DONNE IN CARCERE – 5 SU 100 CON HIV

data di pubblicazione:

7 Novembre 2017

ristrettiLa prevalenza di infezione da Hiv è stata 5,5%, pari a 48 donne, di cui 30 italiane e 18 straniere. La modalità di trasmissione di Hiv è prevalentemente per via parenterale rispetto a quella sessuale”.
Nel mese prima di entrare in carcere dal 30% al 60% delle donne fa uso di sostanze stupefacenti, rispetto al 10% – 45% degli uomini.
La prevalenza dei disturbi da uso di sostanze stupefacenti nelle donne detenute è quasi il doppio che negli uomini; i disturbi di salute mentale concomitanti ed aver avuto esperienze del mondo del lavoro del sesso, possono essere ulteriori fattori di rischio per l’acquisizione dell’infezione da Hiv.
In Europa la popolazione detenuta femminile ha una prevalenza di infezione da Hiv che varia da regione a regione raggiungendo il picco massimo di una su cinque in Europa dell’est, superiore sia rispetto alla popolazione generale (0,3%), che alla stessa popolazione detenuta maschile (7%).
“All’interno delle carceri le abituali reti di sostegno sociale sono interrotte o fortemente indebolite – spiega Elena Rastrelli, Responsabile di ROSE, Rete dOnne SimspE, network nazionale nato all’interno della SIMSPe, Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria – Questo può portare le donne a differire all’esecuzione del test per l’HIV o ad essere scoraggiate ad iniziare o proseguire correttamente la terapia antiretrovirale. Ciò è spesso aggravato dalla discriminazione nei confronti delle donne sieropositive in carcere, aumentandone ulteriormente la vulnerabilità.
Una volta rilasciate, lo stigma di essere stata detenuta pesa sulle donne; per molte di esse sono significativamente ridotte la probabilità rispetto agli uomini di ricevere una prescrizione ART, di aderire a un regime ART, di aderire al trattamento e di mantenere la soppressione”.

Donne in carcere in Italia
Le donne rappresentano circa il 4% della popolazione detenuta distribuita in 55 istituti penitenziari (2.448 su 57.661 in totale) con una percentuale di circa il 37% di straniere.
I dati preliminari dal network nazionale Rose-Hiv, provenienti dai 15 specialisti infettivologi degli Istituti di Chieti, Reggio Calabria, Piacenza, Paliano, Latina, Civitavecchia, Roma, Genova, Milano Bollate, Milano San Vittore, Vigevano, Torino, Sassari, Palermo, Cagliari, sono riferiti a 876 donne (36% delle detenute al 31/10/2017).
“La prevalenza di infezione da Hiv è stata 5,5%, pari a 48 donne, di cui 30 italiane e 18 straniere – dichiara Elena Rastrelli – La modalità di trasmissione di Hiv è prevalentemente per via parenterale rispetto a quella sessuale (rapporto 2:1).
La coinfezione con virus da Hcv è stata osservata nel 33% (16 pazienti). Due pazienti Hbsag positive non erano viremiche per Hbv-Dna. Il 10% delle pazienti sieropositive detenute non erano in terapia antiretrovirale per rifiuto della terapia, mentre tra coloro che assumevano regolarmente i farmaci anti-HIV, il 21% (9 pazienti) mostravano una replicazione attiva di HIV nel sangue.

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