RELAZIONE ANNUALE DIREZIONE CENTRALE PER I SERVIZI ANTIDROGA – 2019

data di pubblicazione:

25 Luglio 2019

E’ stata pubblicata nei giorni scorsi la Relazione annuale DCSA – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga – 2019, riferita ai dati del 2018.
La “Relazione Annuale D.C.S.A.” è il documento riassuntivo delle attività e dei risultati del nostro Paese nella lotta al traffico illecito delle sostanze stupefacenti.

I dati illustrati sono elaborati sulla base sia della sistematica raccolta ed elaborazione dei dati relativi all’attività di contrasto al traffico di droga svolta dalle Forze di Polizia e dalle Dogane, sia sulla base delle relazioni informative degli Esperti per la Sicurezza dislocati nelle aree di produzione e transito degli stupefacenti.
Nella Relazione vengono, altresì, descritte in maniera dettagliata le attività svolte dalle diverse articolazioni della Direzione Centrale nell’anno di riferimento. L’annuale fornisce quindi un apprezzato ed esauriente quadro di sintesi sul fenomeno del narcotraffico nel suo complesso.

Il quadro di situazione inerente al 2018 non si distacca significativamente da quello degli anni precedenti anche se alcuni aspetti richiedono un cenno di approfondimento.
Resta praticamente immutato il dato delle operazioni antidroga e quello delle denunce all’Autorità Giudiziaria: la situazione che emerge è in linea con il 2017 ed è ai massimi rispetto ai valori espressi nella serie decennale. Per le operazioni antidroga il dato è addirittura il secondo più elevato di sempre mentre per il numero delle denunce bisogna risalire fino al 2011 per trovare livelli analoghi a quello dello scorso anno. Gli scostamenti registrati, in positivo e in negativo (+0,64% per le segnalazioni e -1,55% per gli interventi di polizia) rappresentano comunque oscillazioni non indicative di un’effettiva modificazione del contesto operativo.

Con riguardo ai sequestri di droga alcuni scostamenti meritano, invece, un’attenta sottolineatura. Se, infatti, l’ammontare complessivo dei volumi sequestrati è il più alto dal 1985 ad oggi (fatta eccezione per il 2014, in cui fu registrato un quantitativo di poco superiore), il dato nazionale per singola sostanza mostra anche quest’anno aumenti significativi a proposito dell’eroina (+59,52%) e delle droghe sintetiche nella presentazione in dosi (+37,31%), alle quali si aggiungono, invertendo i rispettivi trend, i valori relativi alle piante di cannabis (+93,93%), e all’hashish (+318,50%).
Per contro, continuano a decrescere i volumi della cocaina (-11,70%), mai così in basso dal 2004, mentre, con una netta inversione di tendenza, si riducono i sequestri di marijuana (-58,01%), che restano però ai massimi della serie decennale, escludendo il biennio 2016-2017.

Si conferma dunque, attraverso il dato dei sequestri, mai così consistenti dal 2009, la ripresa dei traffici di eroina nel nostro Paese, sostenuta verosimilmente da un consolidamento della domanda di questo stupefacente nel mercato di consumo nazionale.

Discorso a parte meritano le droghe sintetiche. Anche se in termini assoluti i volumi appaiono ancora particolarmente contenuti, l’incremento registrato conferma la crescente diffusione di questo tipo di droga soprattutto tra le fasce giovanili. La minaccia, anche per un sostanziale disimpegno da tali traffici delle criminalità organizzata, non è ancora ai livelli delle altre sostanze, ma è ipotizzabile che, a partire dai prossimi anni, il dispositivo di contrasto dovrà fare i conti con questo fenomeno e con le sue insidiose modalità di implementazione dell’offerta: ordini telematici e transazioni via web che utilizzano per recapitare lo stupefacente il vorticoso circuito delle spedizioni postali che, negli ultimi anni, grazie all’ e-commerce, ha raggiunto numeri particolarmente elevati.
Affine a quello delle droghe sintetiche è il fenomeno della cosiddette Nuove Sostanze Psicoattive, prodotti per la maggior parte di origine sintetica, frutto di una continua azione di elaborazione delle strutture chimiche di base di psicotropi già sottoposti a controllo volta ad evitare da parte delle organizzazioni criminali il loro inserimento nelle Tabelle internazionali delle sostanze proibite.
In questo settore il 2018 segna ancora un triste primato: sono dell’11 e del 20 settembre 2018 le comunicazioni del Sistema Nazionale di Allerta Precoce dei primi due decessi (uno occorso nel 2017) in Italia causati dai famigerati omologhi di sintesi del Fentanil.
Anche se tali sostanze non sono oggi ancora particolarmente diffuse nel nostro Paese, è necessario tenere alta la guardia per evitare di essere colti di sorpresa da un nuovo fenomeno di consumo che per alcuni Stati oltreoceano rappresenta ormai una vera e propria emergenza per la salute pubblica.

 

Il dato relativo agli stranieri coinvolti nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti è in linea con la rilevazione dell’anno precedente (+0,99%): il loro numero, 14.217 unità, di cui oltre 9.986 in stato di arresto, continua a rappresentare il 39,77% di tutti i denunciati per questo tipo di reato.
Una specifica sottolineatura è da riservare agli incrementi percentuali degli stranieri e dei minorenni coinvolti nelle operazioni di spaccio rispettivamente dell’eroina e delle droghe sintetiche nonché della resina di cannabis, le tre tipologie di sostanze per le quali sono stati registrati aumenti nelle quantità sequestrate.

Di preoccupante rilievo è, invece, l’aumento del 26,15% dei minorenni responsabili del reato di cessione di hashish, una delle presentazioni della cannabis più utilizzate da giovani e giovanissimi, anche se complessivamente il numero dei minori segnalati all’Autorità Giudiziaria, nel 2018, è stato pari al 3,57% del totale delle persone segnalate a livello nazionale, e ha evidenziato un decremento del 6,73% rispetto all’anno precedente. Solo il 19,53% dei minori denunciati è di nazionalità straniera, in particolare tunisina, marocchina, romena, senegalese ed egiziana, mentre il rimanente 80,47% è di nazionalità italiana.

Crescono per il secondo anno consecutivo le morti per overdose che, nel 2018, segnando un aumento del 12,84% rispetto all’anno precedente, raggiungono quota 334, con un incremento pari a 38 unità. In circa la metà dei casi, la causa del decesso è da attribuire al consumo di oppiacei (154 casi all’eroina, 16 al metadone, 1 al furanilfentanil).
Dal 1973, anno in cui hanno avuto inizio le rilevazioni in Italia sugli esiti luttuosi per abuso di droga, sono complessivamente 25.405 i morti causati dal consumo di stupefacenti.

Per ulteriori approfondimenti:  Relazione annuale DCSA – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga – 2019

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