IL RUOLO DEL CERVELLETTO NELLE DIPENDENZE

data di pubblicazione:

21 Gennaio 2019

Il cervelletto potrebbe avere una funzione più importante di quanto ritenuto finora. Stando a uno studio su Science, infatti, sembra influenzare la socialità e la tendenza a sviluppare dipendenze.
Questa regione sembra avere un ruolo di rilievo anche nel regolare la socialità e comportamenti di dipendenza. Oggi, i ricercatori, guidati da Ilaria Carta presso l’Albert Einstein College of Medicine nello stato di New York, hanno confermato questo dato, mostrando quali sono i circuiti cerebrali responsabili. Il risultato è stato ottenuto su animali tramite analisi di risonanza magnetica cerebrale (Mri).

Posizionato nella parte posteriore del cervello, il cervelletto controlla e regola i movimenti corporei. Ricerche recenti hanno messo in luce che questa regione potrebbe avere una funzione anche in altri processi cognitivi ed emozionali. Il cervelletto, inoltre, sembra essere coinvolto anche nei disturbi dello spettro autistico, nella schizofrenia e in problemi associati a comportamenti sociali anomali. Tuttavia, i meccanismi con cui questo avviene non sono conosciuti.

Diversi studi, ad esempio, hanno mostrato, tramite risonanza magnetica, che nel cervello di ex tossicodipendenti il cervelletto si attivava maggiormente alla vista di oggetti collegati alla dipendenza, come una siringa. Quanto più aumentava la risposta cerebrale, inoltre, tanto maggiore era la probabilità che questi individui ricadessero nella dipendenza. Questi studi, inoltre, ipotizzano che il cervelletto sia implicato nel rilascio del neurotrasmettitore dopamina, collegata ai percorsi cerebrali della ricompensa, che ha una parte nello sviluppo di una dipendenza.

Partendo da questi dati, i ricercatori hanno voluto approfondire, su topi, l’attività di questa regione del cervello con particolare attenzione alla dipendenza e alle interazioni sociali.

I ricercatori hanno scoperto che c’è un collegamento diretto fra il cervelletto e un’area vicina, chiamata area tegmentale ventrale (Vta). Gli autori, infatti, hanno osservato che la stimolazione dei neuroni del cervelletto attiva l’area Vta e in certi casi porta a comportamenti di dipendenza. I neuroni di questa regione producono e rilasciano la dopamina, che agisce regolando la gratificazione e la sensazione di piacere. L’area Vta, inoltre, è responsabile del trasferimento della dopamina alla corteccia prefrontale, la regione anteriore e frontale del cervello, coinvolta nella pianificazione e nel controllo dei comportamenti nell’espressione della personalità e in molti altri processi cognitivi ed emozionali.

La dopamina è associata all’accensione dei circuiti cerebrali legati alla ricompensa, dunque al piacere. Per questa ragione, una volta avvenuta la scarica (il rilascio) della dopamina, si apprende che quel comportamento è gratificante e si tende a ripeterlo. Anche in questo caso, gli animali erano propensi a mettere in atto più volte azioni che ricordavano essere associate ad una ricompensa.“Questo risultato suggerisce che il cervelletto gioca un ruolo nei comportamenti legati alla dipendenza”, sottolinea il neuroscienziato e psichiatra Kamran Khodakhah, che ha coordinato lo studio.

I ricercatori hanno studiato anche la funzione del cervelletto nella socialità. Anche in questo caso, si attiva il percorso cerebrale che collega il cervelletto con l’area tegmentale ventrale: pertanto, spiegano gli autori, anomalie o interferenze biologiche in questo percorso potrebbero essere uno degli elementi che contribuisce allo sviluppo di disturbi come l’autismo.

I risultati mettono in luce alcuni dei meccanismi con cui il cervelletto contribuisce a processi cognitivi ed emozionali e non solo al controllo dei movimenti. Il prossimo passo, concludono i neuroscienziati, sarà quello di analizzare meglio e manipolare nel modello animale questo network cerebrale per studiare la possibilità di trattamenti per prevenire la dipendenza e le ricadute.

Cerebellar modulation of the reward circuitry and social behavior
Ilaria Carta, Christopher H. Chen1, Amanda L. Schott, Schnaude Dorizan, Kamran Khodakhah
Science 18 Jan 2019

Ti potrebbe interessare anche
5 Maggio 2026

Ketamina e utilizzi nella sanità pubblica

Norvegia e Francia la usano per curare la depressione e le crisi suicidarie

4 Maggio 2026

Sostanze psicoattive e sicurezza nei luoghi di lavoro

La Legge diventerà più flessibile nei controlli

3 Maggio 2026

Quando il cammino diventa educazione

l’esperienza di Lunghi Cammini

2 Maggio 2026

Illuminismo psichedelico

Il podcast sugli psichedelici

30 Aprile 2026

Aprile – il mese della prevenzione alcologica

I nuovi modelli di consumo

29 Aprile 2026

Videogiochi e criteri di valutazione dei rischi

una classificazione che va incontro all'esigenza di limitare i rischi per i giovanissimi

28 Aprile 2026

Alcohol Prevention Day 2026

Sono disponibili i materiali presentati in occasione della giornata

27 Aprile 2026

Droghe e modelli di consumo: la teoria di Zimberg

Secondo Zimberg la maggioranza dei consumatori non sviluppa dipendenza né perde il controllo della propria vita

26 Aprile 2026

Raccolta e utilizzo dei dati nel gioco d’azzardo

L'utilizzo dei dati potrebbe servire anche come strumento di prevenzione

24 Aprile 2026

I rischi dell’uso illegale di pregabalin nel Regno Unito

I danni associati all'uso illecito di pregabalin sono in aumento, ma rimangono un argomento trascurato.

23 Aprile 2026

Nel 2025 aumenta la raccolta del gioco d’azzardo

Critiche alla politica da parte del CNCA

22 Aprile 2026

Adolescenti e nuove violenze?

Un quadro complesso

21 Aprile 2026

La guerra in Iran e la fine dell’eroina

Un podcast del Sole 24 Ore

20 Aprile 2026

Santo Spirito Living Room

Uno spazio di prevenzione per la città di Firenze

19 Aprile 2026

PrEP Long Active gratuita anche in Italia

Il via libera dell'AIFA

18 Aprile 2026

Consumo di cannabis e sonno: uno studio pilota

Le aspettative sull'uso di cannabis possono distorcere le autovalutazioni del sonno

17 Aprile 2026

Eliminare l’HCV entro il 2030

I dati indicano che l'Italia è sulla buona strada

16 Aprile 2026

Carcere e dipendenze

La sperimentazione di Regina Coeli

15 Aprile 2026

Social media e mondo sanitario

Le istituzioni sanitarie hanno una responsabilità specifica. Devono promuovere alfabetizzazione digitale e interrogarsi criticamente sul proprio utilizzo delle piattaforme

14 Aprile 2026

Disturbo da Gioco d’Azzardo e presa in carico di persone straniere

La complessità della presa in carico delle persone straniere

Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net