HIV: AUTO TEST ALLE DONNE AFRICANE – Risultati di uno studio

data di pubblicazione:

13 Maggio 2016

the lancet hivSecondo i risultati di uno studio statunitense, fornire l’auto-test Hiv alle donne africane ad alto rischio di infezione ha contribuito ad incrementare i tassi del test Hiv tra i loro partner sessuali e ha favorito decisioni sessuali più sicure.
L’auto-test HIV sta emergendo come un approccio con alta accettabilità, ma sono ancora poche le prove a sostegno di strategie per la sua distribuzione gratuita, come osservano i ricercatori.
Per indagare ulteriormente le potenzialità di tale approccio, i ricercatori hanno arruolato 280 donne HIV-negative dai 18 ai 39 anni di età della città di Kisumu, in Kenya presso una struttura sanitaria che includeva ospedali di riferimento prima del parto (61 donne) e dopo il parto (117 donne), comprendendo anche 102 prostitute.
Tutte le partecipanti sono state informate sull’uso di un auto-test HIV rapido, da effettuare attraverso la saliva. In particolare, le partecipanti della struttura sanitaria hanno ricevuto tre auto-test, mentre le sex workers ne hanno ricevute cinque; sono state anche condotte delle interviste strutturate al momento dell’arruolamento e dopo oltre tre mesi per verificare le modalità di utilizzo dei test.

I risultati
Complessivamente 265 donne (96%) hanno completato le interviste durante il follow-up. Si è evidenziato che la maggior parte delle donne con partner sessuali più assidui (primari) hanno distribuito gli auto-test anche ai loro partner: in particolare 53 donne (91%) delle 58 partecipanti dei servizi di assistenza prenatali, 91 (86%) su 106 di quelle dei servizi di assistenza post-partum, e 64 (75%) di 85 sex workers.
Inoltre, la maggior parte di quest’ultime (82 su 101; 81%) hanno distribuito più di un auto-test per i diversi clienti (partner non primari). E ancora: tra gli autotest distribuiti e usati dai partner sessuali primari delle partecipanti, si sono verificate coppie di test in 27 (51%) su 53 dei centri di assitenza e cure prenatali, 62 (68%) su 91 in quelli per l’assistenza post-partum, e 53 (83%) dei 64 tra le lavoratrici del sesso. Tra i test ricevuti da partner sessuali primari e non primari, i risultati positivi sono stati trovati in due (4%) dei 53 test da parte dei partecipanti dai centri dell’assistenza prenatale, due (2%) di 91 in quelli dalle post-partum, e 41 (14%) di 298 dalle donne dei lavoratori del sesso.

Le partecipanti hanno riferito di aver avuto un rapporto sessuale con 235 (62%) dei 380 partner sessuali con test HIV-negativi, rispetto a otto (18%) dei 45 che erano risultati HIV-positivi e hanno riportato l’uso del profilattico in tutti gli otto rapporti sessuali dopo i risultati positivi, rispetto a 104 (44%) dopo i risultati negativi. Quattro partecipanti hanno riferito di aver subito violenze dal partner conseguenti alla distribuzione del test: due nel gruppo delle cure post-partum e due tra le lavoratrici del sesso. Non sono stati segnalati altri eventi avversi.

Le possibili ripercussioni
“La fornitura di molteplici autotest per le donne è un intervento promettente per promuovere il test anche tra gli uomini nell’Africa sub-sahariana, in particolare tra alcuni clienti di prostitute. Quando gli autotest diventeranno più disponibili in paesi come il Kenya, gli interventi sulla prevenzione e le cure avranno maggiori possibilità di migliorare”, ha detto Harsha Thirumurthy della University of North Carolina di Chapel Hill. “Interventi di questo tipo dovrebbero essere accompagnati da una corretta educazione su come utilizzare l’auto-test e dove cercare le cure, se si ottengono risultati sieropositivi – ha aggiunto l’autrice – Quando questo genere d’intervento viene implementato tra le donne con partner ad alto rischio, come le prostitute, l’intervento può essere particolarmente efficace per identificare le persone con infezione da HIV, contribuendo così a raggiungere il primo degli obiettivi del 90-90-90. L’intervento può anche aiutare le donne a prendere decisioni sessuali sicure e quindi ridurre il rischio di contrarre l’HIV “. “Interventi simili a questo sono stati intrapresi anche tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con gli uomini negli Stati Uniti”, ha concluso.

Promoting male partner HIV testing and safer sexual decision making through secondary distribution of self-tests by HIV-negative female sex workers and women receiving antenatal and post-partum care in Kenya: a cohort study
Thirumurthy H, Masters SH, Napierala Mavedzenge S, Maman S, Omanga E, Agot K.
The Lancet HIV 2016 April

ABSTRACT ARTICOLO

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