ABUSO E DIPENDENZA DA ANALGESICI OPPIODI E METADONE

data di pubblicazione:

19 Aprile 2019

Fra gli articoli del nuovo numero monografico di Medicina delle Dipendenze sugli oppiodi sintetici, quello di Fabio Lugoboni affronta il tema della tolleranza agli oppioidi. Lugoboni, illustrando brevemente  le ragioni della drammatica situazione di abuso e di dipendenza da antidolorifici oppiodi negli USA, ricostruisce a livello teorico il recente dibattito in medicina rispetto al dolore cronico e alle modalità per curarlo o alleviarlo. Negli USA è prevalso nella cultura medica un atteggiamento fin troppo benevolo, compiacente sul trattamento del dolore cronico, passando da una cultura “oppiofoba” a una “oppiofila”, che ha però drammaticamente sottovalutato la portata e le conseguenze della tolleranza e della dipendenza da oppiodi.

Ciò ha determinato l’attuale condizione di crisi, anche in ragione delle gravi responsabilità delle aziende produttrici di oppiodi, che hanno volontariamente omesso alcune infromazioni chiave sul potenziale di abuso e di dipendenza dei farmaci. Sui meccanismi di base di formazione e di sviluppo della tolleranza oppioide si interroga perciò l’articolo di Lugoboni, che così la definisce: “La tolleranza è quell’insieme di fenomeni ascrivibili alla riduzione o perdita della risposta biologica indotta dal farmaco. La tolleranza a un farmaco corrisponde alla graduale perdita dell’efficacia terapeutica dopo somministrazioni ripetute, ma che si può tuttavia ristabilire aumentandone il dosaggio”. 

Dopo avere spiegato la specificità della tolleranza acuta nel caso degli oppiodi, che dipende dai diversi meccanismi di trasduzione del segnale che possono evocare, Lugoboni evoca il ruolo, potenzialmente importante, del metadone nel trattamento della tolleranza da analgesici oppiodi. “Per tutte le predette ragioni il MTD sembrerebbe essere il farmaco oppiaceo più efficace nel controllare il craving e il dolore nelle situazioni ove si sia instaurata una tolleranza oppioide con presistenza dello stimolo doloroso, con effetti minimi sui meccanismi di sviluppo di tolleranza“. Nelle conclusioni l’autore sintetizza così le ragioni che, a suo parere, devolvono a favore dell’uso di metadone in terapia di mantenimento per dipendenza da antidoorifici  oppiodi: “Eppure, in caso di abuso, drug seeking behaviour e craving un trattamento sostitutivo è generalmente raccomandato. In aggiunta, in questi casi, il MTD fornisce un’ottima copertura antidolorifica, ha una preziosa azione anti-craving, con una scarsa tendenza a dare tolleranza farmacologica e abuso, viene assunto per os, ha una lunga emovita ed è inoltre molto economico. L’unico svantaggio riscontrato è la sua forte connotazione negativa, nell’immaginario collettivo, per essere il farmaco dei tossicodipendenti”.

Lugoboni Fabio, Comprendere e affrontare il fenomeno dell’abuso e dipendenza da analgesici oppiodi di prescrizione, Medicina delle Dipendenze, n. 33, pp. 26-32.

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