LE CONTRADDIZIONI RIMOSSE DELL'INDUSTRIA DEL GIOCO D'AZZARDO

data di pubblicazione:

24 Febbraio 2016

indexUn articolo del quotidiano Alto Adige riporta un breve riassunto di un convegno “Gioco legale, parliamone a carte scoperte”, organizzato a Bolzano e promosso dai gestori del gioco legale in Alto Adige. E’ interessante rimarcare la posizione espressa, durante il dibattito, del presidente di Sapar (servizi apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative) Raffaele Curcio. Curcio avrebbe espresso questa tesi, che è possibile considerare caratteristica, in un certo senso paradigmatica, dell’industria legale del gioco d’azzardo:”Il gioco in Italia è sempre esistito, esiste, esisterà. Fino a un decennio fa le macchinette c’erano, erano uno stuolo e non erano in rete, ossia nessuno le monitorava. Ergo, il fenomeno era assolutamente fuori controllo. Poi si sono introdotte le new slot e le vlt, collegate ai Monopoli. E il gioco illegale è pressoché svanito. Ora, purtroppo, questa la tesi Sapar, il crescente proibizionismo, con il caso pilota di Bolzano che sta facendo scuola in Italia, si rischia di tornare indietro. Via le slot dai bar, sono arrivati i totem. Altrove, se le distanze dai luoghi sensibili saranno introdotte e fatte rispettare, ritornerà anche altro, comprese magari le bische clandestine. Anche le mafie, tutte, non vedrebbero l’ora che il gioco legale venisse se non eliminato almeno fortemente ridimensionato. Per guadagnarci loro, subentrando nel business”. La tesi sembra quanto meno originale, ma contiene elementi di evidente parzialità, in quanto le statistiche e le ricerche sembrano indicare negli ultimi anni un significativo aumento del business dell’industria sia legale che illegale del gioco d’azzardo. Inoltre, Curcio sembrerebbe ignorare il fatto, documentato anche da inchieste penali, che la presenza delle organizzazioni criminali, nel business del gioco d’azzardo, è sempre più incisiva e significativa, tanto all’interno dei circuiti legali del gioco d’azzardo, che in quelli illegali.

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