NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE E MERCATI ONLINE

data di pubblicazione:

6 Luglio 2015

imagesUn articolo del quotidiano La Stampa presenta un quadro abbastanza allarmante sull’ampiezza del mercato “digitale” delle Nuove Sostanze Psicoattive (NSP). La questione delle NSP rappresenta uno dei maggiori problemi sanitari e legali connessi alle trasformazioni dell’offerta di sostanze psicoattive. Ormai da alcuni anni, infatti, le organizzazioni criminali dello spaccio si sono adattate a due fattori dirompenti: da una parte, per sfuggire alla legislazione internazionale, sono in prima linea nella creazione e nella commercializzazione di nuove sostanze psicoattive, dall’altra approfittano delle numerose zone d’ombra che sul piano giuridico Internet e la tecnologia digitale offre loro per raggiungere nuovi clienti. Riguardo alla creazione di nuove sostanze, il punto più importante da osservare è che, grazie ai progressi della chimica e alla disponibilità a basso prezzo di materie prime dai Paesi in via di sviluppo, l’offerta di nuove molecole è superiore alla capacità di contrasto delle forze di polizia. E’ infatti relativamente semplice, oggi, creare in laboratorio nuove molecole non ancora inserite nelle tabelle delle sostanze vietate, giocando d’anticipo sui sistemi d’allerta sanitari e sulle modifiche legislative e penali. Ma ancora più insidiosa è la facilità d’accesso online dei consumatori alle NSP. Le rete prolifera, come racconta l’articolo, di siti che, presentandosi spesso come perfettamente legali, commercializzano NSP. La velocità della rete permette così l’offerta incessante di nuove molecole e di nuove NPS, alimentando un mercato online delle sostanze che diverrà sempre più importante a livello globale. Ciò fa sì che sia alquanto difficile, da parte della polizia, riuscire a individuare velocemente tutti i canali di vendita online, che oltretutto approfittano delle diverse legislazioni nazionali su Internet. Per l’Italia l’articolo traccia questa situazione: “Anche in Italia c’è stato uno spostamento delle droghe sintetiche dai negozi fisici a quelli online. Il Dipartimento per le Politiche Anti-Droga ha una specifica unità di monitoraggio web per l’individuazione dei siti che commercializzano le nuove droghe e anche, forse questo è meno noto, per l’individuazione di rave party. Fra il 2010 e il 2014 ne sono stati impediti 43, circa il 40 per cento di quelli individuati. Nello stesso periodo, “sono stati individuati 106 siti web in lingua italiana con server localizzato all’interno dei confini nazionali, e sono state segnalate 543 pagine web. Le segnalazioni (…) hanno avuto come esito nel 67,03% dei casi la rimozione dell’annuncio”, scrive la relazione annuale al Parlamento del Dipartimento nel 2014″.

In definitiva, il fenomeno della commercializzazione online delle NSP pone nuove e decisive sfide per il controllo del mercato delle sostanze psicoattive e per la salute dei consumatori.

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