LA GUERRA ALLA DROGA E' FALLITA

data di pubblicazione:

12 Gennaio 2017

BMJServono politiche meno proibizioniste.
La guerra alla droga ha ottenuto solo fallimenti e un bilancio pesante in termini di vittime. Per il British Medical Journal è ora di guardare alla realtà senza pregiudizi, basandosi sulle prove scientifiche. Conclusione: servono nuove politiche, meno proibizioniste e più attente alla salute.

La guerra alla droga è stata un fallimento da tutti i punti di vista: a fronte di spese enormi, non ha ridotto i consumi, non ha intaccato gli affari della criminalità organizzata, ma in compenso ha aumentato enormemente i danni sanitari e sociali legati al consumo di stupefacenti. Non è la solita accusa da parte dei movimenti antiproibizionisti, ma il drammatico bilancio stilato da un editoriale del British Medical Journal.

Ogni anno i governi spendono oltre 100 miliardi di dollari nel tentativo di reprimere il traffico di stupefacenti. Con quali risultati? Nel 2014 in tutto il mondo sono stati 250 milioni i consumatori – occasionali o regolari – di droghe illecite (includendo nel totale sia quelle leggere come la cannabis sia quelle pesanti come l’eroina e la cocaina): in pratica un adulto su 20.
Ma quello che è più grave sono i danni in termini di vite umane. Solo in Messico negli ultimi 10 anni sono state uccise 80 mila persone per motivi legati al traffico di droga. Nelle Filippine, la nuova politica ultraproibizionista del presidente Rodrigo Duterte ha portato a oltre 5.000 esecuzioni sommarie di sospetti trafficanti. In Europa, i danni sanitari riguardano soprattutto i consumatori: il Bmj cita il caso del Regno Unito, dove il numero di morti per droga ha raggiunto nel 2015 il suo massimo storico.

«Al centro del dibattito dovrebbe esserci la salute, e quindi dovrebbero esserci anche gli operatori sanitari», si legge nell’articolo del Bmj. «I medici sono ritenuti affidabili e sono ascoltati: possono aggiungere una dimensione umana e razionale all’ideologia e alla retorica sulla necessità di essere duri contro il crimine».

I medici usano il metodo “evidence-based”, cioè basato sulle prove. Un approccio che finalmente ha fatto scuola anche in politica, come raccontano Molly Meacher e Nick Clegg, parlamentari britannici, in un altro articolo sul Bmj: ad aprile, finalmente, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine ha riconosciuto che le politiche sulla droga devono essere basate sull’evidenza e avere come scopo principale la salute pubblica.

E le prove indicano chiaramente che una società senza droghe è un’utopia, come spiega in un terzo articolo sul Bmj Ruth Dreifuss, presidente della Global Commission on Drug Policy ed ex presidente della Svizzera, secondo cui «le riforme devono dare la priorità alle questioni di salute pubblica, integrazione sociale e sicurezza». È ora insomma che anche le singole politiche nazionali cambino direzione.

Gli esempi non mancano: dalla proverbiale e ormai storica tolleranza olandese alla recente decriminalizzazione in Portogallo, fino ai vari Stati degli Stati Uniti che hanno legalizzato l’uso della cannabis, alcuni per uso medico e altri anche per uso ricreativo. Anche qui l’evidenza è chiara: per esempio la situazione di emergenza che si era venuta a creare in Portogallo è rapidamente rientrata, e oggi i consumi di droga nel Paese sono scesi al di sotto della media europea.

Non c’è niente di ideologico in queste proposte; anzi, secondo il Bmj è viceversa l’approccio rigidamente proibizionista a essere, quello sì, frutto di una posizione ideologica, laddove il buon senso e il pragmatismo suggeriscono di provare altre strade.

Per approfondimenti: www.bmj.com – www.independent.co.uk

Ti potrebbe interessare anche
8 Maggio 2026

I passi avanti della psilocibina

Curare la depressione col principio attivo dei funghi allucinogeni

7 Maggio 2026

Lavoro di riduzione del danno e tutele per gli operatori

Il CNCA nazionale vicino alla cooperativa Borgorete e ai suoi operatori rinviati a giudizio

7 Maggio 2026

Il consumo di droghe e la conseguenze sui lavoratori

Le sanzioni non possono essere l'unica strada da perseguire

6 Maggio 2026

Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette

Aumentano i consumatori di prodotti alternativi a base di nicotina

5 Maggio 2026

Ketamina e utilizzi nella sanità pubblica

Norvegia e Francia la usano per curare la depressione e le crisi suicidarie

4 Maggio 2026

Sostanze psicoattive e sicurezza nei luoghi di lavoro

La Legge diventerà più flessibile nei controlli

3 Maggio 2026

Quando il cammino diventa educazione

l’esperienza di Lunghi Cammini

2 Maggio 2026

Illuminismo psichedelico

Il podcast sugli psichedelici

30 Aprile 2026

Aprile – il mese della prevenzione alcologica

I nuovi modelli di consumo

29 Aprile 2026

Videogiochi e criteri di valutazione dei rischi

una classificazione che va incontro all'esigenza di limitare i rischi per i giovanissimi

28 Aprile 2026

Alcohol Prevention Day 2026

Sono disponibili i materiali presentati in occasione della giornata

27 Aprile 2026

Droghe e modelli di consumo: la teoria di Zimberg

Secondo Zimberg la maggioranza dei consumatori non sviluppa dipendenza né perde il controllo della propria vita

26 Aprile 2026

Raccolta e utilizzo dei dati nel gioco d’azzardo

L'utilizzo dei dati potrebbe servire anche come strumento di prevenzione

24 Aprile 2026

I rischi dell’uso illegale di pregabalin nel Regno Unito

I danni associati all'uso illecito di pregabalin sono in aumento, ma rimangono un argomento trascurato.

23 Aprile 2026

Nel 2025 aumenta la raccolta del gioco d’azzardo

Critiche alla politica da parte del CNCA

22 Aprile 2026

Adolescenti e nuove violenze?

Un quadro complesso

21 Aprile 2026

La guerra in Iran e la fine dell’eroina

Un podcast del Sole 24 Ore

20 Aprile 2026

Santo Spirito Living Room

Uno spazio di prevenzione per la città di Firenze

19 Aprile 2026

PrEP Long Active gratuita anche in Italia

Il via libera dell'AIFA

18 Aprile 2026

Consumo di cannabis e sonno: uno studio pilota

Le aspettative sull'uso di cannabis possono distorcere le autovalutazioni del sonno

Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net