ASS. ANTIGONE: PRESENTATO IL RAPPORTO SULLE CARCERI

data di pubblicazione:

1 Agosto 2018

La presentazione del rapporto semestrale dell’ass. Antigone permette di fare un punto sulla situazione nelle carceri italiane, che rimane contrassegnata da ombre e luci. “Calano gli ingressi in carcere dalla libertà (sono stati 24.380 nei primi mesi del 2018 erano stati 25.144 nel primo semestre del 2017), segno di un’attività criminale non in aumento – come del resto sottolineano le statistiche sui reati commessi – ma continuano a salire i detenuti, anche se di poco, aumentati di circa 700 unità negli ultimi 5 mesi.

Al 30 giugno 2018 erano 58.759, 8.127 in più rispetto alla capienza regolamentare. È quanto emerge dal rapporto di metà anno sulle carceri della nostra associazione, nel quale abbiamo dedicato ampio spazio anche alla questione stranieri. Non c’è un’emergenza stranieri e non c’è un’emergenza sicurezza connessa agli stranieri. La detenzione degli stranieri in Italia è diminuita di oltre 2 volte negli ultimi 10 anni. Se nel 2008 il tasso di detenzione (numero dei detenuti stranieri sul numero degli stranieri residenti in Italia) era dello 0,71%, al 30 giugno di quest’anno il tasso è dello 0,33%. I detenuti stranieri sono addirittura diminuiti in termini assoluti rispetto al 2008.  Questo dato è spiegabile con il patto di inclusione. Regolarizzare la posizione degli stranieri e integrarli nella società riduce di molto i tassi di criminalità. Un esempio è quello dei rumeni che in soli cinque anni sono oltre 1.000 in meno nelle carceri, mentre la loro presenza in Italia è andata crescendo.

Nel nostro rapporto rispondiamo anche a chi propone di costruire nuove carceri. La costruzione di un istituto in grado di ospitare 250 detenuti costa circa 35 milioni di euro. Molto meno costano le misure alternative alla detenzione che risultati molto migliori danno in termini di abbattimento della recidiva. Attualmente in Italia sono 28.621 i detenuti in misura alternativa (16.554 in affidamento in prova al servizio sociale, 11.159 in detenzione domiciliare, 908 in semilibertà). Potrebbero essere 50.000 se non si chiudesse la porta del carcere agli oltre 20.000 che potrebbero averne diritto avendo pene residue inferiore ai tre anni.

“Gli stranieri costituiscono il 37,3% dei detenuti per violazione della legge sulle droghe, i quali sono complessivamente 20.525. Posto che ogni detenuto ha un costo quotidiano (che comprende le spese fisse di strutture e personale) pari a 139,8 euro e un costo annuale pari a 51.056 euro, con un provvedimento coraggioso di depenalizzazione e legalizzazione si risparmierebbe più di un miliardo di euro e avremmo un terzo dei detenuti stranieri in meno“.

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