CONVEGNO DI NEUROBIOLOGIA DELLE DIPENDENZE

data di pubblicazione:

1 Giugno 2018

La Società Italiana di Farmacologia (Sif) e la Fondazione Zardi-Gori onlus promuoveno il Convegno monotematico “Inside the Addicted Brain: Understanding the Neurobiology to program the Intervetion”, dedicato alla neurobiologia delle dipendenze. “Le dipendenze sarebbero solo l’epifenomeno di complesse dinamiche biologiche che si svolgerebbero a livello delle cellule del cervello e nel traffico dei neurormoni. Conoscerle potrebbe portarci a risultati sorprendenti, quali la progettazione di farmaci finalizzati ad ostacolare gli effetti acuti di una intossicazione, prevenire le ricadute o addirittura vaccinarci in modo da non “sentire” il bisogno di ricorrere agli stupefacenti. Gli organizzatori constatano però come la farmacologia delle dipendenze patologiche, in Italia,sia poco e male finanziata, meno che la ricerca di altri farmaci e questo perché in questo campo apparentemente non ci sarebbero prodotti in grado di fornire in breve tempo un ritorno economico. (…) Un ricco mercato di oltre 450 “Nuove Sostanze Psicoattive” (Nsp) ha recentemente raggiunto l’utenza, giovane e meno giovane: a fianco di eroina e cocaina anche i derivati delle amfetamine e molecole sempre nuove, ottenute con piccole modifiche e quindi capaci di eludere test diagnostici ed eludere la legislazione che fatica a rincorrerli per inserirli nelle tabelle delle sostanze vietate. Poi ci sono i cannabinoidi sintetici. Mentre la marijuana “naturale”, tradizionale, contiene il principio attivo stupefacente Thc generalmente tra il 5 ed il 7% (ma in alcuni casi fino al 10/15%) i prodotti a base di cannabinoidi sintetici sono costituiti da trinciati di erbe che possono avere o non avere proprietà psicoattive ma a cui vengono aggiunte molecole capaci di stimolare il sistema nervoso in modo molto più potente del Thc. I cannabinoidi sintetici hanno un’affinità recettoriale molto più elevata del Thc e vengono spesso commercializzati sotto forma di miscele di erbe e sostanze vegetali, definite anche come herbal mixture o herbal blend, incensi o profumanti per ambienti. I consumatori spesso ritengono di assumere prodotti naturali simili alla cannabis, mentre in realtà gli effetti di queste molecole di sintesi sono molto più potenti, più duraturi e più tossici e con maggiore rischio di provocare danni irreversibili. Il mercato – che oggi non è più tanto la strada quanto il Web, quindi più raggiungibile perché meno pericoloso e accessibile a tutti – è in pericolosa espansione”.

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