"USA IL PRESERVATIVO, CON L'HIV NON SI SCHERZA" – Nuovi spot Ministero della Salute

data di pubblicazione:

8 Gennaio 2018

aids2Da spot televisivi a iniziative social con protagonista Youtube, così il Ministero della Salute ha lanciato la campagna dedicata per ricordare che “con l’Hiv non si scherza”.
Sottolinea il Ministro Lorenzin, alla luce delle 3500 nuove diagnosi di infezione registrate nel 2016.
Protagonisti dei due sopt video gli attori Dario Vergassola e Giulia Michelini.

“L’Hiv c’è, e ci sono infezioni tra giovanissimi e meno giovani, ma è calato il livello di consapevolezza sul rischio”. Così il Ministro Beatrice Lorenzin, spiega la premente necessità di correggere la perdita di memoria generazionale che oggi porta giovani e meno giovani a comportarsi “come se l’Aids fosse scomparso dall’orizzonte. Non è così – sottolinea – Ed è il motivo per cui con il Ministero abbiamo pensato a diverse campagne modulate su diverse fasce d’età, per carcare di riattivare un allarme in questo senso”.

Sono 3.451 le nuove diagnosi di infezione da Hiv registrate nel 2016. Quasi 8 casi su 10 (76,9%) sono uomini, e anche se nel 2016 si è osservata una lieve diminuzione sia del numero di nuove diagnosi di Hiv che dell’incidenza, è aumentata la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale.
Le regioni con l’incidenza più alta? Lazio, Marche, Toscana e Lombardia. E se negli anni si osserva un aumento dell’età mediana alla diagnosi (39 anni per i maschi e 36 per le femmine nel 2016), l’incidenza maggiore si registra comunque nella fascia d’età 25-29 anni.
“Sessantanovemila casi di Hiv e 44 mila morti a partire dal 1981, cifre che ricordano quelle di una guerra – afferma il direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità Giovanni Rezza. Siamo scesi sotto le 3500 nuove diagnosi di infezione nel 2016, ma ridurre ulteriormente risulta difficilissimo perché evidentemente la percezione del rischio non è tale da spingere all’adozione di comportamenti non a rischio”. Un terzo del totale dei casi (35,8%) è di nazionalità straniera, “è l’unica fascia di popolazione per cui l’infezione è in lieve aumento”, spiega Rezza.

Una volta avere un comportamento sessuale “a rischio” spingeva la persona ad effettuare il test per verificare la presenza di una eventuale infezione. Oggi, invece questo avviene solo per una persona su 4 (27,5%), mentre “si arriva al test nel 31% dei casi perché ci sono già dei sintomi, questa non è una buona notizia perché bisogna arrivarci prima”, sottolinea Rezza.

Nel 2016 sono stati diagnosticati 778 nuovi casi di AIDS conclamato. Se l’incidenza è in lieve diminuzione negli ultimi 4 anni, è aumentata la quota di pazienti che si presenta già con un’infezione virale o con un tumore.

“Prima c’era un’attenzione maggiore all’Hiv e quindi si ricorreva ai test – afferma Lorenzin – e arrivavano pazienti che non avevano ancora l’Aids conclamato, oggi purtroppo arrivano pazienti, anche molto giovani, con Aids conclamato. E’ molto meglio poter intercettare il paziente prima che si manifesti la malattia nella sua interezza per poter agire con i nuovi farmaci e quindi avere una vita sicuramente migliore. L’unico modo che abbiamo di evitare che queste malattie rientrino nelle nostre vite è fare prevenzione”, afferma Lorenzin.

La Campagna, tra spot Tv e web
Il Ministero della Salute lancia la campagna di comunicazione: “Con l’Hiv non si scherza, proteggi te stesso e gli altri”. Due spot televisivi che andranno in onda sulla Rai. Ideatore e protagonista del primo spot è Dario Vergassola, autoproclamatosi per l’occasione “sex symbol d’eccezione”, è proprio con quel filo d’ironia che serve a comunicare un concetto importante senza “terrorizzare come succedeva ai nostri tempi” – spiega l’attore e comico ligure – che con questo progetto mira ad accrescere l’awareness sull’Hiv. Al centro dello schermo per il secondo spot è Giulia Michelini, conosciuta anche come Rosy Abate nella serie TV Squadra Antimafia. “E’ importante sensibilizzare la popolazione e soprattutto i giovani, quindi continuiamo a divertirci e a fare ciò che si è sempre fatto ma con un po’ di sale in zucca”, ha commentato l’attrice.

Gli spot verranno trasmessi sui canali Rai attraverso la collaborazione con il Dipartimento dell’Informazione dell’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e sulle principali emittenti commerciali nazionali e locali, ma saranno anche veicolati sul web.

E se il mondo della comunicazione sta cambiando, il Ministero non si tira indietro e sta al passo e viaggia dalla televisione al web. Per coinvolgere i giovanissimi, infatti, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il Comitato Tecnico Sanitario (sezione per la lotta all’Aids e del volontariato per la lotta all’Aids), il Ministero della Salute ha deciso di avviare, a titolo sperimentale, una campagna su Youtube. In questo caso i protagonisti saranno i maggiori youtubers italiani: Willwosh, Daniele Doesn’t matter e i The Show.

“Non vediamo l’ora che parta quest’iniziativa. E’ da un anno che lavoriamo su questa campagna e siamo molto soddisfatti perché è indirizzata proprio ai giovanissimi che utilizzano i social – afferma Massimo Farinella, della Consulta associazioni che partecipa alla commissione nazionale per la lotta all’Aids – Siamo in tante Associazioni ad essere impegnate sul fronte Hiv e siamo molto soddisfatti del lavoro fatto per il Piano nazionale AIDS”.

Numero verde: 770 mila chiamate i 30 anni, cambia il target
Sono oltre 770 mila le chiamate ricevute in 30 anni di attività (giugno 1987 – giugno 2017) del numero verde a cui è possibile rivolgersi per ricevere assistenza e/o informazioni sul tema Hiv. Il Servizio Nazionale, anonimo e gratuito di prevenzione dell’infezione da Hiv e delle altre infezioni sessualmente trasmesse, che mette a disposizione un equipe multidisciplinare di psicologi, medici e non solo, per chiarire tutti i dubbi in merito.

“Chiamano persone diverse rispetto a chi chiamava 10-20 anni fa – afferma Lorenzin – c’è un cambio di età nelle telefonate, ed è calato il livello di consapevolezza tra i giovanissimi sulle vie di trasmissione. Speriamo di riportare alla giusta attenzione comportamenti di autoprotezione di sé e del partner”.

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