RAPPORTO ANNUALE SULLE CARCERI DELL'ASS. ANTIGONE

data di pubblicazione:

18 Giugno 2017

carcereL’ass. Antigone cura, come tutti gli anni, un rapporto alla condizione delle carceri e delle persone detenute in Italia. Il rapporto, liberamente leggibile sul sito dell’associazione, si compone di varie sezioni: numeri e politiche; le emergenze; chi vive dentro; chi lavora dentro. Numerosi e ben curati i vari approfondimenti tematici contenuti nel rapporto. Fra i dati più aggiornati, merita una menzione l’aumento della popolazione detenuta negli ultimi 6 mesi disponibili, dato che contrasta con la tendenza alla diminuzione della popolazione carceraria avvenuta negli ultimi anni (dai 68.000 detenuti del 2010 ai 52.000 del 2015). “Resta il fatto che negli ultimi 6 mesi la popolazione detenuta è passata dalle 54.912 presenze del 31 ottobre del 2016 alle 56.436 presenze del 30 aprile 2017, con una crescita di 1.524 detenuti in un semestre”. Il rapporto segnala che la diminuzione della popolazione detenuta degli ultimi anni è positiva da più punti di vista: il minore sovraffollamento nelle celle ha significato, concretamente, una migliore qualità delle condizioni di vita dei detenuti. Ad esempio, nel 2015 rispetto al 2010 è cresciuta la percentuale di detenuti che lavorano e/o studiano, ed è diminuito il tasso di suicidi.

Più critica, e per molti aspetti inalterata rispetto al passato, appare la condizione dei detenuti per reati legati allo spaccio di droghe e con problemi di tossicodipendenza. “A causa delle crociate proibizioniste il numero dei detenuti presenti negli istituti di pena italiani per la violazione delle leggi sugli stupefacenti ha da sempre rappresentato una delle percentuali più alte: dei 47 Paesi aderenti al Consiglio d’Europa, nel 2015 l’Italia era quello con il più alto numero di detenuti condannati in via definitiva per reati di droga. Le statistiche ci dicono che alla fine del 2016 18.702 persone erano in carcere per aver violato le leggi in materia (17.980 erano uomini e 722 donne). Di questi 6.922 sono stranieri (di cui 259 donne) (…) Nel 2009 i detenuti per reati di droga erano il 41,56% del totale. Con l’abrogazione per incostituzionalità della Fini-Giovanardi si è verificato un calo immediato al 35,3% del 2014, fino ad arrivare al 33,9% del 2015”.

Il rapporto, come accennato in apertura di articolo, presenta numerosi approfondimenti tematici che consentono al lettore di farsi un’idea non solo dello stato di salute del sistema carcerario e delle persone detenute, ma anche di coloro che in carcere vi lavorano o vi prestano attività di volontariato. Le “emergenze” a cui sono dedicati commenti e analisi sono gli atti di autolesionismo e i suicidi, la salute in carcere, le prigioni dei radicalizzati, la libertà di culto, la fine degli OPG.

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