OMS E UNAIDS : NUOVE POLITICHE PER GLI ADOLESCENTI A RISCHIO

data di pubblicazione:

9 Ottobre 2015

OMS UNAIDSI principali problemi tra i 10 e i 19 anni riguardano alimentazione, malattie croniche e disturbi psichiatrici. Tuttavia spesso mancano adeguati servizi proprio in questi ambiti. Per implementarli e svilupparli sono stati elaborati otto standard di riferimento: dal miglioramento delle competenze degli operatori al rafforzamento della gestione dei dati, passando per un maggior coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali.

Oms e Unaids lanciano nuovi standard con l’obiettivo di aiutare gli Stati a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria per gli adolescenti. Numerosi giovani tra i 10 e i 19 anni che soffrono di disturbi psichiatrici, abuso di sostanze, cattiva alimentazione, incidenti e malattie croniche non hanno accesso a percorsi di prevenzione e a servizi di cura. E molti comportamenti che eserciteranno un impatto sulla salute per tutta la vita si manifestano proprio in adolescenza.

Sono otto gli standard individuati:
♦ Alfabetizzazione sanitaria: le strutture devono implementare percorsi che consentano agli adolescenti di essere costantemente informati sul proprio stato di salute e di sapere dove accedere a determinati servizi;
♦ Supporto da parte tutti gli attori del sistema: le strutture sanitarie devono mettere a punto sistemi affinché tutti i membri e le organizzazioni della società diventino consapevoli dell’importanza di fornire specifici e adeguati servizi agli adolescenti;
♦ Appropriata rete di servizi: le strutture devono assicurare informazioni, consulenze, diagnosi, cure e trattamenti in grado di soddisfare tutte le specifiche esigenze dei giovani;
♦ Garantire adeguate competenze agli operatori: è un requisito fondamentale per erogare prestazioni efficaci. In questo senso è fondamentale anche rispettare il diritto alla privacy, evitare discriminazioni, mostrare atteggiamenti rispettosi e mai giudicanti;
♦ Facilitare l’erogazione degli appositi servizi: le strutture devono garantire orari accessibili, un ambiente comodi e pulito, mettendo a disposizione le apparecchiature dotate di tutta la tecnologia necessaria;
♦ Inclusione e lotta alle discriminazioni: le strutture devono erogare servizi e prestazioni a tutti gli adolescenti, a prescindere dalla loro possibilità di pagare, dall’età, dal sesso, dallo stato civile, dal livello di istruzione, dall’orientamento sessuale e dall’origine etnica.
♦ Miglioramento dell’analisi dei dati: tutte le strutture sanitarie devono essere in grado di raccogliere, utilizzare e analizzare i dati disaggregati per sesso e per età. E il personale deve essere costantemente coinvolto nel miglioramento di questi processi.
♦ Inclusione dei giovani nei processi di pianificazione e monitoraggio: gli adolescenti devono essere pienamente coinvolti in tutti i processi relativi alle cure che li riguardano, nonchè in tutti gli aspetti decisionali.

“I nuovi standard forniscono indicazioni semplici ma efficaci che, sia nei Paesi ricchi che in quelli poveri, possono attecchire immediatamente per migliorare la salute degli adolescenti poiché ricalcano la nuova Strategia globale per donne, bambini e adolescenti che fu lanciata a New York a settembre”, commenta Anthony Costello, responsabile del settore per l’Organizzazione mondiale della salute. Oms e Unaids suggeriscono quindi di fornire servizi più “a misura di adolescente”, erogando prestazioni gratuite oppure a basso costo e rendendo le informazioni fruibili in base alla fascia di età di appartenenza. Viene inoltre affermata la necessità che i giovani possano accedere alle prestazioni senza obbligatoriamente prendere un appuntamento o ricevere il consenso dei genitori.
“Se vogliamo mantenere gli adolescenti sani, dobbiamo trattarli con rispetto – afferma Costello – Sono particolarmente vulnerabili a certi problemi di salute. Le tre principali cause di morte tra gli adolescenti sono incidenti stradali, le malattie legate all’Aids e suicidi. Una delle mission principali del settore sanitario deve essere promuovere sane abitudini sin dall’adolescenza”.
I nuovi standard globali richiedono ai vari Stati di sviluppare pacchetti che includano una solida informazione, consulenza, diagnosi, trattamento e cura che vadano oltre ai tradizionali percorsi legati all’educazione sessuale. Gli adolescenti devono essere inoltre pienamente coinvolti nella fasi di pianificazione e di monitoraggio, fornendo costantemente feedback sui servizi sanitari che li riguardano.

Oltre 25 Paesi a medio-basso reddito hanno già adottato gli standard internazionali per migliorare la salute tra gli adolescenti. E, infatti, la nuova politica di Oms e Unaids è costruita sulla ricerca in questi Paesi, dopo aver ricevuto riscontri dagli operatori sanitari e da oltre mille giovani in tutto il mondo.

Le principali cause di morte tra gli adolescenti sono:
– Incidenti stradali;
– Aids;
– Suicidi;
– Infezioni respiratorie;
– Violenze;
– Diarrea;
– Affogamento;
– Meningite;
– Epilessia;
– Disturbi del sistema immunitario.

Le principali cause di malattie e disabilità sono:
– Depressione;
– Incidenti stradali;
– Anemia;
– Aids;
– Autolesionismo;
– Problemi al collo e alla spina dorsale;
– Diarrea;
– Disturbi d’ansia;
– Asma;
– Infezioni respiratorie

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