POSSIBILI SCENARI FUTURI LEGATI AL FENTANYL IN ITALIA

data di pubblicazione:

22 Marzo 2019

Riccardo Gatti dedica la seconda parte dell’articolo sull’epidemia di morti legate a uso improprio di Fentanyl e di oppiodi sintetici negli USA all’Italia e al mercato europeo. L’interrogativo di partenza di Gatti è lo stesso di tanti addetti ai lavori: “È possibile che anche da noi possa accadere qualcosa di simile a quello che già succede negli USA con gli oppioidi sintetici: un aumento molto significativo dei casi di dipendenza e di overdose mortali?“ La risposta di fondo è che se anche ciò avvenisse, non avrebbe la devastante dimensione assunta negli USA. In primo luogo, in Italia non si è verificato il drammatico aumento di prescrizione di farmaci oppiodi avvenuto negli USA, da quasi tutti considerato come una delle principali ragioni della successiva epidemia da overdose. Tuttavia, un elemento non va assolutamente sottovalutato: l’aumento di consumi di eroina in Italia. Infatti negli USA  una delle sostanze coinvolte nelle overdose è l’eroina e, anche attraverso il mercato dell’eroina, è stato veicolato il Fentanyl.

Così argomenta il pericolo Gatti: “Da noi, infatti, il prezzo dell’eroina si è abbassato notevolmente, trasformandola in una sostanza molto “accessibile”. Considerando che la vendita dell’eroina è legata ad una produzione agricola, un processo di raffinazione e stoccaggio ed un percorso abbastanza lungo, per arrivare dalla produzione al consumo, e che, durante questo percorso, la droga è una moneta di scambio, gli attuali prezzi di vendita sembrano quasi offerte “sottocosto”. La sostanza venduta “sottocosto” è normalmente di scarsa qualità (basso principio attivo) ma, comunque, è in grado di provocare tolleranza e dipendenza, fidelizzando il cliente. Siamo di fronte ad una scelta commerciale promozionale, fatta per fidelizzare un numero più ampio di clienti che una volta “ingaggiati” avrebbero, comunque, la necessità di aumentare le dosi o di avere eroina più potente o altri oppiacei a più alto principio attivo. Alla base di tutto è una maggior fornitura del prodotto al territorio europeo che è tutta da verificare nel significato e nelle conseguenze.

Al momento ci sono segnalazioni da molti Servizi Dipendenze italiani rispetto ad una maggior affluenza di giovani eroinomani ma, poiché esiste sempre una latenza (anni), tra l’inizio del consumo ed il contatto con un Servizio di cura, è probabile che, salvo casi particolari, i nostri Servizi dipendenze si stiano interfacciando solo parzialmente con la nuova situazione che è molto più complessa di un tempo, se non altro per la varietà di sostanze in circolazione. Negli Stati Uniti il passaggio al Fentanil sembra essere stato preceduto da un primo passaggio dai farmaci Ossicodone (e Idrocodone) all’eroina, resa più facilmente reperibile a basso costo, e da un secondo passaggio dall’eroina al Fentanil e derivati. Da noi il passaggio potrebbe essere conseguente ad una maggior diffusione (promozionale) dell’eroina ad alla confluenza di un mercato clandestino, già esistente, di farmaci oppiacei”.

In Italia ci sono segnali che indicano un aumento di circolazione del Fentanyl, in particolare due decessi accertati, due sequestri della sostanza e alcuni furti avvenuti in ambito ospedaliero. Le conclusioni di Gatti sono le seguenti, nel prefigurare i possibili futuri scenari: “Far viaggiare buste con pochi grammi di sostanza, che si traducono in migliaia di dosi, è di una facilità estrema. Di conseguenza, più che chiedersi se questo fenomeno esiste in Italia e quale sia la sua consistenza, sarebbe utile considerarlo, di fatto, presente. Quindi, anche i nostri rischi potrebbero, come negli USA, essere legati soprattutto ad una sottovalutazione del problema e nella mancanza, conseguente, di strategie per prevenirlo ed affrontarlo. Effettivamente, in questi anni, l’intero “problema droga”, in generale, è stato sottovalutato ed ancora oggi è messo in evidenza solo in occasione di emergenze mediatiche ed alla connessa visibilità di luoghi ed azioni simboliche. Tralasciando ogni ipotesi di fantapolitica, è possibile, ormai, produrre in laboratorio, clandestinamente, oppiacei di sintesi ad alta potenza e a bassissimo costo. Non ci sono, quindi, ragioni per pensare che il nostro mercato non verrà interessato da questo tipo di produzione, in tempi relativamente veloci, una volta che si sarà creato un parco di tossicodipendenti da oppiacei sufficientemente ampio per recepirlo. Se questo non dovesse avvenire sarebbe interessante scoprirne le motivazioni“.

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