PROGETTO OCEANO: UNA SINTESI DEGLI INTERVENTI. Seconda parte.

data di pubblicazione:

29 Settembre 2015

indexLa dott.ssa Silvia Giani, nella relazione “Gruppo cocaina dei Ser.T Q1 e Q2”, ha raccontato una recente esperienza, ancora a carattere sperimentale, di lavoro di gruppo nei consumatori problematici di cocaina afferenti ai servizi pubblici dei due quartieri fiorentini. Gli obiettivi che guidano l’intervento sono favorire i cambiamenti delle abitudini e dei processi cognitivi, anche lavorando sul piano emotivo (analisi del qui e ora e delle relazioni) e corporeo, a partire dalla maggiore elaborazione delle sensazioni e delle esperienze corporee veicolate dalla cocaina. In seguito, la dott.ssa Camilla Bertocci nel suo intervento “Cocaina tra trattamento e riabilitazione. I ruoli del COD” ha posto l’attenzione sul modello d’intervento del Centro Luzzi. Il Centro Luzzi, come programma residenziale finalizzato alla disintossicazione fisica e all’inquadramento diagnostico, ha negli ultimi anni osservato –alla pari degli altri servizi per le tossicodipendenze- una diversificazione dell’utenza, con un aumento di persone con dipendenza primaria da cocaina. I due dati centrali evidenziati riguardo alle persone con abuso di cocaina sono da una parte la loro sottovalutazione del rischio di abuso e dall’altra il pregiudizio che l’uso non iniettivo della sostanza li protegga dai pericoli maggiori derivanti dalla dipendenza. Il dott. Silvio Silvestri, nella sua relazione “Trattamento di pazienti con problemi correlati all’uso di cocaina presso il Centro Il Cannocchiale di Sesto Fiorentino” ha sottolineato come la presenza crescente, dal 2005, di utenti cocainomani abbia comportato dei cambiamenti nei programmi del Centro diurno. Il totale dei pazienti con dipendenza primaria da cocaina  finora trattati è stato pari a 26 unità. Due sono le differenze principali di questo target rispetto alle persone con dipendenza primaria da eroina: una maggiore integrazione socio-economica e una presenza più significativa di patologie psichiatriche. Sia il tasso d’abbandono precoce che la durata dei percorsi dei consumatori di cocaina è leggermente inferiore alla media degli utenti del servizio. In seguito, il dott. Paolo Fioravanti del CEIS nel suo intervento “Il Programma Conoscenza: una possibile risposta alla dipendenza da cocaina. Sviluppo e prospettive alla luce di 12 anni di trattamento” ha dettagliato i risultati i più significativi del programma ambulatoriale, attivo da 12 anni, dedicato a consumatori di cocaina e che ha coinvolto un totale di 305 unità. Se il focus dell’intervento è volto per tutti al rafforzamento della  motivazione al cambiamento, è stato evidenziato come i risultati più positivi siano stati raggiunti dagli assuntori puri di cocaina rispetto ai poli-assuntori. Il dott. Paolo Costantino, nell’intervento “Specificità del trattamento del paziente cocainomane in una struttura pubblica riabilitativa” ha sintetizzato il modello d’intervento sull’utenza cocainomane della comunità residenziale Poggio Asciutto. L’utenza con dipendenza primaria da cocaina è suddividibile in due tipologie. La prima tipologia di utenti è composta da chi, facendo uso prevalentemente per via endovenosa di cocaina, ricerca un piacere estremo, e presenta in genere maggiori problematiche psico-patologiche. La seconda tipologia di utenti fa uso di cocaina per via nasale, ricercando euforia e benessere, e presenta una condizione sanitaria e sociale abbastanza integrata, anche dal punto di vista lavorativo. Le specificità del paziente con dipendenza primaria da cocaina sono, sul versante psico-patologico, i cambi repentini d’umore, gli acting-out, la difficoltà relazionale e l’ideazione paranoide.

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