexting (il 17,5% lo pratica “spesso”).
Preoccupanti, invece, i dati sull’uso dei contraccettivi: circa un ragazzo su dieci non usa “mai” i contraccettivi (10,4%); il 13,4% “raramente”, il 12,4% “qualche volta”, il 23,9% “spesso”. Solo il 39,9% quando ha rapporti sessuali, usa sempre i contraccettivi, a fronte, quindi, di un complessivo 60,1% meno prudente. Un quarto degli omosessuali, invece non li utilizza “mai” (26,5%) e solo il 22,4% lo fa “sempre”. Sesso e sentimenti, nonostante tutto, per i millennials coincidono spesso, soprattutto per le ragazze. L’indagine campionaria ha coinvolto mille giovani ed è stata realizzata dall’Eurispes tramite la somministrazione on line di un questionario semi strutturato.

Andando a vedere nello specifico la ricerca scopriamo che sono “soprattutto coloro che possiedono una formazione più elevata a ritenere con maggiore frequenza l’autoerotismo una componente normale della vita adulta: il 70,5% degli intervistati in possesso di Master/Specializzazione/Dottorato ha risposto “molto”; il grado di adesione diminuisce fra quanti hanno il diploma di maturità e la licenza media inferiore (solo il 36,3% risponde “molto”). Sulla “mano amica” non c’è differenza di genere.

E’ boom invece del sexting: quasi 6 giovani su 10 hanno lo hanno praticato almeno una volta nella vita, ovvero hanno inviato e condiviso materiale sessualmente esplicito in forma verbale, fotografica o video. Benché, infatti, il 41,4% dichiari di non averlo “mai” fatto, il 36,2% lo ha praticato “qualche volta”, il 12% “spesso” e il 10,4% “una sola volta”. Il campanello d’allarme suona soprattutto per i più giovani : il 45,2% dei 25Giovani-30enni non lo ha “mai” praticato, contro il 37,1% dei 18-24enni.

Gli italiani non sono per nulla moralisti e se si parla di sesso a pagamento sei ragazzi su dieci ritengono accettabile che un uomo paghi per una prestazione sessuale. I risultati cambiano completamente osservando le risposte sulla base del genere degli intervistati. Per la maggior parte delle donne (52%), il fatto che un uomo paghi per avere rapporti sessuali è del tutto “inaccettabile”, contro il 24,7% degli uomini, ovvero meno della metà. E sono più del triplo rispetto alle femmine, i maschi che reputano il pagamento in cambio di sesso “molto” accettabile” (6,8% contro il 2,2% delle donne). “Sopravvive, comunque, una diversificazione di genere – spiegano i ricercatori.
Tra i “giovani maschi” e le “giovani femmine”, mentre l’auto-erotismo risulta sdoganato e valorizzato quasi in egual misura – e ciò è certamente frutto dei processi di liberazione della donna quanto meno nell’area della sessualità ‒, la dimensione affettiva collegata all’eros risulta molto più cogente tra le giovani piuttosto che tra i giovani.

Piuttosto diffuse anche le relazioni “friendship whit benefit”: la maggioranza netta ne ha instaurata almeno una (55,1%); di questi, un quarto tra le 2 e le 5 (24,4%). Sono i giovani del Centro Italia i più propensi a questo tipo di rapporto: quasi 4 su 10 ne hanno avute tra 2 e 5 (39,4%), a cui si aggiunge il 17,6% di quanti ne hanno instaurate più di 5, per un totale del 57% degli intervistati che ha intrapreso più di due relazioni.

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