ATTEGGIAMENTI E CREDENZE SULLE SOSTANZE DA PARTE DEI GIOVANI – Risultati indagine

data di pubblicazione:

16 Agosto 2019

Riportiamo di seguito la sintesi di un’indagine condotta dal Ser.T di Trapani sugli atteggiamenti e credenze sulle sostanze da parte dei consumatori o tossicodipendenti e di un gruppo di studenti incontrati nell’ambito di progetti di prevenzione.
I giovani coinvolti sono studenti di età tra i 14 e i 16 anni, di sei istituti scolastici. L’intento degli autori è stato di “verificare la disinformazione o la falsa informazione, nonché gli atteggiamenti e la disposizione all’uso in una fascia d’età in cui il “sentito dire” può costituire la principale fonte d’informazione per la costruzione di atteggiamenti e credenze, nonostante le opportunità mediatiche di ottenere un’informazione scientifica sulle tematiche in questione”.

Le tematiche d’indagine, a cui hanno risposto 564 studenti, hanno riguardato la percezione del pericolo verso il consumo occasionale-non dipendente, la confusione tra uso terapeutico e abuso, le implicazioni cerebrali dell’uso, l’errata interpretazione dei messaggi sulla legalizzazione, l’idea che la libertà individuale autorizzi all’uso di sostanze, il convincimento delle proprie intenzioni all’astensione, l’auspicio di rimanere liberi dall’uso e di vivere in ambienti protetti, la disposizione all’uso.

I dati emergenti denotano che circa otto studenti su dieci possiedono una generale cognizione del danno e la consapevolezza che il consumo di sostanze sia un comportamento a rischio, mentre nei restanti si può scorgere l’apertura all’uso.
Una porzione tra il 15% e il 25% dimostra di avere cognizioni basate sul “sentito dire”. Tra i 14 e i 16 anni quattro ragazzi su cinque auspicano un futuro libero da sostanze. L’apertura all’uso, probabilmente concretizzata in azione, si aggira intorno al 15%.
Da quanto esposto emerge quindi come il periodo delle scuole medie superiori sia di maggiore esposizione all’uso e pertanto si evidenziano dei cambiamenti di posizionamento da un atteggiamento vigile e auto protettivo, riscontrabile intorno ai quindici anni, a uno di maggiore apertura verso la cannabis e forse in generale verso tante altre sostanze, anche se in proporzioni ridotte.

L’abbassamento dei livelli di guardia man mano che dai quindici si va verso i diciannove anni (ossia verso una maturazione neuro-bio-psicologica), concludono gli autori, è un dato che si presta a ulteriori riflessioni: gli autori ipotizzano una relazione tra la maggiore autonomia di movimento e una più facile esposizione all’offerta. Individuano infine una possibile relazione tra l’avanzare dell’età e l’aumento del convincimento di possedere un maggiore controllo nella gestione della condotta e pertanto anche in quella dei comportamenti a rischio.

Per approfondimenti:
Indagine su atteggiamenti e credenze verso l’uso di sostanze stupefacenti
Guido Faillace, Fedinando Davoli, Salvatore Daidone, Cristina Matera

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