NOTE CRITICHE PER RIPENSARE LA RIDUZIONE DEL DANNO

data di pubblicazione:

13 Luglio 2015

Mdd GIUGNO '15Susanna Ronconi, del Comitato scientifico di Forum Droghe, nel suo denso e articolato intervento ospitato nel numero speciale  di Medicina delle Dipendenze, pone importanti interrogativi critici (e auto-critici) rispetto al senso delle politiche e degli approcci di riduzione del danno (RDD). L’intervento di Ronconi muove da una significativa constatazione: nonostante la RDD delle origini abbia enfatizzato con forza il ruolo centrale dell’auto-regolazione e degli usi “controllati” dei consumi di sostanze psicoattive, tale prospettiva in Italia è di fatto stata, nelle sue traduzioni “pratiche”, fortemente mitigata dal paradigma dominante della disease. Senza qui potersi soffermare sulle complesse ragioni che hanno determinato questo contraddittorio esito, si può dire con Ronconi che ciò ha da una parte favorito l’affermazione del farmacocentrismo sul piano della cura, e dall’altro, sul versante della ricerca scientifica, ha riservato una scarsa attenzione ai consumatori non problematici e ai consumi sperimentali, controllati e “sostenibili”, che dovrebbero invece essere il centro della ricerca in una prospettiva di RDD. Nonostante queste criticità e questi limiti, la RDD (anche in Italia) è riuscita ad esprimere innovativi percorsi di ricerca e di intervento che, seppure minoritari, hanno aperto nuove prospettive e delineato possibili cambiamenti sul piano delle politiche sanitarie. L’importanza infatti della ricerca, nell’ottica della RDD, è in primo luogo di restituire un quadro più realistico e complesso sulle strategie di consumo e sui dispositivi che regolano informalmente gli stili di consumo. Ma, in riferimento al punto precedente, i risultati evidenziati da queste ricerche sono importanti anche per le possibili implicazioni sui servizi socio-sanitari. Ecco, per concludere, la possibile rilevanza di un recupero dell’enfasi posta dalla RDD delle origini sull’auto-regolazione, che potrebbe suggerire, laddove accolto, un parziale cambiamento delle filosofie operative dei servizi che si occupano di trattamento e di cura delle dipendenze da sostanze. Ciò implicherebbe, però, un complesso ri-orientamento complessivo dei servizi stessi, che va ben al di là di nodi puramente tecnici e che interroga almeno in parte questioni socio-politiche.

Ronconi S., 2015, Ripensare la riduzione del danno. Verso un modello operativo per l’autoregolazione dei consumi, Medicina delle Dipendenze, giugno, pp. 34-39.

ARTICOLO CONSULTABILE C/O CESDA.

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