HIV- 10° CONFERENZA IAS

data di pubblicazione:

14 Agosto 2019

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi il 3° Bollettino della 10° Conferenza IAS sull’HIV, che si è svolta dal 21 al 24 luglio a Città del Messico.

Di particolare interesse la restituzione dei dati della recente sperimentazione finalizzata a prevenire l’infezione da HIV per un anno attraverso un impianto sottocutaneo contenente un farmaco antiretrovirale.

Un impianto sottocutaneo contenente un nuovo antiretrovirale potrebbe garantire livelli di farmaco sufficienti a prevenire l’infezione da HIV per oltre un anno, ha detto il dott. Randolph Matthews alla 10° Conferenza sull’HIV dell’International AIDS Society (IAS 2019) a Città del Messico.

Il farmaco in questione, l’islatravir – precedentemente noto come MK-8591 – è un inibitore nucleosidico della traslocazione della trascrittasi inversa (NRTTI) con un’emivita estremamente lunga, dunque molto adatto alle formulazioni a lunga durata d’azione. È attualmente allo studio anche in formulazione orale per il trattamento dell’HIV.

Merck, la casa farmaceutica che ha sviluppato l’islatravir, ha iniziato le sperimentazioni per verificarne il potenziale impiego per la profilassi pre-esposizione (PrEP), sotto forma di un piccolo dispositivo sottocutaneo in plastica che viene impiantato nella parte superiore del braccio.

Nello studio presentato alla Conferenza sono stati valutati i livelli di farmaco (contro un placebo) in due diversi dosaggi (54mg e 62mg per impianto) somministrato a 16 individui per tre mesi. Scopo dello studio era verificarne sicurezza e tollerabilità e fare una stima del periodo di tempo in cui manteneva l’efficacia prima che la concentrazione scendesse al di sotto del livello minimo necessario per inibire la replicazione dell’HIV.

Con il dosaggio a 62mg si sono ottenuti livelli di concentrazione ben superiori al limite in tutti i partecipanti e per tutto il corso dei tre mesi di sperimentazione; con il dosaggio inferiore, invece, in alcuni partecipanti i livelli sono scesi per un periodo al di sotto della soglia minima.

Nonostante si tratti di uno studio della durata di soli tre mesi, secondo le proiezioni l’impianto sarebbe in grado di garantire concentrazioni di farmaco che restino ben al di sopra del minimo necessario per almeno un anno, e probabilmente molto più a lungo.

Per approfondimenti:
Resoconto completo
Abstract dello studio

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