LE NUOVE TENDENZE INTERNAZIONALI DELLE POLITICHE SULLE DROGHE E L'AZIONE DELLA SOCIETA' CIVILE

data di pubblicazione:

24 Marzo 2015

UNGASS 2016La prossima sessione speciale dell’assemblea generale Onu sulle sostanze stupefacenti prevede una riconsiderazione delle convenzioni internazionali che hanno giustificato la war on drugs a scapito della “riduzione del danno”.
Un seminario organizzato da Forum Droghe ha fatto il punto sulle azioni da intraprendere, come organizzazioni della società civile, in vista dell’evento.
Definire una proposta di riforma della legge sulle droghe e una piattaforma per un ruolo internazionale dell’Italia adeguate al cambiamento in atto nelle politiche globali sulle sostanze stupefacenti: con questi obiettivi la LILA insieme alle altre associazioni di Forum Droghe ha partecipato al seminario internazionale “Towards Ungass 2016: new trends in drug policies and drug legislation in Italy and Europe”che si è tenuto il 13 e 14 febbraio 2015 a Firenze.
Dopo l’allontanamento di Giovanni Serpelloni dall’incarico di capo del Dipartimento Antidroga non è stato ancora designato un responsabile e referente politico che si assuma la responsabilità per il governo, delle linee di indirizzo sul tema “droghe” nella loro complessità. Inoltre, dal 2009 manca un confronto pubblico sul tema, non essendo più stata convocata la Conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope che, secondo la legge 309/90, dovrebbe essere riunita ogni tre anni.

I partecipanti hanno sottolineato l’importanza della prossima Sessione speciale dell’Assemblea generale Onu sulle droghe (Ungass) che si terrà nel maggio 2016 a New York, per innescare un cambiamento radicale delle politiche globali sulle sostanze stupefacenti. L’evento avrebbe dovuto tenersi nel 2019, ma i presidenti della Colombia, del Guatemala e del Messico hanno chiesto di anticiparla, data l’urgenza dei problemi da affrontare: negli ultimi anni la guerra internazionale alla droga – che ha preso slancio dall’Ungass 1998 che ha stabilito l’obiettivo di “un mondo senza droghe” – ha inasprito in molti paesi problematiche di salute pubblica, corruzione, violenza e il mercato nero degli stupefacenti. Per questo, recentemente molti governi nazionali hanno espresso dissenso nei confronti della politica di “guerra alla droga”, mentre sono sempre più le evidenze scientifiche che mostrano l’efficacia, in termini di salute pubblica, degli interventi di riduzione del danno per il contrasto di patologie a trasmissione sessuale come l’Hiv. Alcune organizzazioni internazionali, tra cui Idpc (International Drug Policy Consortium) – cui la LILA aderisce come associazione del Forum Droghe – hanno sollevato la questione di una reale partecipazione della società civile a Ungass 2016 e si sta lavorando per la costruzione di una Civil Society Task Force che sia presente all’evento.

Grazia Zuffa, direttrice di Forum Droghe ha aperto il seminario facendo un quadro della situazione italiana, molto cambiata negli ultimi tre anni, con la dichiarazione di incostituzionalità nel 2014 della legge Fini-Giovanardi 2006 – che ha reintrodotto la distinzione e tra droghe pesanti e leggere e delle relative pene – e con l’allontanamento dall’incarico di capo del dipartimento antidroga di Giovanni Serpelloni, con cui Italia aveva preso posizioni molto proibizioniste. Le prossime sfide italiane sono la campagna per la revisione delle sentenze emanate secondo le norme che sono state successivamente abolite dalla corte costituzionale e una riforma organica della legge sulle droghe. Un punto di partenza può essere considerato la proposta di legge 34/2006 centrata sulla decriminalizzazione dell’uso personale. Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti in Toscana ha illustrato i numeri che mostrano come il problema del sovraffollamento carcerario si sia ridotto con la dichiarazione d’incostituzionalità della Fini – Giovanardi. Tutte le organizzazioni partecipanti hanno concordato sull’importanza di fare lobby evidenziando i benefici degli interventi di “riduzione del rischio” su questioni di salute pubblica e rispetto dei diritti umani.

Gli interventi di esperti internazionali si sono focalizzate sui paesi che promuovono il cambiamento: dall’Uruguay agli Usa, con un’attenzione speciale alle esperienze europee.

Il seminario internazionale ha riunito diverse reti e associazioni italiane e internazionali impegnate nella promozione di azioni di riduzione del danno, accesso all’uso terapeutico delle droghe leggere e per diritti dei detenuti. Diversi esperti internazionali hanno illustrato i cambiamenti in atto nel mondo nelle politiche sulle sostanze stupefacenti.

