A TRIESTE IL PRIMO SERT PER ADOLESCENTI

data di pubblicazione:

18 Luglio 2017

sert adolescentiNasce a Trieste un servizio per le dipendenze unico in Italia: accoglie solo under25 e minorenni con problemi di droga. Nel 2016 sono 166 i ragazzi presi in carico, erano 84 nel 2014. Roberta Balestra, direttrice Dipartimento dipendenze Asuits Trieste: “Preoccupati dall’ossicodone, nuova porta d’accesso per l’eroina”.
Molti chiedono aiuto da soli. Spesso accompagnati da un amico. A volte segnalati da altri servizi o perché finiti su un lettino del pronto soccorso. Sono adolescenti o giovani con meno di 25 anni e tutti qualche bel problema con una o più sostanze stupefacenti, tra cui l’eroina. Fumata, sniffata e per qualcuno anche iniettata.

La sede del servizio per le dipendenze non sembra un Sert, è lo spazio “Androna Giovani”, nato nel 2012 con l’obiettivo di dedicarsi esclusivamente agli adolescenti e i giovani che presentano problematiche connesse al consumo di sostanze stupefacenti e psicoattive. Un’esperienza ancora isolata, nonostante i dati dei consumi di droghe tra i giovanissimi siano sempre più preoccupanti.
L’idea nasce dall’esperienza sul campo dei servizi territoriali che ha portato allo scoperto un mondo ancora poco conosciuto. A raccontare i primi passi di questa intuizione a Redattore sociale è Roberta Balestra, direttrice del dipartimento delle dipendenze dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste.

“Grazie ad alcuni progetti di riduzione dei rischi tra locali notturni e altri luoghi del divertimento, già dal 2006 avevamo notato che c’era un sommerso, un disagio, un mondo che non vedevamo nei servizi – racconta Balestra -. Così abbiamo sentito la necessità di sperimentare una proposta diversa e abbiamo provato a far partire un’attività di tipo sociosanitario dedicata ai ragazzi minorenni e fino a 21 anni. Una sorta di supporto a latere di quella che poteva essere una vera e propria presa in carico terapeutica. Al termine di questo progetto avevamo circa 20 ragazzi che presentavano un consumo problematico e di dipendenza e non ce la siamo sentiti di chiudere. Oggi abbiamo un’équipe multiprofessionale specializzata, che collabora attivamente con gli altri servizi cittadini rivolti ai minori ed ai giovani-adulti. Da tre anni questo servizio è autonomo e cura tutti gli aspetti: dall’accoglienza alla valutazione, dalla presa in carico agli accompagnamenti, dalle consulenze alle misure alternative e i rapporti con le comunità. I ragazzi e i giovani non mettono più piede nel servizio tradizionale”.
Nel cuore della città, quindi, c’è uno spazio nuovo, dedicato alle dipendenze, ma diverso da tutti gli altri. “In Italia non ci sono servizi come il nostro, da quello che mi risulta – spiega Balestra -. Ci sono servizi pubblici che hanno cominciato a prevedere fasce orarie perché ci si rende conto che è meglio non mescolare ragazzi giovanissimi con gli adulti perché ci sono bisogni specifici, ma ad oggi siamo ancora abbastanza soli, anche se questa sensibilità sta crescendo”. Nello spazio Androna Giovani, infatti, si lavora ad un ambiente che non faccia sentire i ragazzi fuori posto. “C’è lo spazio per mangiare, il giardino per stare tranquilli – racconta Balestra -: è un luogo informale. Abbiamo voluto creare un’atmosfera accogliente, non ci sono barriere burocratiche e amministrative che vengono prima della persona e la squadra è esperta nel lavoro con gli adolescenti”.

