DOCUMENTO DI 200 ONG SU UNGASS 2016

data di pubblicazione:

21 Marzo 2016

indexE’ sempre più vicino l’atteso appuntamento di UNGASS 2016, la sessione generale straordinaria sul problema mondiale della droga, che si svolgerà a New York dal 19 al 21 aprile. Sul sito di Fuoriluogo, è stato pubblicato un importante documento, sottoscritto da 200 ONG, in cui si esprime preoccupazione per l’andamento delle trattative fra stati nazionali in preparazione alla discussione generale. Il timore di fondo delle ONG è che gli incontri che si stanno tenendo da alcuni mesi a Vienna, finalizzati alla stesura di un documento di sintesi che dovrebbe servire come orientamento al dibattito globale in sede ONU che inizierà ad aprile, sfocino in una posizione di sostanziale continuità con le politiche antidroga espresse negli ultimi decenni. In particolare, le ONG ritengono che l’approccio conservatore alla questione droghe, che sta fin qui risultando maggioritario nella discussione fra i governi, sia poco aderente alla realtà contemporanea dei consumi e delle modalità di traffico agite dalle reti criminali. Confermare l’impianto ideologico della war on drugs, sostengono le ONG, significherebbe negare che la war on drugs ha fallito i principali obiettivi che si era posta.  I due punti centrali del documento elaborato dalle ONG sono: “1) La mancanza di progressi compiuti dalle politiche di droga nel corso degli ultimi 50 anni non è ancora stata riconosciuta con onestà. L’ultima UNGASS sulle droghe nel 1998, si è svolta sotto lo slogan “Un mondo libero dalla droga: possiamo farlo!,” ancora quasi venti anni più tardi, le droghe sono ampiamente disponibili e accessibili più che mai, il mercato della droga è dinamico e diversificato, e le organizzazioni criminali sono sempre più innovative e potenti. 2) Le prove schiaccianti delle conseguenze devastanti delle politiche punitive e repressive sulle droghe non sono state finora considerate nei negoziati delle Nazioni Unite fino ad oggi. Queste vanno dalle violazioni sistematiche dei diritti umani commesse in nome del controllo delle droghe all’esacerbazione delle infezioni da HIV ed epatite C a causa della trasmissione tra le persone che si iniettano droghe sino alla catastroficamente scarsa disponibilità di farmaci come la morfina per alleviare il dolore. Ed ancora dalla violenza e la corruzione perpetuate dalla diffusione dei mercati della droga criminali, alla distruzione dei mezzi di sussistenza degli agricoltori a causa dell’eradicazione forzata delle colture sino al continuo uso della pena di morte per reati di droga. Senza contare i miliardi di dollari di denaro pubblico sprecato per far rispettare norme che, semplicemente, non funzionano.

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