Mike Trace, presidente della rete Idpc (International Drugh Policy Consortium) ha parlato delle sfide alle convenzioni contro la droga che sono già state adottate da diversi stati. In America Latina, la Bolivia è uscita dal trattato e vi è poi rientrata con una specifica deroga sull’uso tradizionale delle foglie di coca, l’Uruguay ne è uscito e Costarica ed Ecuador stanno seguendo questa strada. In Usa due stati, Colorado e Washington, hanno liberalizzato la cannabis e il dibattito sulla questione al momento è forte: il 78% della popolazione dice che guerra alla droga ha fallito, in particolare negli swinging states. “Ma non bisogna sottostimare la parte di mondo che non vuole il cambiamento – ha detto Trace – il campione della guerra alla droga resta la Russia”. “Nell’Asean c’è una narrativa politica di forte contrasto alla droga seguita in particolare da Malesia e Indonesia – ha affermato il presidente di Idpc – dove sono state eseguite recentemente esecuzione di cittadini occidentali, per il possesso di droghe”. “La politica antidroga in Africa è legata a regimi dittatoriali, tuttavia l’Unione Africana si è mostrata aperta al cambiamento”. “In Europa – ha sottolineato Trace – vi sono alcune esperienze di “cannabis social club” in Spagna e Belgio ma le posizioni dei governi sono molto moderate”. L’impegno di Idpc si concentra sul lavoro del comitato delle ong di Vienna che segue i lavori dell’Unodc (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine) e nella costituzione della task force di una società civile per l’Ungass 2016 per cui è importante sia individuato un finanziamento.

Steve Rolles, di Transform Drug Policy Foundation ha parlato dei diversi processi di legalizzazione in corso, come quello dell’Uruguay che è stato voluto dallo stesso presidente, mentre negli Usa c’è stato un grande sostegno popolare. Il modello elaborato dallo studio “Come legalizzare la cannabis, una guida pratica” realizzato dall’organizzazione inglese, si basa sul dare licenze a aziende private convenzionate e su coltivazioni domestiche registrate. E’ quanto avviene nei “cannabis social club” nati in Spagna e Belgio, che prevedono una liberalizzazione delle droghe leggere mantenendo il controllo pubblico.
Tom Decorte dell’università di Ghent in Belgio, ha illustrato il suo studio sui “cannabis social club” che producono e distribuiscono ai soci una quantità controllata di cannabis (circa 60 grammi per persona per 2 mesi), sia per uso medico che ricreativo. I club però si scontrano con una grande incertezza sulle normative. Tom Blickman, del TransNational Institute di Amsterdam ha sottolineato che vi sono iniziative per il cambiamento anche in Germania, Francia, Danimarca, Svizzera, Portogallo e Spagna, dove gruppi di cittadini stanno cercando la liberalizzazione con sistemi di regolamentazione sul modello dei “cannabis social club” ma i governi spesso “non vogliono prendersi la responsabilità”.

Fonte: Lila

 

Ti potrebbe interessare anche
27 Settembre 2026

Le politiche sulle droghe del Portogallo

Un modello replicabile?

26 Settembre 2026

Le politiche repressive sul consumo di sostanze non sono efficaci

Cambiano le sostanze, si abbassa l’età di chi le consuma e aumentano le situazioni di fragilità.

25 Settembre 2026

Invecchiare con l’HIV: una guida

Una guida con consigli pratici per un invecchiamento in salute

24 Settembre 2026

I rischi del consumo di alcol in gravidanza

Non esiste alcuna quantità minima di alcol considerata sicura o tollerabile

23 Settembre 2026

I rischi dell’esposizione al fumo passivo

Tutti i prodotti contenenti nicotina espongono chi sta accanto allo stesso rischio?

22 Settembre 2026

Aumentano le morti per overdose in Europa

Gli oppiodi, la cocaina e il policonsumo sono le cause principali

22 Settembre 2026

L’alcol entra nello scontro sui dazi tra Canada e USA

In Canada, il boicottaggio dell'alcol ha compattato l'opinione pubblica

21 Settembre 2026

Overdose in calo negli USA

Nel 2025 le morti per overdose sono state il 14% in meno del 2024

21 Settembre 2026

Psicofarmaci e disturbi del comportamento alimentare

Il loro utilizzo influisce sull'aumento del peso corporeo?

20 Settembre 2026

Dalla lobby al bancone

Un libro che racconta il potere delle lobby del vino in Francia

19 Settembre 2026

CURARSI CON IL VINO

Libri brutti podcast

18 Settembre 2026

Dopamina e cibo: un legame profondo

Nel contesto dell'alimentazione, la dopamina attiva il circuito della ricompensa e la sua funzione principale consiste nel governare il desiderio.

17 Settembre 2026

Overdose: un problema di salute pubblica

Emergenza medica o reato? Il bivio drammatico delle overdose in Libano

16 Settembre 2026

Alcol e prevenzione nelle scuole

Unplugged e Smashed sono due progetti che riescono a coinvolgere efficacemente studentesse e studenti

15 Settembre 2026

Prevenzione del virus HIV e diritti negati nei paesi africani

Le persone LGBTQ+ sono sempre più discriminate rendendo l'accesso alle cure contro l'HIV difficile

14 Settembre 2026

Cocaina: dalla scoperta alla sua proibizione

Dalla pianta di coca alla produzione di cocaina cloridrato

13 Settembre 2026

Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza

Il bere si configura storicamente come una sofisticata grammatica sociale e una forma di "time out"

12 Settembre 2026

In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

11 Settembre 2026
10 Settembre 2026

Il patteggiamento di Meta: nuove misure ma non sufficienti

Come dovrebbe essere un social network?