L’idea di dedicare uno spazio ai giovani funziona e lo dimostrano i numeri. I dati raccolti dal dipartimento partono dal 2014 e in tre anni hanno evidenziato un raddoppio dell’utenza. Se nel 2014 i giovani under 25 in carico al servizio Androna Giovani erano 84 (di cui 51 uomini e 33 donne), nel 2015 erano già 113 (75 uomini, 38 donne), mentre nel 2016 si è arrivati a 166 presenze (109 uomini e 57 donne). “Nel triennio abbiamo avuto un raddoppio dell’utenza, tutti con problemi di dipendenza – spiega Balestra -.
C’era un sommerso che non veniva intercettato da un servizio pensato fondamentalmente per gli adulti”.
Il trend in aumento segue quello degli adulti, in lieve crescita nel triennio: Nel 2014 erano 1.022 gli over 25 presi in carico per sostanze stupefacenti, nel 2016 sono 1.062.
Difficile spiegare con esattezza il trend registrato, tuttavia secondo Balestra il raddoppio avuto tra i giovanissimi non è dovuto necessariamente all’aumento dell’uso, quanto alla maggiore capacità del nuovo servizio di intercettare un bisogno non ancora emerso.
Nello spazio Androna Giovani arrivano anche minorenni. Spesso arrivano al servizio da soli o con un amico e a volte anche senza avvertire i genitori. “E’ arrivato anche un tredicenne – spiega Balestra – E’ un caso eccezionale, ma ci sono anche ragazzi dai 15 anni in su. Lavoriamo con i servizi dell’età evolutiva in modo obbligato, quindi con i genitori cerchiamo da subito un rapporto, perché non è detto che un ragazzo arrivi con i genitori, anzi. Arrivano anche da soli. Ci possono essere segnalazioni da parte di altri servizi. Possiamo conoscerli in consulenza perché è accaduto un fatto critico in pronto soccorso, lavoriamo con i servizi del ministero di giustizia, ma la fetta più grande è quella dei ragazzi che arrivano da soli o con amici”.
La parte più delicata, indubbiamente, è quella che vede la presa in carico dei minorenni, spiega Balestra. “Cerchiamo di lavorare con la famiglia e quasi tutti hanno almeno un genitore coinvolto nel progetto – continua Balestra -. Tuttavia, il problema dei minorenni è ancora abbastanza indefinito. Il nostro dpr 309/90, all’art.120, prevede genericamente che anche il minore possa arrivare al servizio e ci sono interpretazioni più favorevoli o più rigide su cui ci si può scontrare. Noi abbiamo adottato la scelta di mettere in primis il bisogno del ragazzo, ma ci siamo dati come scelta quella di lavorare con i servizi per l’età evolutiva dei distretti che a Trieste sono molto sviluppati. Cerchiamo di lavorare quanto più possibile con i pediatri di libera scelta o con i medici di medicina generale, con la salute mentale quando ci sono problemi gravi. Inoltre, lavoriamo con le comunità educative e terapeutiche”.
Il problema droga, infatti, spesso è accompagnato da esperienze di maltrattamento. “Una fetta importante dei ragazzi le ha vissute – racconta Balestra -. Hanno storie di abusi sessuali o maltrattamenti con tutto ciò che comporta in una fase dove c’è uno sviluppo dell’identità. E questo rende molto più complicato il percorso”.
Allarmante il quadro delle sostanze che emerge dalle varie esperienze di ragazzi accolti nella struttura. Sono gli oppioidi a fare “da padrone”, spiega Balestra, ma non è l’eroina la porta d’ingresso nel mondo delle dipendenze. A preoccupare, ultimamente, è la diffusione tra i giovanissimi di un farmaco oppiaceo analgesico usato nelle terapie per il dolore severo. Come sta accadendo negli Stati uniti, dove negli ultimi mesi sono stati documentati diversi casi di overdose, finiti anche sui media. E’ l’ossicodone. Più della metà dei ragazzi ha avuto esperienza o il primo approccio con gli oppiacei attraverso l’ossicodone, Un farmaco molto potente che dà dipendenza. Con la farmacia aziendale stiamo facendo un monitoraggio e abbiamo notato un aumento graduale delle prescrizioni tra i medici di medicina generale”. Prescrizioni un po’ troppo facili, come accaduto negli Stati uniti, ma non solo. “Abbiamo intercettato anche ricette false, ci sono furti a parenti e amici che usano il farmaco. E’ legale, è una pastiglia e non è connotata da pregiudizio. Per questo sembra meno droga di altre, ma tanti ragazzi, finito il farmaco, cominciavano a stare male e sono arrivati a usare l’eroina”. Gli oppiacei, quindi, anche tra i giovanissimi che si rivolgono ai servizi “sono ancora la sostanza primaria”, ma tra le sostanze c’è anche la cannabis “usata tantissimo”, gli alcolici, le amfetamine, meno la cocaina e per alcuni anche il metadone di strada. “L’ago lo vediamo comparire in una seconda fase – chiarisce Balestra -, ma c’è”.
Oggi lo spazio giovani è a pieno regime e i dati sui risultati di questo esperimento triestino sono già un segnale importante. “Oggi siamo conosciuti dai ragazzi – racconta Balestra – e possiamo partire con un’osservazione sul trend del fenomeno. Negli anni precedenti il dato è un po’ falsato dal fatto che eravamo appena nati. Credo che da adesso in poi si potrà dire come va il consumo e la dipendenza a livello locale”.
I risultati, intanto, non mancano. E questo fa ben sperare. “Alcuni ragazzi sono già fuori – conclude Balestra -. Cominciamo ad avere le prime dimissioni, a vedere persone che stanno bene e che riprendono gli studi. Abbiamo ricevuto apprezzamenti anche dalle famiglie”. Un successo, ci tiene a specificare Balestra, dovuto soprattutto alle solide basi su cui poggiano i servizi territoriali della città, “da sempre sviluppati e difesi”.

