EVOLUZIONI DEL SISTEMA DI CURA DELLE DIPENDENZE: 1990-2018 (SECONDA PARTE)

data di pubblicazione:

5 Aprile 2018

pasticcheLa funzione contradditoria dei Ser.T nei rapporti con i pazienti è in parte determinata dal mandato istituzionale che la legge del 1990 assegna al personale di cura rispetto all’individuazione  del programma terapeutico e socio-riabilitativo: “Il servizio per le tossicodipendenze controlla l’attuazione del programma da parte del tossicodipendente. Definire per legge che si può essere assistiti da un “medico di fiducia” già a priori, nel momento della definizione di un piano terapeutico, pone il SERT in una posizione particolare, quasi di possibile controparte. Normalmente quando ciascuno di noi si rivolge ad un centro di cura lo fa perché ha fiducia di quel centro e di chi vi opera. Il rapporto terapeuta – paziente, quindi appare “alterato” per definizione, e il controllo della attuazione del programma assume, di conseguenza, un significato completamente diverso dal normale controllo clinico di un percorso di cura“.

Solo nella seconda metà degli anni ’90, con la istituzione di Aziende Sanitarie Locali, più ampie territorialmente, inizia una diversa fase di costruzione dei servizi, che sfocierà nei futuri Dipartimenti Dipendenze. Anche se, fino ad anni recenti, rimangono alcune differenze territoriali nell’articolazione e organizzazione dei servizi, si consolida un modello in cui ai Servizi viene assegnato un mandato relativo a prevenzione, terapia e riabilitazione, da esercitarsi attraverso il coordinamento e la direzione di Dipartimenti che prevedevano, sebbene in modo differente, la partecipazione di Pubblico e Privato sociale.

Con gli epocali cambiamenti, fra anni ’90 e ’00, del mondo delle droghe, dei consumi, degli stili di vita giovanili, è evidente che anche i servizi per le dipendenze evolvono: “I Servizi di cura, gradualmente, si evolvevano, anche cambiando nome in SERD (da Servizi Tossicodipendenze a Servizi Dipendenze), a voler significare che si potevano occupare di Dipendenze Patologiche di vario tipo, anche non da sostanze. Un mercato delle droghe ormai molto ampio e variegato e l’attenzione per il gioco d’azzardo patologico facevano si che tutto ciò fosse possibile, anzi, dovuto e correlato ai Livelli Essenziali di Assistenza”. Da qui Gatti ricostruisce le contraddizioni e le nuove sfide affrontate dai Ser.T negli ultimi anni, dovute in primis all’emergere o al consolidarsi di nuove dipendenze (come le patologie legate al gioco d’azzardo).

L’interrogativo di fondo che muove tutta la riflessione di Gatti viene così riassunta nelle righe conclusive dell’articolo: “Il tema fondamentale di questa costruzione potrebbe essere: il Sistema Sanitario Pubblico, nel suo complesso, deve intervenire principalmente per gestire la cronicità ed i problemi di salute connessi con le dipendenze patologiche oppure deve organizzarsi, come per altre patologie gravi, invalidanti e talvolta mortali che colpiscono la popolazione attiva, per prevenirle ed intervenire il più precocemente possibile, quando si manifestano? Attenzione: la risposta non è scontata, soprattutto quando pensiamo non solo alle droghe ma ad altre possibili determinanti lecite di dipendenza patologica. Una decisione piuttosto che un’altra comporta modelli organizzativi e di funzionamento diversi

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