LA DISCUSSIONE VERSO UNGASS 2016: TUTTO COME PRIMA?

data di pubblicazione:

1 Aprile 2016

images.duckduckgo.comAxel Klein, direttore della rivista Drugs and Alcohol Today, commenta i lavori della Commissione delle Droghe Narcotiche (Cnd) dell’ONU in vista di Ungass 2016, in un articolo pubblicato sul Manifesto e ospitato sul sito di Fuoriluogo. Klein sottopone ad analisi critica le contraddizioni che, a suo parere, stanno caratterizzando i lavori degli esperti e dei rappresentanti politici incaricati di redigere il documento che servirà da bozza di discussione per la conferenza UNGASS 2016. Ciò che secondo Klein emerge fin qui dai colloqui di Vienna come dato di fondo è una spaccatura fra due posizioni: paesi che spingono per innovare in profondità la legislazione penale e il sistema di offerta delle droghe, in ottica riformista, di riduzione del danno e di depenalizzazione, e i paesi che ritengono necessario mantenere il rigido impianto proibizionista che ha caratterizzato il sistema di controllo delle droghe. Nonostante i forti limiti evidenziati dal paradigma proibizionista (aumento dei consumatori, aumento incontrollato dell’offerta di droghe, corruzione, alto tasso di carcerazione dei consumatori), esso appare ancora maggioritario fra i paesi che stanno partecipando ai colloqui di Vienna.

Klein si domanda retoricamente: “Non è questione di sistema per il problema mondiale della droga, solo di risorse”: ecco la conclusione della Commissione delle Droghe Narcotiche (Cnd), in vista di Ungass. “Ma che cos’è di preciso “il problema mondiale della droga”? Significa che i prezzi sono troppo alti, che la qualità è bassa e la distribuzione è lenta? Oppure che perseguire l’astinenza con la forza ha causato spargimento di sangue e repressione? E’ un riconoscimento dell’errore di base, stante che nelle società capitalistiche spingere nella clandestinità beni di consumo si traduce in economie parallele e in incubazione di criminalità organizzata? Oppure che l’utilizzo del sistema penale per fini di salute pubblica conduce a incarcerazioni di massa? I tassi di omicidio sospinti dal narcotraffico in Messico, Guatemala o Giamaica sono parte del problema? O lo è l’intreccio di guerra e droga in Afghanistan e in Colombia? E che dire del problema della corruzione globale?”

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