Fonte: Redattore Sociale

Ti potrebbe interessare anche
26 Settembre 2026

Le politiche repressive sul consumo di sostanze non sono efficaci

Cambiano le sostanze, si abbassa l’età di chi le consuma e aumentano le situazioni di fragilità.

25 Settembre 2026

Invecchiare con l’HIV: una guida

Una guida con consigli pratici per un invecchiamento in salute

24 Settembre 2026

I rischi del consumo di alcol in gravidanza

Non esiste alcuna quantità minima di alcol considerata sicura o tollerabile

23 Settembre 2026

I rischi dell’esposizione al fumo passivo

Tutti i prodotti contenenti nicotina espongono chi sta accanto allo stesso rischio?

22 Settembre 2026

Aumentano le morti per overdose in Europa

Gli oppiodi, la cocaina e il policonsumo sono le cause principali

22 Settembre 2026

L’alcol entra nello scontro sui dazi tra Canada e USA

In Canada, il boicottaggio dell'alcol ha compattato l'opinione pubblica

21 Settembre 2026

Overdose in calo negli USA

Nel 2025 le morti per overdose sono state il 14% in meno del 2024

21 Settembre 2026

Psicofarmaci e disturbi del comportamento alimentare

Il loro utilizzo influisce sull'aumento del peso corporeo?

20 Settembre 2026

Dalla lobby al bancone

Un libro che racconta il potere delle lobby del vino in Francia

19 Settembre 2026

CURARSI CON IL VINO

Libri brutti podcast

18 Settembre 2026

Dopamina e cibo: un legame profondo

Nel contesto dell'alimentazione, la dopamina attiva il circuito della ricompensa e la sua funzione principale consiste nel governare il desiderio.

17 Settembre 2026

Overdose: un problema di salute pubblica

Emergenza medica o reato? Il bivio drammatico delle overdose in Libano

16 Settembre 2026

Alcol e prevenzione nelle scuole

Unplugged e Smashed sono due progetti che riescono a coinvolgere efficacemente studentesse e studenti

15 Settembre 2026

Prevenzione del virus HIV e diritti negati nei paesi africani

Le persone LGBTQ+ sono sempre più discriminate rendendo l'accesso alle cure contro l'HIV difficile

14 Settembre 2026

Cocaina: dalla scoperta alla sua proibizione

Dalla pianta di coca alla produzione di cocaina cloridrato

13 Settembre 2026

Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza

Il bere si configura storicamente come una sofisticata grammatica sociale e una forma di "time out"

12 Settembre 2026

In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

11 Settembre 2026
10 Settembre 2026

Il patteggiamento di Meta: nuove misure ma non sufficienti

Come dovrebbe essere un social network?

9 Settembre 2026

Smettere di fumare

le sigarette elettroniche come strumento efficace